Arrabbiata da un po’

E’ che il post del lunedì o della domenica sera, dovrebbe essere lieve più degli altri, perché il lunedì devi essere una macchina con il pieno già fatto. Che così sei già pronto e le paure si colorano un po’, o si fanno più sbiadite.
E’ che però sono fermi lì quei pensieri che mica sono tanto bellini e gentili e non sanno di làlàlà dududu.
E’ che c’è questa città tutta scassata dentro e fuori. Dentro la testa della gente e per le strade. Che come si fa, come si fa a tacere in un posto come questo, che è lo scheletro di un palazzo dimenticato. E’ che poi se cammini tutte le mattine vicino al mare che ci si può toccare, su una strada lunga e aperta, ti ammali di rabbia e rimpianto, chè la tua città che vorresti tutta lì, sembra il paradiso. E nel paradiso quando hai la fortuna di capitarci, ci respiri dentro e se lo sporchi è una bestemmia che ti ritorna indietro come una maledizione.
E’ però c’è quel momento che il mare lo devi lasciare, ti devi allontanare da quel ventre che ti presta il suo silenzio . Ed è un incantesimo che si sfalda e tutto odora di nero, quello stesso nero polveroso che anche il vulcano dall’altra parte del mare ci ha vomitato, con la cattiveria che solo un vulcano sa, prendendosi le strade e mescolando le facce, i capelli, il fiato con la sua fuliggine.
E’ per questo che il post non è lieve, perché Tizianeda è arrabbiata da un po’, è arrabbiata per lei e quelli che si sentono come lei, è arrabbiata per i suoi figli, è arrabbiata per i ragazzi di vent’anni che vanno via con la loro luce, è arrabbiata per i giovani di trent’anni che qui si fanno il mazzo, è arrabbiata per quelli che si sono rassegnati alla bruttezza e non la vedono più, è arrabbiata per la distanza dei potenti, è arrabbiata per la gretta ignoranza dei malavitosi che non appartengono alla razza umana, chè la propria terra non si svende, deficienti. E’arrabbiata per le strade interrotte e malferme che attraversano la sua Calabria bella e florida che in primavera sboccia come una ragazza acerba, e ci acceca di giallo e azzurro e verde e rosso e viola e rosa, che non la puoi contenere tanta bellezza polposa. E’ arrabbiata per i treni cattivi e sporchi e vecchi che a volte non arrivano e non capisci perché, e ci si deve arrangiare. Quei treni brutti che nessuno vuole, ma poi li piazzano qui. Quei treni che Tizianeda conosce bene perché li racconta il suo Sposo Errante, che se perde quello giusto è l’inferno. E’ arrabbiata perché almeno avessero la decenza di chiamarli con nomi onesti e più evocativi tipo ”treno che è sporco ma prima o poi vi riporta a casa e ringrazia che non ti viene il tifo” oppure “treno che abbiamo potuto rifilare solo a voi” o “treno che è più nuovo del treno a vapore o di una littorina dismessa messa a marcire nel deposito dei vagoni”.
Ed è arrabbiata per un bel po’ di altre cose che proprio non le piacciono e le rimangono incastrate dentro la testa, come un pezzo di cibo nella gola.
E Tizianeda pensa a questa convivenza di prodigio ed orrore che no non si mescolano, non si mescolano mai, tanto sono netti e definiti, come l’acqua e l’olio. Pensa a tutte le cose che proprio non ne può fare a meno, chè sono parte di quell’essenza di lei che viene da lontano e che piace e scalda, come un abbraccio o un bacio di chi ami. E questo, anche questo non l’aiuta.

Tizianeda

10 thoughts on “Arrabbiata da un po’”

  1. zia bianca ha detto:

    …..e menomale che la giornata é stata baciata da un sole radioso e dalla gioia di adulti che ogni volta che si incontrano nei loro occhi brilla la luce dei loro quindici anni!!!!!!
    😉

    1. Tizianeda ha detto:

      E’ proprio perchè la giornata è stata radiosa che tornando e vedendo lo scempio sulla nostra città, mi sono proprio arrabbiata. Ti mando tanti baci.

  2. marinella ha detto:

    Vero………..E’ un miscuglio impossibile, epperfortuna……….!!!!! Non il mare vivo con lo spirito abbrutito, non il vento che taglia con l’omertà silente, non la salsedine odorosa con l’immobilismo vuoto, non il sole impietoso e provvido con l’urlo disperato di chi non tace, e tanto nessuno lo ascolta. Ma invece no. E allora, per te che resti, non rimane che l’urlo dentro, che ti scuote e ti arrossa, che gonfia il cuore e trova la strada per non restare un grido solitario. Sia essa la tastiera di un pc per parole inanellate, un flash mob che vince ogni imbarazzo, un volantino che non resta carta stropicciata in fondo ad una tasca……. Con la speranza che questa terra torni la nostra terra, ovunque noi siamo, indelebilmente marchiati.

  3. Maria ha detto:

    Grazia Tizianeda….e menomale che ci sono persone che riescono a guardare la realtà che ci circonda con occhi spalancati sui prodigi, ma anche sugli orrori. La meraviglia del nostro mare incorniciato dalla Via Marina e dalla Sicilia, l’odore forte di zagara al tramonto, il vento che mischia tutto, ti invade di gocce di mare e di profumi, le persone care che puoi incontrare ovunque, ma anche le persone che non vorresti incontrare, gli sguardi torvi di chi si è arricchito sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli, l’odore forte della spazzatura che è il segno dei tempi che stiamo vivendo. Bisogna crederci nel cambiamento, insegnare la speranza ai nostri figli e ai nostri nipoti, con ogni mezzo. Baci

    1. Tizianeda ha detto:

      Maria e Marinella per voi che siete accomunate dalla stessa nostalgia, una ormai decennale un’altra che già c’è da un po’ perchè sa che la lontananza è prossima … ho trovato questo link http://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-costantino-kavafis/poesia-di-costantino-kavafis-itaca.html . Baciuzzi

      1. Maria ha detto:

        grazie Tizianeda!!!

  4. Pino ha detto:

    Udite udite , locomotore di nuova generazione con comandi di segnale ripetuti in cabina. Non sono andato fuori di testa…….. Per informazioni piú precise chiedere allo sposo errante.
    Ciao da un nuovo macchinista di Trenitalia.

    1. Tizianeda ha detto:

      Caro Pino direi che i vostri 15minuti di celebrità ve li siete guadagnati. Lo sposo errante ha raccontato. I bambini ed anche io vi abbiamo invidiati! Un caro saluto al nuovo macchinista.

  5. Antonella ha detto:

    La conosco bene questa sensazione di rabbia e impotenza, speranza e sconforto. Ce la faremo cara Tizianeda,riusciremo a farla diventare la citta’ viva, radiosa e prosperosa, perche’ solo la tenacia puo’ cambire le cose. Tu non ti stancare mai di dare voce alla indignazione di tanti.

    1. Tizianeda ha detto:

      Cara Antonella non scriverei se da qualche parte di me non mantenessi la speranza. E poi in questa città ci sono troppe persone che mi piacciono 🙂

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