Un pomeriggio insieme

Sono stati un pomeriggio insieme, nei 90 mq della famigliola. Hanno in comune la stessa logorrea compulsiva, la fantasia ipercinetica che a seguirli ti senti sulle montagne russe, l’indifferenza per il calcio di cui non parlano mai, l’uso visionario dei giocattoli, che fanno vivere in strambe avventure con le loro voci. Uno sorride o ride praticamente sempre, per l’altro sembra che il mondo sia una faccenda serissima, anche i giochi che lo fanno divertire da matti e non vorrebbe smettere mai. Hanno la stessa bellezza scura e l’innocenza dell’infanzia. Uno è attratto da storie paurosissime, scene splatter mostri rivoltanti, l’altro preferirebbe farne a meno.
Così sono stati, sabato pomeriggio, nei 90 mq della famigliola, il settenne ed il suo amico D.. Hanno chiacchierato chiacchierato chiacchierato, raccontandosi i loro sogni scombinati e mille altre cose. Hanno giocato con i video giochi, guardato i cartoni animati, inventato storie avventurose con omini di plastica che a sentirli urlare concitati in quel modo, sembrava bisticciassero. Ed invece non hanno litigato mai. Hanno fatto merenda con latte – tiepido per uno freddo per l’altro – e biscotti. Hanno dato sfoggio reciproco delle loro speciali e uniche abilità: emettere rumori inquietanti con la voce, formare lingue filanti con la saliva, arrampicarsi in mezzo allo stipite delle porte mani e piedi fino a toccare con la testa la cima e poi lanciarsi, costruire con i regoli piramidi alte alte e colorate, distruggere le piramidi alte alte e colorate. Tutto questo mentre Tizianeda si godeva il suo pomeriggio casalingo riuscendo – tra la lettura di un libro meraviglioso e cupo come una strada buia, la preparazione dell’impasto per la pizza, e la frittura delle patate sbucciate – ad osservare i due amici. Perché l’amicizia è una cosa bella da guardare, specie quella dei bambini con il loro fare rilassato e semplice.L’amicizia che non chiede nulla, se non di stare insieme, così, un pomeriggio, inconsapevolmente appagata di quello che sorprendentemente unisce, ma anche rassicurata e accolta dalle differenze che sono “opposto e completamento”.

Tizianeda

One thought on “Un pomeriggio insieme”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    L’amicizia, come l’amore, che poi di amore si tratta, è un fenomeno che non si riesce a spiegare. Nessuno saprà mai perché due persone siano amiche. Personalmente poi, credo che le amicizie vere raramente nascono oltre i dieci anni di età. I soli e unici che io considero davvero miei amici ( sono meno di cinque) li conoscevo già all’asilo.

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