L’impervio e oscuro linguaggio velesco

“No non posso pronunciarla, sembra una parolaccia…”
“Ma ottenne, non è una parolaccia, indica tutt’altra cosa e se la devi dire la devi dire…”
“Non credo di riuscirci mamma…”
“Ma dai non è così difficile…e se devi chiedere all’istruttore e non avrai tempo da perdere…come fai? Lì sì che è uguale uguale alla parolaccia…ci dobbiamo esercitare”
“Mmm…”
L’ottenne, ora che l’anno scolastico è terminato, frequenta una scuola di vela in compagnia di sua sorella dodicenne, in compagnia dell’amica C. che viene da un paese lontano lontanissimo, insieme alla sua maschera e al suo boccaglio dai quali non si separa mai e a una discreta moltitudine di bambine e bambini. L’istruttore, che è riuscito a non farsi intimorire dalle domande dai dubbi dalla curiosità dalla diffidenza e dal bisogno di rassicurazioni dell’ottenne – e questa pazienza indomita lo pone agli occhi di Tizianeda sullo stesso piano di un eroe coraggiosissimo e invincibile dotato di super poteri- insomma l’istruttore che non mostra alcun segno di cedimento emotivo dinanzi all’ostinazione di quel bambino, evidentemente non è riuscito a infrangere le barriere linguistiche del ragazzino di casa, che sta affrontando l’impervio e oscuro linguaggio velesco.
E Tizianeda è molto molto preoccupata, perché si immagina il preciso ottenne, che nel tentativo di governare la barca in preda alle onde, si chiederà : “è il caso che tendo le cime per correggere il posizionamento della grande vela a poppa dell’albero facendo sì che rimanga tesa e così non avere il vento ostile e poter continuare a navigare?”. E nel tempo di questo pensiero articolato, vedrà la barca porterselo via fino alle Isole Eolie.
E tutto questo per non voler dire: “Cazzo la randa?”.

Tizianeda

4 thoughts on “L’impervio e oscuro linguaggio velesco”

  1. zia bianca ha detto:

    ihihih….. E finalmene, l’ottenne, l’ha detta questa ca….volo di parola? 🙂

  2. tizianeda ha detto:

    Ci stiamo esercitando … 🙂

  3. Guendalina Strana ha detto:

    Ma non si può fare una piccola eccezione soltanto per lui?! Che ne so, coniare un altro termine tipo: callare, pazzare, cantare…

    1. Tizianeda ha detto:

      “Cantare” è bellissimo e all’ottenne piacerebbe molto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *