Otto

C’era una volta un semino piccino picciò, nella pancia di una donna, anche lei piccina picciò. Il semino cresceva cresceva cresceva cresceva nella pancia della mamma piccina picciò, che sembrava non volesse smettere mai. Tutti pensavano che la donna, se qualcuno non l’avesse tenuta per mano, o legata ad un oggetto solido e pesante – con quella pancia grande come la mongolfiera più grande del mondo e come un pianeta tondo e lontano – avrebbe iniziato a volare dondolando verso il cielo. Così l’avrebbero persa, come un puntino inghiottito dalle nuvole morbide e grassocce.
Ma invece il semino che era diventato bambino pensò: “ora esco”. Ed uscì dalla pancia della donna piccina picciò. Il bambino che era grande grande e bello come un sorriso, decise che la donna piccina picciò che lo aspettava lì fuori con la faccia stravolta, era la sua mamma. Si abbarbicò alla sua tetta e non la lasciò più.
Il bambino che cresceva bello come un sorriso, decise che la prima parola da far risuonare dovesse essere “angolare”. Prima di camminare decise di gattonare, all’indietro come i gamberi. Prima di correre di ballare. Prima di parlare di cantare. Prima di dormire di non dormire, per una anno e mezzo. Prima di scrivere “a. e . i . o . u l’asinello che sei tu”, di disegnare il suo mondo sognato di bambini contenti e fluttuanti. E poi il bambino bello come un sorriso, ha continuato a crescere.
Un giorno ha pensato “la gentilezza mi piace” e così ha iniziato ad essere gentile. E poi ha pensato “le bambine mi piacciono” ed ha creduto che il mondo senza le ragazze sarebbe stato triste e per non sbagliare ha iniziato a giocare con loro. Poi ha pensato “le parole mi piacciono” ad ha iniziato a chiederne il significato. Poi ha pensato “vestirmi è inutile” ed ha iniziato a indossare pantaloni, magliette, maglioni, mutande e canottiere, tutti al contrario. Poi ha pensato “le storie mi piacciono” ed ha iniziato a cercarle dentro libri e fumetti. Ha anche pensato che l’ordine è un nemico, che scomparire in altre dimensioni è indispensabile, che l’ostinazione è un bel modo per sfiancare gli adulti. Ed ha pensato a mille altre cose che sono troppe da narrare. E a furia di pensare, il bambino bello come un sorriso, che all’inizio di questa storia era un semino piccino picciò, è diventato ogni secondo più grande. Fino ad oggi, che i suoi anni messi uno accanto all’altro sono diventati otto.
E ora che la storia è finita, finita non è. Lei, la storia è tutta un divenire, come il bambino bello come un sorriso che ieri aveva sette anni e oggi uno in più. Come la sua mamma, chè da quando ha deciso di uscire dalla pancia, lui le ha lasciato dentro, tra il cuore ed il respiro, un altro semino, come un fagiolo magico che la sera lo pianti ed il giorno dopo è immenso. Ed è un regalo così potente che la donna si sente come la mongolfiera più grande del mondo o un pianeta tondo e lontano, e può volare, dondolando in mezzo al cielo e sopra le case, con il bambino bello come un sorriso che la tiene per mano.

Auguri mio bel ragazzo. Auguri sorprendente D.

Tizianeda

2 thoughts on “Otto”

  1. Maria ha detto:

    Auguri a mio nipote che è davvero grande, in ogni senso!

  2. zia bianca ha detto:

    ….mannaggia la pupattola!!! per tutto il giorno ho detto… devo telefonare a Domenico…devo telefonare a Domenico…. ma …ahimè…. mi sono distratta…!!!!
    AUGURI dolce Domenico….!!! 🙂

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