Andata e ritorno

E insomma, Tizianeda e i due minori sono scesi da quel treno, che li portava alla stazione di L., per ricongiungersi con l’uomo adulto di casa. Non si è verificato alcuno degli eventi catastrofici immaginati dalla fantasia iperattiva di Tizianeda, che anzi si è divertita un bel po’ con la undicenne ed il settenne in quell’ora e mezza in movimento. Si è divertita nel vedere il piccolo di casa stupito da tutto quel mare che scorreva al di là dei finestrini, nell’attraversare con quei due matti tutti i vagoni, nel vederli giocare e ridere per un mucchio di scemenze, si è fatta coinvolgere dalla loro eccitazione per quell’inusuale e strepitosa estiva avventura ferroviaria, e si è sentita grata al destino, alla buona sorte ed al karma perché nessuno dei due ha avuto il bisogno improcrastinabile di accedere ai bagni ferroviari. Poi una volta scesi dal treno e recuperato lo Sposo Errante sono andati insieme nella cittadina di S., un posto con tanta acqua sale e sabbia bianca, dove vivono le tre cugine belle di Tizianeda, le figlie della zia Sisa che non c’è più, la zia santa, la zia di cui vi ho parlato, che accoglieva con sorriso stupito e innocente e la tavola imbandita, sciancati, barboni, gente triste, gatti orbi, uccelli zoppi e cani spelacchiati. Come se quello fosse l’unico modo di vivere possibile. Ha quindi visto la sua cugina tacco 12 bella e luminosa, che quando è con lei le sembra di riposare, e ha notato, con orgoglio e soddisfazione, che entrambe avevano qualcosa che le faceva assomigliare: il colore rosso dello smalto sulle unghie dei piedi.
E poi, in questi due giorni di lontananza, si sono stati la sabbia bianca, il mare quieto, la maschera per guardare giù i mostri marini, i tuffi dagli scogli della undicenne sotto gli occhi divertiti del padre e quelli terrorizzati della madre, il settenne assorto dentro l’acqua perso in uno dei suoi mondi paralleli, gli ombrelloni bianchi e blu, le sdraio con i teli colorati sopra, le vecchiette sorridenti e serafiche in bichini fiorati, un bambino piccolo, massiccio e abbrustolito dal sole che con alternanza democratica, passava dai canti ecclesiastici da processione su Gesù la Madonna e Santi, al turpiloquio da uomo navigato rivolto con disinvoltura ai parenti disposti in cerchio e fino a pochi secondi prima, felici e orgogliosi dell’attenzione di tutta la spiaggia.
E dopo tutto questo beato delirio, dopo questi due giorni di peace and love, la famigliola è ritornata compatta a casa, nella sua città sbilenca. Chè a quei quattro, che sì amano spostarsi allontanarsi e viaggiare, piace anche il momento del ritorno, nello spazio rassicurante dei loro 90 mq.

Tizianeda

2 thoughts on “Andata e ritorno”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    separa-dita viola con decorazioni, ce l’ho. Smalto rosso per unghie dei piedi, ce l’ho. Inizio l’opera di pittura e mi sento anche io circondata di acqua, sale e sabbia bianca, anche se sono a molti incubi di distanza dal mare. Ma ci arriverò, non dubitate, gli incubi finiranno.

    1. Tizianeda ha detto:

      🙂

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