Cose da Donne

E’ che ieri sera Tizianeda non riusciva a scrivere un bel niente. Cioè scriveva scriveva e poi cancellava, cancellava, in preda ad un’agitazione nebulosa . Seduta ai piedi del letto del settenne addormentato dopo aver riscosso il suo dazio serale di presenza morbida e baci. Seduta mentre nel letto sopra la sua testa, il respiro rumoroso di natura aliena della undicenne le faceva da sottofondo inquietante. Ieri sera scriveva e cancellava sul suo mini computer, con addosso i piedi del piccolo di casa, accessoriati di unghie incolte che la facevano sentire la più debosciata, la più snaturata, la più distratta madre del mondo interplanetario. E così Tizianeda chiudeva il suo computer arrendendosi al vuoto mentale, copriva sotto il lenzuolo la prova tangibile della sua natura imperfetta, ripetendosi un numero imprecisato di volte “domani mattina cascasse il mondo la prima cosa che faccio le taglio” e mettendosi la fede nel dito anulare destro per ricordarselo. Poi si coricava accanto allo Sposo Errante già perduto nel sonno. E quando anche lei era vicina vicina a quella linea di confine tra la coscienza e l’oblio, l’agitazione improvvisa ha spezzato l’incantesimo miracoloso. Perché si è angosciata pensando alla undicenne che il giorno dopo sarebbe partita con il suo gruppo di scout laici per andare dall’altra parte del mare. Si è angosciata pesando al maltempo, ai boschi, ad Hansel e Gretel, al lupo cattivo, agli Orchi a Cappuccetto Rosso, alle streghe cattivissime. Poi l’angoscia ci è spostata sullo Sposo Errante pensando al suo errare, al suo “sono distrutto” serale, ha pensato ai treni sbrindellati alle strade malferme che attraversa e poi riattraversa perchè la sera vuole tornare a casa. Ha pensato alla salute, al tempo che passa, che ancora ci sono due mesi di lavoro intenso, alle scelte da prendere nel suo studio di avvocatessa, alle responsabilità che pesano. Ha pensato al frigo vuoto da riempire, a tutte le cose da fare e che rimanda perchè non sa come incastrarle e che si dimentica di tutto perché…non lo sa perché. E poiché quando si entra nel tunnel dell’autoflagellazione uscirne è impensabile, ha anche ricordato le unghie del settenne che mentre lei si angosciava per altro, loro dispettose sotto il lenzuolo lentamente crescevano ancora un po’.
Poi si è ricordata che da un po’ di giorni è più irritabile, intollerante lamentosa. Che si guarda allo specchio e non si piace. Che il suo nuovo taglio di capelli appena una settimana fa bellissimo, da due giorni è diventato orribile. Che è insopportabile anche a se stessa, che più spesso vorrebbe chiudersi in bagno con scuse becere per riprendere forze, che tuttavia lo Sposo Errante non sembra farci caso e la guarda come se dicesse “ho capito tutto normale” e pure “meglio lasciarla stare”. Si è ricordata che anche il mese scorso per due tre giorni si sentiva così angosciata, e che questa cosa ormai si ripete da molti molti anni. Che tra un po’, questo “quanto sono nervosa” passerà e che insomma avete capito di cosa sto parlando. Così Tizianeda confortata da questa illuminazione improvvisa, certa che il suo corpo troverà il modo da solo di sistemare tutto, si è addormentata avvolta dai respiri dei suoi tre innamorati.
P.s.: volevo solo informarvi che le unghie del settenne, che Tizianeda questa mattina ha dimenticato di tagliare, ancora crescono indisturbate nascoste da calze e scarpe, tra un pensierino, una lettura e la merenda scolastica. Quando torna da scuola, sicuro si provvederà al restyling.
P.P.S: questo post lo voglio dedicare sì a tutte le donne, ma soprattutto a tutte le donne libere di Calabria e loro sanno perché.

Tizianeda

2 thoughts on “Cose da Donne”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    L’importante è ammettere ed accettare l’esistenza di questi fenomeni con noi stesse (e soprattutto riderne) ma negare fino alla morte di fronte a qualunque uomo!

    1. Tizianeda ha detto:

      Parole sagge cara Guendalina!! 🙂

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