Attraversando un prisma

Per la sua mamma vecchietta è troppo stanca: “mamma non sono troppo stanca. Semplicemente non ho più venti anni e nemmeno trenta” “oh che scempiaggini … lo sai che la vita di una donna inizia a quarant’anni” “ se lo dici tu…”.

Per lo Sposo Errante è sempre la stessa: “ santo cielo quante rughe ho…” “ma che dici sei sempre la stessa”. “Guarda guarda… sono ingrassata” “a me sembri sempre la stessa”. “Ho il sederone…” “a me sembra sempre lo stesso” “quindi vedi…ho il sederone!”.

Per la undicenne è una signora in età avanzata: “allora questo vestito come mi sta?” “mamma è un po’ troppo giovanile, ricordati che non sei una ragazzina”.

Per la nonna santa Gina, la mamma dello Sposo Errante è magra: “Tizianeda non hai mangiato niente”. Anche se quella che mastica, insieme a un baule pieno di sensi di colpa, è la quindicesima polpetta al sugo patrimoniodellumanità.

Per il settenne, ormai quasi ottenne è cicciottella: “mamma cosa fai’” “ad-do-mi-na-li…” “noooo non voglio che la pancia ti diventi piatta mi piaci morbida!!!” “non c’è que-sto pe-ri-co-lo”.

Per suo fratello, in ottemperanza ad una tacita congiura universale tra fratelli maschi ai danni delle sorelle, è una entità asessuata e come quelle protagoniste dei film che prima sono racchissime e poi, dopo trasformazioni miracolose, diventano fighe. Ecco così. Però senza trasformazioni.

Per sua sorella è da sempre posseduta da una sensibilità incontenibile e destabilizzante per chi, in certi momenti, ha la ventura di starle vicino. Anche se, con la saggezza degli anni, l’indipendenza, lo Sposo Errante, i due minori -“pure il blog ha effetti positivi su di te”- pare abbia trovato un equilibrio zen.

Per la mamma bonissima con i leggins color gambaletto che staziona all’uscita della scuola, sembra una bambina (con risata simpatica annessa). Glielo ha detto già tre volte in questo mese e non ha capito se allude alle sue dimensioni incompatibili con il mestiere di modella, o agli effetti miracolosi delle cremine che si spalma in faccia. La prossima volta, comunque, le lancerà in testa la sua ballerina verde pantofola, come farebbe una bambina problematica.

Per le sue amiche è svampita e decisamente stonata – “poi parli di tuo figlio, secondo te da chi prende’” “mmm…non saprei” – però continuano a volerle bene e ad uscire con lei, anche se si dimentica tutto.

E l’elenco potrebbe continuare. Quasi all’infinito. E questo gioco lo potete fare anche voi. Chè poi, attraverso gli sguardi di chi ci vuole bene, ci si sente come il raggio di luce che entra bianco nel prisma e poi esce colorato come l’arcobaleno. Ed è proprio una bella sensazione.
Un saluto prismatico a tutti.

Tizianeda

6 thoughts on “Attraversando un prisma”

  1. fabio cuzzola ha detto:

    il segreto infatti, è vedersi con gli occhi degli altri, cambiare prospettiva, assumere diverse angolature di sguardo. Così la vita sorride.

  2. Tizianeda ha detto:

    …e non prendersi troppo sul serio 🙂

  3. Guendalina Strana ha detto:

    Per la sua fan Strana, Tizianeda è una che riesce a fare poesia anche, anzi soprattutto delle cose più semplici della vita e che riesce a dare leggerezza alle cose più complesse. Così era tanto per darti un altro colore che esce dal prisma.

    1. Tizianeda ha detto:

      Guendalina…tu mi confondi sempre con le tue parole belle e luminose! Un abbraccio!

  4. Zio Peppino ha detto:

    Per lo Zio Peppino sei una risorsa e un mondo che quando vedo S. Figlio Unico penso a noi fratelli e sorelle e mi dispiace tanto. Questa non te l’aspettavi e ti ho fregata 😉

    1. Tizianeda ha detto:

      Nooo. Questo è un colpo basso!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *