Prove tecniche di vacanza

In questo fine settimana, la famigliola, avvezza alla diaspora settimanale, si è ricompattata, per fuggire in quel posto fresco, profumato di legna resina e terra, in quella casa con lo spazio per il fuoco, che non è della famigliola, ma che negli ultimi anni è diventata il suo rifugio estivo.
E poiché in due giorni le cose da fare sono tantissime i quattro si sono abbandonati a molteplici e variegate attività: 1) dormire, anche il pomeriggio, ché il sonno in quelle ore lì, dovrebbe essere istituito per legge, perché dopo avere soddisfatto il bisogno di letargia, ti senti in armonia con l’universo, in preda al nirvana, avvolto dalla pace cosmica 2) suonare il basso elettrico, con le cuffie alle orecchie in uno stato concentrato di trance – “così non disturbo nessuno” “ma Sposo Errante, guarda che ci siamo solo noi nel raggi di un chilometro” – 3) palleggiare in uno stato concentrato di trance ( perché il settenne in questa attitudine alla concentrazione pervicace, ha subito l’osmosi paterna), il pallone da beach volley color arcobaleno “così imparo a giocare a basket” 4) giocare a pallavolo con il pallone arcobaleno da beach volley e Tizianeda diventare la campionessa contesa tra i due minori . “Io gioco con mamma” “No, abbiamo detto maschi con i maschi e femmine con le femmine” “Ma uffa non è giusto!” “Ok bambini, facciamo a turno, prima gioco con lei e poi con te settenne…accidenti a pensare che quando ero ragazza e giocavamo in spiaggia, nessuno mi voleva in squadra, che soddisfazione!” 5) riuscire a finire uno dei troppi libri iniziati e accatastati sul comodino e scelto da Tizianeda, come un Maraja che cerca tra le tante donne del suo harem quella che potrà soddisfare i suoi piaceri notturni 6) guardare la sera un film di quelli scemissimi tutti insieme, braccia gambe mani intrecciate per tutto il tempo della visione 6) la domenica pomeriggio riempire il cofano della macchina di frutta e verdura comprata dalle contadine del posto, e ritornare a casa, rilassati e contenti di tutto questo tempo semplice – “dai bambini ora mettiamo la musica a tutto volume come i tamarri…undicenne c’è la tua canzone preferita quella dei Depeche Mode…” “Mamma ti prego…abbassa…mi stai mettendo in imbarazzo” “Ma smettila non c’è nessuno, siamo in mezzo alle montagne…dai balliamo…” 7) ballare e cantare e ridere sulla macchina mentre lo Sposo Errante guida concentrato, partecipando al tripudio di cretineria con il suo contributo verbale: “vedi che ti ‘ttaccano!” (traduzione per chi non fosse del sud sud: mia simpatica sposa, chi ti vede potrebbe avere l’intimo sospetto che la tua personalità sia alquanto alterata, che io sia un pazzo ad averti sposato ed i bambini bisognosi di un’assistente sociale. Ma poiché ti sorrido, voglio che continui, perché anche se permango in uno stato di apparente imperturbabilità, in realtà mi sto divertendo tantissimo. Grazie per quel tocco di allegra follia con cui coinvolgi tutti noi e che ancor oggi continua a stupirmi. Comunque, per favore, se dovessimo incontrare qualcuno per la via, gentilmente cessa ti muoverti in questo modo convulso. Ti voglio bene il tuo Sposo Errante).

Tizianeda

4 thoughts on “Prove tecniche di vacanza”

  1. Antonella ha detto:

    Ammazza quante cose voleva intendere lo Sposo Errante con una espressione così sintentica!!!
    Gli “ermetici” gli facevano un baffo!!! Un abbraccio.

    1. Tizianeda ha detto:

      Cara Antonella dopo quindici anni di frequentazione ho imparato a codificarlo. 🙂 Baci allegri!

  2. Guendalina Strana ha detto:

    C’è un che di poetico nel ballo convulso di una sposa in libertà. Il tuo sposo errante lo ha racchiuso tutto in una frase ermetica di grande effetto.

    1. Tizianeda ha detto:

      Grazie Guendalina, pare che l’ermetismo ed il ballo convulso si sposino bene insieme 😉

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