Il magico mondo dei bikers

“Ciao Tizianeda, oggi pomeriggio siamo in negozio. Festeggiamo l’Epifania. Vuoi venire anche tu? Non sei una motociclista ma…”
“Ok…ma mi devo vestire di pelle nera e tutta borchiata?”
“Siiii! Ora voglio vedere che ti metti…”.
Lunedì pomeriggio, Tizianeda è stata invitata dalla sua amica M., l’amica che l’abbraccia con gli occhi, nel suo negozio pieno di moto grandi e lucide, aperto nell’ultimo giorno di festa, ad un raduno di motociclisti.
Tizianeda, ha detto subito sì, e avrebbe voluto vestirsi da dura con un look degno del più sgamato centauro. Poi, ha dovuto trovare il giusto compromesso con la sua natura di bacchettona timida e con l’armadio carente di pelle e borchie. Così ha indossato una camicetta a pois e si è fatta scortare dai due tipi più duri che conosce: l’ottenne e la undicenne.
Lì si è aggirata, come un elemento dissonante in mezzo a giubbotti portati in trionfo da decine di stemmi cuciti sopra, fazzolettoni al collo, fazzolettoni in testa, fazzolettoni sia in testa che intorno al collo, frange lungo le maniche, frange nei sellini della moto, frange sui manubri, scarponi resistenti a temperature da glaciazione o a climi torridi e tropicali, ai monsoni indiani ed alla siccità africana. Si è aggirata tra barbe, baffi, facce ispide, mani in tasca, risate grasse e cavernose, bicchieri di vino, e la familiarità di chi condivide la stessa passione. Si è aggirata scattando decine di foto, ed osservando tutto quel concentrato di testosterone in tenuta “Easy Rider” subendone l’innata fascinazione, non senza timore di improvvise inaspettate reazioni davanti a tanta invadenza – “Amica M., sei sicura che i signori motociclisti non si infastidiscano…mi sembra che mi guardano torvo…fanno un po’ paura…”, “Ma no Tizianeda, tranquilla, fai tutte le foto che vuoi”, “Se lo dici tu che li conosci…”
E così Tizianeda ha osservato e fotografato i signori motociclisti senza essere malmenata o mandata a quel paese. Li ha fotografati con quei loro vestiti da uomini duri, che forse hanno lo stesso effetto dei guanti in lattice bianchi dell’ottenne, che quando li indossa viene teletrasportato in un’altra dimensione.
E così anche loro, i signori motociclisti, con i loro giubbotti indistruttibili, le mani sul manubrio che li fa vibrare, i piedi sulle pedane e quel rumore continuo che sembra provenire dalla pancia di un drago, smettono di essere quello che sono per gli altri, e diventano centauri fighissimi che corrono liberi per le strade della California. E anche le rotondità addominali, i capelli bianchi e i dolori alle articolazioni non più giovani, miracolosamente scompaiono.

Tizianeda

8 thoughts on “Il magico mondo dei bikers”

  1. cristina ha detto:

    non tutti i motociclisti sono uguali, uguale è la voglia di libertà, la prospettiva diversa da cui guardare il mondo intorno mentre girovaghi su due ruote, senza la “scatola” di metallo che ti chiude dentro, e invece a noi piace stare fuori!!!!!!!!!!!!!!!!!
    P.S. non ho frangie di pelle ma tuta in goretex…

  2. Tizianeda ha detto:

    Cara Cristina, il mio sogno proibito è girare per il mondo in moto con una tuta in goretex. Ma dovrei avere un altro fisico ed un’altra testa. Forse nella prossima vita. Un bacio e grazie per l’incursione!!!!

  3. Guendalina Strana ha detto:

    Ecco fatto…credo di aver recuperato la mia imperdonabile assenza! Sul mondo dei bikers posso dirti che mio marito ne faceva parte alla grande. Poi ha conosciuto me, mi ha portato a fare un giro sul bolide a due ruote nero e spaventoso (contro la mia volontà, ovviamente. Io proprio non ce la faccio, me la faccio sotto. Andare veloce non è il mio forte) e quando ha visto che quando lui piegava per svoltare, io con il corpo controbilanciavo dall’altra parte convinta che quel bestione rumoroso stesse per collassare, ha venduto la sua moto nuovissima tra i visi sconvolti di familiari ed amici che non credevano ai loro occhi. Quel giorno è cominciato il cammino della nostra strampalata famiglia.

    1. Tizianeda ha detto:

      Guendalinaaa!!!!!! Ciao bentornata, ma che bello! Anche lo Sposo errante aveva una sportivissima motocicletta, che per salirci impiegavo tempi biblici. Mi ha fatto molto sorridere il tuo racconto, perchè anche io mi abbandonavo alle tue stesse prodezze acrobatiche rischiando la sua e la mia pelle. Poi la presenza della attuale undicenne dentro la mia pancia, ha relagato la moto in un angolo del garage. E’ dispiaciuto ad entrambi, curve a parte. Baci.

  4. Maria ha detto:

    Ma mio fratello dov’era? Non ci posso credere che si è perso un’occasione così! Quanto mi sarei divertita anch’io….in primavera le strade del mio quartiere romano sono state invase da centinaia di motociclisti che provenivano da tutte le parti di europa per un raduno delle Harley Davidson; erano quasi tutti attempatelli come me e conciati in maniera davvero strabiliante, soprattutto le donne….io li ho trovati bellissimi perché sembravano coinvolti con passione in una bellissima avventura, invece che nel traffico romano! Baci baci baci

    1. Tizianeda ha detto:

      Vero Maria. La maggior parte era composta da signori non proprio giovanissimi. Ma guardandoli te ne dimenticavi.

  5. adriana ha detto:

    Notte insonne …. leggo i post di Tizianedda e tra le ansie delle cose da fare si insinuano i ricordi delle gite in moto con il cugino prima e poi con il marito… credo di essere una Motociclista mancata…non so guidare neanche il motorino, troppo distratta dalla testa che frulla, mi “piego e sto come un sacco di patate” sulla moto e mi gusto la forza dell aria che ti spinge, i panorami, lo spirito un po selvaggio con cui si affronta un viaggio in moto che ti fa sorridere e stare bene anche quando dopo due ore di curve sulla costiera amalfitana arrivi fradicia, malgrado l equipaggiamento da motociclista, e condividi con gli altri il phon per asciugarti e l avventura. Grazie per avermi fatto ricordare questi momenti in questo notte troppo lunga. Adriana
    PS comunque per me è stato diverso i miei viaggi da passeggero sono aumentati dopo il matrimonio. Il mio motociclista non si ferma davanti a niente o quasi e ha passato la passione ai figli che litigano per essere accompagnati a scuola anche con la pioggia e il freddo. …tanto mamma tranquilla che papà ci copre con la “copertina” e poi ci asciughiamo…ma qualche dubbio mi rimane! Un sorriso

  6. Tizianeda ha detto:

    Grazie Adriana per la tua incursione notturna e insonne. La verità è che i bikers sono tutti dei poeti, a dispetto del loro look da uomini duri. Un bacio

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