Insomma, soddisfazioni!

“Pvonto, signora Tizianeda?”
“Sì sono io”
“Volevo divle che la pvossimma settimana in pvofumevia vevvà un’ espevta della nota casa estetica ABC. Si vicovda è già venuta un po’ di tempo fa. Volevo chievdevle se vuole pvenotavsi pev un tvatattamento al viso e magavi la tvucchiamo. Ci vediamo venevdì alle 11?”.
Se all’improvviso una mattina invernale, una voce gentile ti invita ad entrare nel tempio sbriluccicoso delle cremine miracolose, dei trucchi, della pelle levigata, della faccia senza occhiaie, dei gloss, glitter, scrub ed altre cose strane che non sai neanche a cosa servono. Se la voce si insinua dentro la tua brama di vacanze estive, come quella degli ebrei di Mosè per la terra promessa. Se la voce giunge ai tuoi condotti uditivi, proprio in quei giorni dell’anno, quelli che sono il centro dell’inverno, quelli in cui ti senti più stanco del solito, più insopportabilmente lamentoso, quelli in cui gli infidi virus influenzali sono i nemici contro cui resistere strafacendoti di vitamine c, che reperisci dal tuo pusher sotto casa, il fruttivendolo. Se quelle erre timide si insinuano tra te e la voglia di andare in letargo fino all’avvento della bella stagione, e la mancanza di sonno e riposo mentale attuano la lenta ed inesorabile trasformazione da ragazza gentile ad intollerante zia bislacca. Se ti seduce in quei giorni in cui la mente è affollata come la metro all’ora di punta ed il venerdì è il migliore dei mondi possibili. Ecco quando in questo periodo dell’anno ti arriva una telefonata così, tu ci vai in quella profumeria anche se lì ci entri non più di due volte l’anno, quando il rimmel è più rinsecchito di un cardo nella stagione della siccità, o quando la scatola del fard è talmente vuota che se ci parli dentro ti ritorna l’eco.
“Sì signorina vengo a farmi massaggiare e poi truccare”.
E così Tizianeda ci è andata quella mattina, che poi se ne era anche dimenticata, ma per fortuna la signorina dalla erre gentile, l’ha richiamata per ricordarglielo, perché si sa, le signorine dalla erre gentile che lavorano nelle profumeria capiscono quando hanno a che fare con pigre clienti riottose.
Ci è andata Tizianeda pregustandosi un’ora di massaggio nel silenzio, promettendo a se stessa che non avrebbe parlato con l’esperta della casa estetica ABC, non sarebbe entrata in confidenza come le viene naturale, non avrebbe proferito parole e sorrisi, mantenendo serafico distacco. Si sarebbe goduta lo strofinamento di creme in un silenzio metafisico, dimenticandosi che l’esperta è una persona con chissà quante storie da raccontare, ma pensando che è solo due mani al servizio della sua faccia stanca.
“Se non ricordo male lei ha una figlia”
“Signora Tizianeda, se lo ricorda?”
“Sì certo, ma diamoci del tu”
E’ bastato questo breve scambio confidenziale, perché l’ora di silenzio e meditazione, il progetto di distacco ultraterreno si riempisse di confidenze e chiacchiere, in cui l’oggetto principale ed i protagonisti della conversazione sono stati loro, i minori che affollano i nostri consunti neuroni e le nostre vite in bilico tra i sensi di colpa, l’amore ultraterreno e la voglia di fuga, con il classico finale di scambio di visione di fotografie che li ritraggono in tutti i modi possibili.
Così Tizianeda è uscita da quella profumeria senza avere memoria dei massaggi facciali, dell’agognato momento di pace e amore, ma piena di notizie sulla vita della mamma-lavoratrice. E’ uscita da lì perfettamente truccata -“mi raccomando truccatemi poco”- e lei con quel poco di fard, fondotinta, rossetto e altro, con cui andrebbe solo ad una premiazione internazionale o un evento mondiale o alla notte degli Oscar, si è presentata all’uscita della scuola del settenne , vergognandosi come se si fosse presentata con abiti succinti da adolescente ribelle. E’ uscita da lì con il rimmel nuovo, che quello che aveva giaceva consumato nel fondo della sua borsetta, ed un ombretto color bronzo, che forse non metterà mai o smetterà di mettere dopo vari tentativi falliti, per eguagliare le mani dell’esperta.
Però il pomeriggio quando è tornato lo Sposo Errante, le soddisfazioni sono state tante.
“Non noti niente di nuovo?” “No” “Guarda bene” “Non so …ti sei tagliata i capelli” “ Ma no, non sparare a muzzo, guarda la faccia, gli occhi” “Certo ti sei aggiustata le sopracciglia” “Va be’ lascia perdere”.
Insomma soddisfazioni!

Tizianeda

6 thoughts on “Insomma, soddisfazioni!”

  1. winnella ha detto:

    vabbè ma che vuol dire…quando una donna è bella come te il trucco passa in secondo piano, insomma è difficile accorgersene…
    cmq ClioMakeUp mi ha cambiato la vita 🙂

    1. Tizianeda ha detto:

      Pensa è quello che mi ha detto lo Sposo Errante…non mi riferisco a Cliomakeup ovviamente. 🙂

  2. Pino ha detto:

    Cara Tiziana, non voglio prendere le difese dello sposo errante, ma credimi, dopo aver percorso tanti chilometri sui treni che abbiamo dalle nostre parti , la vista fa cilecca e per questo non si è in grado di apprezzare ció che di bello ti passa davanti. Perdonalo. Un saluto per tutti.

    1. Tizianeda ha detto:

      È per questo che non infierisco caro Pino. Un saluto caro

  3. Maria ha detto:

    ahaahah….la nota abilità di mio fratello di sparare a muzzo!!!!
    Comunque la tua propensione per la varia umanità è direttamente proporzionale alla tua bellezza interiore ed esteriore (e non parlo a muzzo)!

    1. Tizianeda ha detto:

      Grazie e cento baci sparsi… a muzzo!!

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