14 gradini

Il primo gradino, un bicchiere di vino di troppo per lei. Poi lui che le parla, attratto dalle gambe nude – “non solo le gambe ti ho guardato” “sicuro?-. Lei con i ricordi annebbiati e vaghi, che si deve fidare delle sue parole. E lei si fida.

Il secondo gradino, un’audacia sfrontata, a planare su un sorriso timido. Quello di lui. Non c’era vino quella sera a confondere la memoria. E lei ricorda. Ricorda un vestito sottile e giovane, ricorda terrazze e musica, ricorda che ballava -“eri smorfiosa come sempre”-. Ricorda il punto esatto del parapetto su cui erano poggiati, e lei flertava incurante, con lui, carino e imbarazzato.

Il terzo gradino, il panico e la voglia di fuggire, di non impegnarsi. E’ lei con le sue inquietudini. Poi un bacio e poi un altro e un altro ancora e poi sposiamoci e poi lui che non ha paura e poi, poi sei sul gradino successivo e a guardare dietro è stato facile, è stato bello.

Il quarto gradino la prima figlia. Che è un delirio, che è una vita nuova, che è reinventarsi tutto, che è tre e non più due. E quell’uno in più è un’operazione che l’aritmetica non c’entra, è un troppo che è lì e non puoi spiegare. Non è matematica, è un gioco di prestigio.

Il quinto gradino il secondo figlio. E’ l’apoteosi, ma è anche famigliola. Un po’ di più, che nei 90 mq ci si stringe tutti un tanto così, per fare spazio.

Il sesto gradino, è una promozione, sono treni sbrindellati e strade malferma. E’ uno sposo che diventa errante e ci si deve organizzare. E’ lei che pensa di non farcela e invece ce la fa. Ce la fa sempre lei, in qualche modo.

E poi ci sono gli altri gradini, il settimo l’ottavo e via più su fino al quattordicesimo. Che ogni gradino è un farcela, è un traguardo è un aggiungere qualche cosa è un superare piccole tempeste, è resistere al vento che improvviso arriva e scompiglia e tu lì a rimettere a posto o a dare un nuovo assetto che combaci con quello che si è, con quello che si diventa. E’ realizzare sogni, è inseguire passioni, è ritornare, è crescere, è cambiare, è aggiungere. E’ non dimenticare la ragazza sfrontata e allegra con un bicchiere di vino di troppo e il ragazzo carino e imbarazzato che non ha avuto paura.

Tizianeda

4 thoughts on “14 gradini”

  1. Guendalina Strana ha detto:

    Storie di passione, scellerataggine, saggezza, incoscienza, generosità e coraggio. Di coraggio ce ne vuole molto per salire certe gradinate, è solo che uno non se ne accorge mai di essere coraggioso. Lo è e basta. Molti auguri di cuore.

    1. tizianeda ha detto:

      Grazie Guendalina, mia coraggiosa amica social!

  2. sinforosa castoro ha detto:

    Ma che bello!
    Intriso di gioia e malinconia, di avventura e difficoltà da superare, insomma intriso di… vita.
    Complimenti
    sinforosa castoro

    1. Tizianeda ha detto:

      Grazie1 Eh già, la vita è proprio tutta qui. Un saluto allegro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *