Voglia di gentilezza

– “Dai non ti lamentare che sei stanco, stiamo tornando a casa, e poi guarda che bello, camminiamo abbracciati come due innamorati”
“Allora dovevamo farlo il giorno di San Valentino, mamma”
“Dici, ottenne? Hai ragione dovevamo farlo anche a San Valentino…”.

– “Ma Tony puoi arrabbiarti così, che poi ti senti male? Quattro storti sono” (dicesi “storto”, colui che ignora di avere una massa celebrale offerta in dotazione dalla natura, e le grandiosi possibilità che ne derivano da un suo uso appropriato). “Mi hanno inssultato quei dissgraziati…” “Ciao cosa succede?” “Alcuni ragazzi in macchina lo hanno ingiuriato e mi sono fermato perché si stava sentendo male per quanto urlava” “Infatti passeggiavo con il mio ottenne e abbiamo sentito gridare” “Ma si può essere così…tutto bene ora Tony?” “Ssì, io non ssono più giovane e mi ssento male” “Lasciali perdere, te l’ho detto, storti sono… posso andare ora, stai bene, sicuro?”…
Tony, è un signore conosciuto da tutta la città sbilenca. Ha capelli spettinati e tanti a circondare la faccia come un’aureola, l’aureola dei santi di strada. Ha gli occhi che sembrano lontani dietro le lenti opache e impolverate, ha un cappotto grigio e consunto, la sua divisa invernale da più di quarant’anni forse e un sorriso sostenuto da pochi denti superstiti, che gli fanno pronunciare le “s” come un bambino. Punti collegati che ti raccontano un modo altro di stare al mondo. La città lo ama e lo accoglie restituendogli i sorrisi che regala a tutti. E poi ci sono gli “storti”, che ingiuriandolo, gli provocano un dolore rabbioso da qualche parte. Un’occasione irrinunciabile, per divertire la loro brutale superficialità.

– “Mamma quei ragazzi sono stati cattivi, dovrebbero andare in carcere” “No ottenne, avrebbero bisogno di qualcuno che gli raccontasse la gentilezza e che gli facesse capire che certi gesti hanno conseguenze sulle persone, che le fanno soffrire. Forse nessuno gliel’ha insegnato”
“Mamma, io sono gentile vero?” “Sì tesoro tu sei un ragazzino molto gentile…anche il signore che si è fermato per consolare Tony è gentile. Hai visto che sguardo buono che aveva e come era addolorato? Il mondo è pieno di persone così, per fortuna. Anche noi dobbiamo essere così”
“Sì mamma…”
“E’ stato bello passeggiare abbracciati”
“….”

Tizianeda

2 thoughts on “Voglia di gentilezza”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    Forza Tony, non te la prendere…per quattro storti…noi strani spesso non siamo capiti…

    1. Tizianeda ha detto:

      Vero e sacrosanto. Un bacio grande.

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