Resta di stucco…

E così la famigliola è partita. Ha superato in macchina il cielo, le nuvole, le colline, i monti, le fiumare, i massi, gli accenti, le valli, gli uliveti e le onde del suo sud suddissimo, ed è atterrata in un altro sud. In una terra che galleggia luminosa sull’azzurro, a filo con l’orizzonte e le nuvole. Si è fermata per una notte in un paese di un bianco gotico di roccia e pietre, con le luci sugli usci addossati a salire in alto. Le luci che la notte si accendono e ti senti bambino davanti al presepe illuminato nella stanza buia. Lì Tizianeda ha incontrato la Donna con i Capelli Arancioni, arrivata anche lei con la sua famiglia dallo stesso sud suddissimo. La donna che è di una simpatia intelligente e che ride sempre con le labbra, mentre gli occhi attraversano una strada solitaria. E insieme in quel posto sospeso hanno chiacchierato, cazzeggiato, ascoltato una guida esperta, mangiato e bevuto. Ed è stato bello anche quando si sono abbracciate per salutarsi, che la famigliola lasciava Matera e la Basilicata per passare in un altro sud ancora.

In questo altro sud, sono andati in un paese dalle costruzioni geometriche e bianche con le porte e le finestre blu, sormontate a tratti da archi e cupole, tutte incastrate una sopra l’altra. Lì Tizianeda è entrata in un locale super fashion , con poltroncine marroni e bianche di raffinato e costoso design, appoggiate morbide tra tavoli bassi, luci soffuse e musica sensualissima. E’ entrata ché i due minori dovevano fare la pipì, che in viaggio sopraggiunge improvvisa e improcrastinabile, come la cacca, la fame, il mal di pancia, la stanchezza, il sonno, il dolore alle gambe e ai piedi, la noia e il quando ce ne andiamo. E così dopo aver spiegato l’urgenza pediatrica ai due tipi fighissimi ed eleganti all’interno, che la guardavano come un chirurgo, un batterio mortale nella sala operatoria. Dopo aver prelevato il settenne che nel frattempo si lanciava su tutte le poltroncine fashion bianche e marroni di raffinato e costoso design – “è divertente mamma prova anche tu!!” – Tizianeda si infilava nel bagno. Poi salutava i due uomini sotto shock : “Bellissimo locale, anche Ostuni è fantastica…” “…” “Andiamo…grazie gentilissimi” “…”.

Ed infine la famigliola è approdata in un paesello che Tizianeda voleva proprio vedere da sempre, un paesello simpatico che le case sembrano dei Barbapapà, chè sono tutte tonde e morbide, e ti aspetti che all’improvviso cambiano forma e ti dicono “Resta di stucco…”. E insomma è approdata in un posto che diffonde buon umore pace e amore e persino la undicenne ed il settenne hanno goduto del potere magico di queste casette che si chiamano Trulli, passeggiando rilassati e sereni e senza urgenze destabilizzanti.

E dopo aver camminato per le viuzze antiche e silenziose del paesello cicciottello, la famigliola ha salutato anche la Puglia per ritornare nei suoi 90 mq, dentro il suo sud suddissimo.

Tizianeda

2 thoughts on “Resta di stucco…”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    Esattamente lo stesso itinerario (ma percorso al rovescio) che aveva programmato la famiglia Strana ad Agosto…prima che la piccola sfortunata si tagliasse un dito del piede. Dopo l’infortunio, il programma è saltato e gli Strani tentano da svariate settimane di organizzare per lo meno la tappa a Matera…per ora è solo una linea rossa tracciata col pennarello su una cartina geografica. Ma tra i bianchi Sassi ci infileremo anche noi prima o poi…chissà se le foglie sugli alberi saranno rosse, cadute o di nuovo verde brillante…ma noi ci andremo con i nostri soliti coloriti pallidi e gli occhi aperti e rotondi di chi si gode una meraviglia tanto agognata.

  2. Tizianeda ha detto:

    Matera è uno di quei posti che ti fanno spalancare la bocca dalla meraviglia. Vi auguro di andare al più presto con i vostri coloriti pallidi, che tanto si intonano alla grande con i sassi! 🙂

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