I dolori del giovane ottenne

Inquietudine notturna:

“Santo cielo ottenne…mi fai venire un infarto! Da quanto tempo sei così in piedi a un centimetro dalla mia faccia? E’ notte fonda… Vieni sotto le coperte e smettila di guardarmi in quel modo…”
“Non ti volevo disturbare mamma…”
“Sei più inquietante delle gemelle di Shining”
“Come mamma?”
“Niente tesoro, lascia perdere, dormi”

Primi pensieri del risveglio:

“Mamma ieri sera alla festa di compleanno della mia compagna, la bambina M. era bellissima. Aveva una gonna a fiori e una camicetta…era bellissima”.

All’uscita della scuola:

“Mamma sono disperato. La bambina M., mi ha detto che vuole che rimaniamo amici…e basta!!”

L’agitazione notturna e le esternazioni mattutine, nascondevano la determinazione del maschio piccolo di casa, a chiedere alla bambina M – quella che ha le ciglia lunghe lunghe che sembrano truccate e che da ormai due anni all’ottenne suscita sentimenti contemplativi e aritmie cardiache– di convertire la loro amicizia in qualcosa di unico ed esclusivo.
La bambina M. – che oltre ad avere le ciglia lunghe lunghe e così nere da sembrare truccate, è anche dotata di una timida dolcezza – a un secco no, forse per istinto femminile innato, ha preferito un più diplomatico “restiamo amici”, affermazione perentoria che risiede nella memoria storica di quasi tutti noi, nonostante molteplici tentativi di rimozione.
La diplomazia della bambina M. tuttavia, per l’ottenne ha avuto lo stesso effetto doloroso di una nota della maestra o di una punizione che prevede il sequestro dei video giochi.
E quando c’è un cuore infranto parte la maratona delle consolazioni.
Così sua sorella, notoriamente pragmatica gli ha detto: “Cambierà idea”.
Suo padre, che ha esplorato la terra ardua e perigliosa della timidezza: “hai comunque avuto il coraggio di chiederglielo. Bravo!”
Il suo amico del cuore G., opposto e completamento dell’ottenne, che non si perderebbe d’animo neanche dinanzi a un’invasione di draghi sputafuoco, che probabilmente troverebbe fighissima: “non ti preoccupare ti presento la mia amica”, di cui pare sia innamorato anche lui. Ma si sa che l’amicizia tra maschi comprende spesso la condivisione estrema (qui ci sarebbe da scrivere un trattato femminista, ma Tizianeda, in questo caso, a dispetto della coerenza, non ha avuto nulla da ridire).

E infine la madre dell’ottenne, sempre obbiettiva anche quando a essere coinvolti sono i suoi figli. Sempre sagace, capace di trovare le parole esatte, consolatorie ma misurate, che rifugge dal ruolo di madre chioccia iper-protettiva, sempre a favore della libertà di scelta, soddisfatta dinanzi a figure femminili così decise, che certo non perderebbe la lucidità di pensiero dinanzi agli occhi dalla bellezza scura di quel bambino ossuto, insomma infine la madre ha detto…
…Non ve lo posso dire cosa ha detto. Non sono stata autorizzata.

Un saluto allegro a tutti.

Tizianeda

3 thoughts on “I dolori del giovane ottenne”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    è pazza la bambina dalle ciglia lunghe?! Io, se all’ottenne dovesse mai interessare l’opinione di una vecchia strana, direi:” bello di zia, non sa cosa si perde questa bambina!”…ma l’ottenne ha fatto la domanda con o senza guanti di plastica?! No, perché questo è un dettaglio importante secondo me.

    1. Tizianeda ha detto:

      Niente guanti di plastica, cara Guendalina… e menomale che c’è l’amico G.!

  2. zio Peppino ha detto:

    Dalle un fiore e un bacio nella guancia poi dille: Peccato ! Poi ignorala. Verrà a cercarti.

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