E insomma la famigliola

E insomma la famigliola, ha deciso di partire, di fuggire per pochi giorni in una città di un’altra nazione. Tizianeda di queste ore ricorda:
– un ottenne logorroico sull’aereo. Ché la paura del decollo, del mal di pancia, del vomito, del bagno nell’acqua gelida in caso di ammaraggio, l’affronta avvolgendo di parole la sua interlocutrice preferita nei momenti di emergenza: Tizianeda. E quando le possibilità catastrofiche lasciano spazio all’ entusiasmo divertito, perché volare su un aereo si trasforma improvvisa in un’esperienza fighissima , lui continua a parlare.
– ll giovane autista dinoccolato del servizio navetta efficiente ed economico, che ha condotto la famigliola in albergo. Tizianeda avrebbe voluto importunarlo, come fa di solito con gli sconosciuti, chiedere informazioni del posto e poi magari farsi raccontare un po’ della sua vita. Ma ogni possibilità di conversazione è stata ostacolata dalla musica romantica e sdolcinata ascoltata dal giovane ad alimentare chissà quale struggimento amoroso.
– il chiosco di hot dog con cipolle e salse con i dispenser lasciati all’uso responsabile degli astanti “Sapete che vi dico…sono contenta di essere qui e ceniamo con questi!” “Dici sul serio mamma?” “Sì ottenne dico sul serio” “Non ci posso credere allora è vero che questa città è magica come dicono”. E pentirsi subito dopo aver visto l’ottenne svuotare per la quarta volta i dispenser del ketchup e della maionese, temendo un sonoro cazziatone dalla signorina venditrice di hot dog, o una lavanda gastrica del minore con annesso sonoro cazziatone, in lingua sconosciuta, dei medici. Eventi poi non verificatisi.
– le donne del luogo bonissime. Tizianeda qui si sente una hobbit nella Terra di mezzo popolata solo da Elfe fighe.
– l’odore acre e intenso trasportato da una nube di fumo che Tizianeda ha inalato fino ai polmoni : “Sposo errante ma questa puzza proviene dalla sigaretta gigante che si sta fumando quel ragazzo?” “Direi proprio di sì Tizianeda” “Santo cielo bambini non respirate tappatevi il naso…me la sono fumata tutta pure io …” .
– e poi insomma quei tre con Tizianeda in questa bella città che il cielo e le nuvole sembrano spuntare improvvisi da dietro i palazzi antichi. E non è il fumo passivo la causa di queste visioni.Almeno spera.

p.s.: dimenticavo la città dove è andata la famigliola si chiama Praga. E un saluto molto molto allegro a tutti voi.

Tizianeda

2 thoughts on “E insomma la famigliola”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    Davvero piena di meraviglie questa città dove per qualche giorno avete portato la vostra allegria. La avete trasportata in aereo con voi, avvolta nelle parole dell’ottenne come il formaggio avvolto nei fazzoletti dei migranti di tanti anni fa e siete ritornati indietro con una valigia piena di nuove esperienze, conoscenze e cultura. Questa è la magia del viaggio.

  2. tizianeda ha detto:

    Guendaina, che dirti, sei fantastica!

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