Le scarpe rosse

“Allora settenne che ne dici di stamattina?”
“Mi sono divertito tantissimo, mi hanno anche regalato i guanti bianchi di plastica, dopo che ho pitturato. Così sembro Super Mario”
“Sì, ma hai capito perché c’erano le scarpe rosse sulla strada”
“Forse… rosso come il fuoco e anche come il sangue e poi il rosso piace alle femministe. Perchè a quasi tutte le femmine che conosco piace il rosso…e con le donne bisogna essere gentili ecc. ecc… Però , io queste cose le so, io sono sempre gentile con le ragazze”
“E’ vero settenne, però volevo ringraziarti di avere dipinto di rosso le mie scarpe. Sono molto orgogliosa di te e di tua sorella che siete venuti con me”
“Prego mamma. Buonanotte”
“Buonanotte amore mio”
Oggi una via della città sbilenca di Tizianeda è stata invasa da una marcia silenziosa e immobile di scarpe rosse. Da chiazze visionarie e solitarie. L’installazione ideata e voluta per la prima volta un po’ di anni fa, dall’artista messicana Elina Chauvet è la denuncia furente, è il racconto triste, la voce dolente delle donne uccise, violate, maltrattate. Tizaneda ha consegnato a chi ha organizzato l’allestimento, le sue scarpe con cui in questi anni ha vissuto la normalità della sua vita. Loro, le scarpe, sono state dipinte di vernice rossa dalle mani allegre del settenne. Poi, sono state appoggiate sulla strada insieme alle altre, diventando voce e sguardo e corpo, per le sorelle e sorelline costrette al silenzio. Insieme alle altre scarpe usate, consumate, vissute di altre donne, sono diventate monito e guardiane, esercito lieve e forte ma anche presenza accogliente e generosa, non respingente, chè in mezzo a lor si poteva camminare chiacchierare correre ridere fotografare incontrarsi.
E forse ha ragione il settenne che quelle scarpe rosse poggiate sul selciato, sono come tanti piccoli fuochi, come fari o costellazioni che ti fanno alzare lo sguardo per continuare il viaggio. Ché finchè da qualche parte una fiamma ricorderà al buio i colori, riusciremo a non credere nella notte.

Tizianeda

6 thoughts on “Le scarpe rosse”

  1. cristina ha detto:

    Secondo me la cosa più bella, quella che ci da la speranza che forse prima o poi le violenze contro le donne finiranno, passa attraverso la consapevolezza del settenne, e di altri come lui, che con le donne bisogna essere gentili, SEMPRE.

  2. Tizianeda ha detto:

    Cara Cristina, è proprio così… e grazie per essere approdata nella terra capovolta 😉

  3. Camilla ha detto:

    Il settenne è molto saggio 🙂

    Bellissima iniziativa. Mi piace la definizione che ne dai “esercito lieve e forte ma anche presenza accogliente e generosa, non respingente”. Perfetta.

    1. Tizianeda ha detto:

      Ciao Camilla! Benvenuta nella terra capovolta e grazie!

  4. Guendalina Strana ha detto:

    Oggi, se avessi delle scarpe rosse, le indosserei. Anche se sono molto lontana dalla vostra meravigliosa città sbilenca, anche se nessuno capirebbe cosa vogliono dire. Ma io lo saprei e avrei l’impressione di essere arrivata camminando con le mie scarpe rosse, fin là. In quella strada che è stata per poche ore un luogo giusto e pieno di speranza. Vorrei prenderlo per mano il tuo settenne e portarlo a prendere un gelato al cioccolato.

  5. Tizianeda ha detto:

    Grazie Guendalina per la sensibilità l’intelligenza e l’ironia che porti nella mia città sbilenca. Un saluto allegro!

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