La donna con il vestito azzurro

Illuminata da un vestito azzurro, il corpo abbronzato, cammina sullo spazio bianco davanti una labirintica costruzione, la mattina invasa da noi avvocati. Una collega, di quelle con cui parlo del lavoro o delle piccole cose della vita, con piacere e di sfuggita.
In mezzo ai nostri incontri, agosto e l’assenza da questi posti. Oggi la rivedo ed è cambiata, come i bambini che tornano a scuola dopo le vacanze.
Il suo cambiamento è attrattivo soprattutto per noi donne, gli occhi si posano sopra, come quelli di un uomo per una scollatura audace. Produce empatia e la voglia di toccarla. Il suo cambiamento oggi protetto dal vestito azzurro, è un punto esclamativo, un grido impertinente, un precedere la vita.
“Tizianeda, a quarantadue anni sono rimasta incinta come una sprovveduta sedicenne”.
La donna con il vestito azzurro, prima di tutto questo, stava bene dentro il suo tempo, dentro la sua libertà senza figli, con il suo compagno.
Così parliamo. Non del lavoro o delle piccole cose della vita. Lei è un fiume di pensieri sui quali vuole soffermarsi, perché non si è mai abbastanza grandi e preparati per questo nuovo spazio prepotente.
Chiede a me come si fa ad essere madre e donna e tutto il resto, a me che ho due figli ed un lavoro complicato come il suo.
A me che vorrei dirle che una mamma è una fata ed un orco, un’ eroina con i super poteri, è Superman ma con la criptonite infilata dappertutto, è un funambolo con mille braccia e cento piedi, è un pagliaccio a volte triste, è un alieno che legge nella mente ed usa il teletrasporto, è uno zombie asociale, è Anna dai Capelli Rossi, è Barbarella, è la Fatina Smemorina, è Cenerentola, è GenoveffaedAnastasia, è Wendy e Capitan Uncino, è Alice nel Paese della Meraviglie, è Mago Merlino.
A me che non ho tutte le parole per spiegarlo, che contemplo i miei figli come uno spettacolo stupefacente di cui non posso più fare a meno, loro che mi hanno fregata per sempre ed intrappolata dentro un ossimoro affascinante e indistricabile.
Ma la donna con il vestito azzurro, tutto questo lo sa, ha l’intelligenza ed il cuore per vedere per capire. Suo figlio che solo lei sente, già la rassicura già la spaventa.
Così ci salutiamo e poi la osservo mentre si allontana piano, con il suo bambino dentro quel palloncino azzurro e fluttuante.

Tizianeda

2 thoughts on “La donna con il vestito azzurro”

  1. Aruta ha detto:

    I’m addicted to lamedagliadelrovescio
    Aspetto con ansia il nuovo post, è arrivato 7 settembre, mi ritrovo sempre a pensare “che giorno è?”, “cavolo è di ieri me l’ero perso”, come se dovessi leggerli in tempo reale.
    Peraltro eccolo sembra parlare di tutt’altro, invece là dietro l’angolo il tema di tutti i temi, il mistero più gioioso,
    grazie tizianeda della tenerezza con cui ricordi ai privi di umorismo e di lente tramandata dalle donne della propria stirpe, che nello stressante quotidiano si celano gli accadimenti più sconvolgenti che spesso costituiscono la trama principale del vivere. Mi affolli la testa di ricordi (parte dei quali vissuti insieme) ed altri tirati fuori dal cilindro del vissuto più recente, mi piace questo scatenarsi di emozioni che spesso celiamo per conformistico pudore e che tu con, rivoluzionario impeto, riveli e condividi.
    Che bello averti ritrovato, un’esplosiva miscellania della vecchia tizianeda e della nuova completa moglie e madre. Buon peregrinare in questo mondo capovolto, la tua accanita lettrice Cinzia

  2. Tizianeda ha detto:

    Mia cara Cinzia, prima di risponderti ho dovuto riacciuffare il mio ego arrivato alle stelle 🙂
    Grazie per le tue parole emozionanti, travolgenti e tutto quello che di bello mi viene in mente. E grazie per essere venuta a trovarmi qui nella mia amata terra capovolta. Ti mando milioni di baci allegri.

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