La bellezza e l’incanto

Io vivo a Reggio Calabria. Che non è come dire, sono di Milano, Bologna, Torino, Padova, Londra o Stoccolma. E già a pronunciarla, con quel nome così lungo un po’ ti sfianca, con quella pausa nel mezzo, a prendere fiato e le vocali tutti aperte, come una finestra spalancata davanti al mare.
No, non è come abitare nelle altre città, quelle che, per esempio, i fatti di cronaca raccontano di gatti sopra gli alberi e di pompieri eroici che affrontano i rischi di qualche graffio per salvarli. No non è come nelle altre città, dove se l’autobus arriva con 1 minuto di ritardo, vai al Comune per protestare della grave e imperdonabile inefficienza amministrativa.
Che poi noi il Comune neanche lo abbiamo più. Ci sono i Commissari, che un giorno da Roma, hanno cacciato il sindaco e i suoi amici chè i malavitosi avevano risucchiato tutte le risorse della città. Un po’ come nei film, che arrivano gli alieni disgustosi e purulenti e devastano e spolpano. Ecco una cosa così.
E qui nessun giornale racconta di boyscout che aiutano le vecchiette ad attraversare la strada. No qui i giornali raccontano altro.
Però in posti come questi, come la mia città, che hanno la grazia del mare e la bellezza incantatrice del cielo azzurro e la consolazione dei profumi portati dal vento e una storia antica che a raccontarla e riconoscerla vengono i brividi. In un posto come questo dove si conosce il buio e l’indignazione diventa una cifra stilistica. In un posto come questo, all’improvviso, può succedere il prodigio.
Come sabato pomeriggio. Perché un po’ di settimane fa, i soliti malavitosi di cui sopra, hanno incendiato un Museo dove c’erano custoditi, con la cura di soltanto chi ama sa, strumenti musicali trovati in ogni anfratto della terra. Strumenti antichissimi anche del sud suddissimo. C’erano spartiti e vinili e libri. Un patrimonio di storia e bellezza. Bruciato.
E insomma una cosa così avrebbe potuto soffocarci come dentro una stanza piena di fumo grigio e denso. Ed invece, sabato pomeriggio, alla faccia mostruosa dei malavitosi, la mia città, in una assemblea festosa e assonante si è riunita, che non ci si poteva contare per quanti si era. Anche la famigliola c’era. Tutta al completo. E così, la piazza e poi la strada lunga lunga e l’aria intorno, sabato sera si è impregnata, come quando qui fa umido, di voci, sorrisi, ragazzi, giovani, meno giovani, bambini, mamme, papà, vecchietti e vecchiette. E poi tamburi, fischietti, tarantella, chitarre, flauti, violini, balli canti, strumenti strani o improvvisati per l’occasione. Perchè Reggio sabato sera ha suonato e risuonato. Con gli strumenti ha suonato, con le danze ha suonato, con i sorrisi ha suonato, con le corse dei bambini e l’eccitazione degli adulti che non si capacitavano, ha suonato. Perché in una città come Reggio, il prodigio succede, come una grande nave che all’improvviso spunta dal mare nebbioso e ti fa spalancare gli occhi dall’emozione. Come quando ti esplode dentro l’intima percezione che si può fare resistenza, contrapponendo alla gretta ignoranza, la bellezza e l’incanto.

Tizianeda

4 thoughts on “La bellezza e l’incanto”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    Solo con l’allegro suono della musica si può coprire il rumore della rabbia. Che siano maledetti i gretti, che rimangano soli nel silenzio della loro maligna esistenza. Il popolo della terra capovolta invece non è solo, siamo in tanti a suonare strumenti strampalati sorridendo…

  2. Tizianeda ha detto:

    Guendalina, la tua voce è musica. Se vieni qui al sud suddissimo, hai assicurato un posto a tavola. Un abbracio e grazie…ma veramente!

  3. enzo ha detto:

    I sassi di Matera contro l’arcobaleno di Edimburgo

    … sublimati fino al cielo,
    fino a trasformarsi in cristalli
    infinitesimi e infiniti,
    eterei e trasparenti,
    fino a diffondersi e a disporsi,
    disciplinarmente,
    in geometrie perfette,
    a trasformare l’acqua in Colori,
    la luce in Bellezza,
    il caos in Armonia,
    i pensieri in Sogni,
    la vita in Emozioni.
    I sassi: materia e gravità
    genitrici di purezza,
    creatrici di Anima.
    La mia,
    che si rispecchia in essi confondendosi,
    che si trasforma, assieme,
    in quella perfetta composizione
    dal violetto al rosso,
    dalla pioggia al calore,
    dalla fine all’inizio:
    l’Anima, che,
    in mescolanza con il mondo,
    esprime Sentimento,
    autentica essenza della vita.

    1. Tizianeda ha detto:

      Bellissima Enzo. Grazie!

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