Quella cosa lì

L’altro giorno c’era un signore vestito di bianco con delle scarpe vecchie vecchie, che sicuro hanno un buco sotto, che se saltella su una pozzanghera gli si bagnano le calze. Un signore con le mani sorridenti, circondato da tipi strani, alcuni pure torvi, che tanto lui non li ascolta. Ecco l’altro giorno questo signore che sembra una mamma, insomma ha detto che no, non dobbiamo avere paura . Non però dei mostri intergalattici, degli zombi, del buio, dei film dell’orrore, di Dracula, delle puzzette, delle montagne russe , delle punture, dei ragni, o delle smorfie di quando si girano gli occhi all’indietro e si contorce la bocca. No perché questa mamma non parlava ai bambini quel giorno. Lui il tipo vestito di bianco con le scarpe consunte, parlava ai non più bambini. Questo signore vestito di bianco, che piace persino a quella riottosa e diffidente di Tizianeda, ha detto a tutti gli adulti imbalsamati di non avere paura di quella cosa lì che spesso non la vedi. Perché sei preso da mille rivoli che corrono veloci, cose da grandi o hai un pensiero che proprio dalla testa non si leva o sei distratto da tutta quella roba sbriluccicante ed inutile, occupato a far la guerra con qualcuno o a parlarti addosso. E però se sei così, finisce che questa cosa qui, che è immensa come tutte le gioie minute della vita, la perdi , come una stella cometa che passa una volta ogni mille anni e tu invece guardavi a terra o solo sbadigliavi. Questa cosa qui, che è come il solletico o una risata allegra o una carezza che non ti aspetti o una foto che trovi per caso, di quando eri ragazzetta, di quando si usavano i capelli cotonati e le spalline attaccate alle giacche con il feltro. Questa cosa qui, che il signore vestito come una mamma indaffarata nelle faccende di casa, ha chiamato tenerezza.
Come quella che Tizianeda ha provato quando un bambino di sette anni l’ha chiamata sul cellulare, da casa, e che importa se lei si trovava in un ufficio in mezzo a carte da acquisire e gente concentrata. E tra un sì, dei grazie e qualche firma, Tizianeda lo ha dovuto ascoltare, perché quel settenne non ti dà scampo. Ha dovuto ascoltare il minore di casa preso tra due “e” che se gli metti sopra l’accento cambia tutto. Ha dovuto ascoltare la ventina di esempi diligentemente imparati, per poi sperticarsi in lodi e appellativi stucchevoli – “amore mio, tesoro del mio cuore, gioia sei bravissimo” – incurante o forse solo dimentica degli sguardi stupiti dei presenti.
O l’altra sera quando la undicenne le ha preparato un bigliettino sobrio, grande quanto un tappeto persiano nel salone di un Marajà , in cui per farsi revocare una punizione, per lei sa cosa, le ha scritto una poesia, dicendole che era ironica bella e divertente. E questo è bastato a Tizianeda, anche se sa che per una bambina nel pieno della preadolescenza, con le unghie smaltate ma le mani sporche di inchiostro, la mamma fata turchina, dopo pochi minuti, può ritornare ad essere la strega cattiva di Hansel e Gretel.
E poi c’è l’abbraccio di un’amica, lo Sposo errante che ti chiama “così solo per sentirti”, un messaggio affettuoso, una richiesta di aiuto, una telefonata.
Piccoli attimi di bellezza innocente, che però colorano e pure un bel po’ la vita di Tizianeda, facendola sentire vera, salda e forte.

Tizianeda

6 thoughts on “Quella cosa lì”

  1. EmmeGiElle ha detto:

    Concetti che volano a 39000 mt da terra, che solo Felix Baumgartener potrebbe osare avvicinarli, e tu riesci ad acciuffarli e portarli qui tra noi con una semplicità immensa! Grazie
    n.b. sto francesco mi scuote proprio…io così teologicamente dissociata.

    1. Tizianeda ha detto:

      Grazie bellina!!! L’uomo con il vestito bianco “scuote” pure me, chi l’avrebbe mai detto. 🙂

  2. Antonella ha detto:

    Care amiche, sono contenta di ritrovarvi in questa strana sensazione che quest’uomo vestito di bianco riesce a suscitarmi. Non so per quale strana ragione, io che sono stata sempre quasi indifferente a quello che dicevano i suoi predecessori, sono invece attenta e curiosa di sentire le parole e di vedere i gesti e i comportamenti di quest’uomo vestito di bianco e addirittura mi commuove! Nella vita, è proprio vero che non si può mai sapere….

    1. Tizianeda ha detto:

      È il caso di dire sante parole cara Antonella !!

  3. Demetrio ha detto:

    Ciao Tiziana,mi sono permesso di inserire una tua riflessione sul mio sito http://www.demetriodelfino.it perchè tanti di noi sono arrabbiati come te. ( se x te è un problema fammi sapere così lo tolgo dal sito)
    grazie

    1. Tizianeda ha detto:

      Gentile Demetrio, ne sono felice. Grazie. Spero davvero che le parole di amore rabbia e indignazione aiutino la nostra città dolente.

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