Agli estremi della catena alimentare

“Perché hai quella faccia undicenne?”

“No niente è che a volte ci penso”

Tizianeda, lo sa bene cosa significano la voce con la tremarella e gli occhi  immensi, che invadono   la stanza di quel colore, che non è verde, non è azzurro, non è grigio. Perché anche Tizianeda a volte ci pensava con quello stesso sguardo, in quell’età che sei in bilico su perché irrisolti.

“E’ che a volte penso alla morte mamma e penso che dopo non ci sia niente. Tu che dici mamma”.

“Ecco insomma, è normale che ti poni questa domanda ed è normale che a volte hai paura … e comunque papà dice che qualche cosa ci sarà di sicuro, e papà lo sapete non sbaglia quasi mai, e poi scusa non siamo vissuti per milioni e milioni di anni e ti preoccupi adesso?”

“Però mamma! hai ragione”.

Tizianeda non sa quale intuizione fortunosamente uscita dalle sue labbra non del tutto rilassate, abbia riportato la undicenne nel mondo delle certezze quotidiane. Non sa se è  stata la acquisita consapevolezza della normalità della paura, o la coscienza che il papà ne sa molto più di lei, del tutto ignorante quando si parla di universo, stelle, spazio, buchi neri e roba del genere. O se è stato quel  pensiero filosofico venuto all’ultimo, anche se espresso  in forma primitiva. Ma qualunque sia stata la causa del suo ritorno all’ordinario senza tempo,  la undicenne e l’altro debosciato settenne, dopo si sono persi in complesse e più serene dissertazioni zen-metafisiche.

“Tu in che cosa ti vorresti reincarnare dopo la morte?” Ha chiesto  il fratello alla sorella.

E la sorella, la dolce undicenne dopo molto meditare ha deciso che si reincarnerà in un simpatico animale, che secondo studi fatti dalla ragazzina,  pervicace spettatrice di documentari su belve feroci, è il più temuto della foresta, persino dai leoni che preferiscono stargli alla larga. “In una iena!”.

Quanto al settenne, lui,  trasferirà la sua anima dentro il corpo di un imperturbabile, serafico lento ciccionissimo e felice bruco. Insomma due figli agli estremi della catena alimentare animale che speriamo si rincontrino e si riconoscano.

 

 

Tizianeda

2 thoughts on “Agli estremi della catena alimentare”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    Nessuno me lo ha chiesto, lo so, ma se io potessi scegliere in chi reincarnarmi opterei per il mio cane: la sua attività più faticosa è spostarsi dal prato al vialetto. Mangia, beve e dorme al caldo senza dover lavorare e si becca anche parecchie coccole dalle mie figlie. Unica nota stonata sono i miei insulti che tanto lei non capisce perché glie li faccio in italiano forbito, tipo: inutile quadrupede o ignobile canide. Che pacchia!

    1. Tizianeda ha detto:

      Io invece in un gatto. E’ pigro indipendente indifferente strafottente … e poi ha sette vite 🙂

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