Gli amici dall’altra parte del mare, il tempo che passa e David Bowie

“Ciao Tizianeda, sabato avete impegni? Vorremmo venire a trovarvi con Franci ed i bambini”.
“Ma che meraviglia. Finalmente ci rivediamo. Sono due anni”
“ Che non ci incontriamo tutti insieme? Almeno quattro”
“Ma veramente, così tanto!”…
Quando Tizianeda era giovane giovane, terminati gli studi universitari, in un tempo in cui lo Sposo Errante si trovava nella imprevedibile nebulosa del futuro e con lui, i voluti effetti collaterali del loro incontro. Quando Tizianeda vagava in un fluire lento, ignara dei funambolici giochi di incastro che un’altra vita le avrebbe chiesto. Quando l’inquietudine era la sua cifra stilistica e le energie vitali non subivano gli scuotimenti di giornate capricciose come un grafico impazzito. Ecco in questo tempo qui, Tizianeda e sua sorella, la zia Dada, allora soltanto Dada, frequentavano amici dall’altra parte del mare, che raggiungevano salendo su una nave grande e ferrosa, che le portava nella città di fronte alla sua. Li raggiungevano per divertirsi alle loro feste, mangiare insieme, andare a teatro o a un concerto.
Intanto però, il tempo, quello sciroccato, è andato dritto in avanti, e Tizianeda e tutti gli altri con lui, a farsi trasportare, costruendoci sopra le loro vite da adulti, tassello su tassello come i lego.
Il tempo li allontanava da quel punto iniziale, da quegli spazi fermi e bianchi come una casa estiva, mettendo ognuno sulla propria traiettoria. Loro però legati da quel punto, da quei posti spensierati, hanno partecipato, a volte da lontano, ai movimenti delle altre vite, quelli radiosi e quelli bui. Per questo l’altra sera, Tizianeda ed i suoi amici, anche se erano quattro anni che non si incontravano, si sono salutati con empatica intimità, che sembrava si fossero lasciati il giorno prima. Perché l’altra sera gli amici dell’altra parte del mare, sono approdati nella casa della famigliola, per incontrarsi con le loro vite mutate, le loro facce tracciate, i bambini ed una sorpresa pasquale nella pancia di lei, una sorpresa che si muoveva e sguazzava nel liquido primordiale della sua mamma Franci. Si sono abbracciati, baciati, guardati, ognuno ha sbaciuccato i bambini degli altri in un comune sentire. Tizianeda è stata salutata con “ciao amica mia” e questo le ha scaldato il cuore proprio, proprio un bel po’.
Sono arrivati anche i fratelli di Tizianeda con le loro famiglie, e le stanze si sono riempite di voci e futuro.
Quando poi la casa si è svuotata e i bambini nel sonno, le hanno restituito il silenzio, Tizianeda, che ama annegare nella masochista nostalgia del tempo perduto, ha acceso lo stereo per ascoltare David Bowie , nel suo ultimo Cd, regalo dallo Sposo Errante. Perché quando era una ragazzina anni ‘80, lei era irrazionalmente innamorata di quell’alieno dagli occhi dissociati, subiva la fascinazione delle sue stranezze, ne percepiva la potenza e forse ne intuiva l’erotismo. Lo ha ascoltato, seduta sul divano avvolta da multistrati di una coperta spessa, pensando alla giornata trascorsa, pensando al suo presente denso in cui si piace, anche se accidenti non è più ragazza, pensando a David Bowie che è un signore anziano fascinoso, con chissà quanti acciacchi.E immersa nella profondità di tali pensieri, si è addormentata avvolta nella sua spessa e calda coperta.

Tizianeda

2 thoughts on “Gli amici dall’altra parte del mare, il tempo che passa e David Bowie”

  1. zia bianca ha detto:

    …..sí….chissá quanti acciacchi avrá!!!! …..lo curerei mooooolto volentieri!!!!!! 🙂

    1. Tizianeda ha detto:

      Anche tu eri D. B. addict? 🙂

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