Cinquanta sfumature di boh

Tizianeda in questi giorni ha raccolto umori e commenti di amiche che sono andate a vederlo al cinema, alcune dopo aver letto il libro.Loro raccontavano lei rispondeva o pensava…
“Noo ma dai anche tu sei andata a vederlo? No io no… non ho neanche letto il libro… ti ha deluso, lo hai trovato maschilista dici? E cosa cercavi scusa, un manifesto femminista? Ah dici che c’è chi lo ha trovato romantico, in fondo? Ma in fondo quanto? C’è chi si aspettava di vedere qualcosa di più, dici? Ma di più tipo un pornissimo? Santo cielo…come hai detto che si chiama la protagonista? Ma dai Anastasia…come la sorellastra racchia di Cenerentola! Non può essere un nome scelto a caso, magari nella sua complessa opera letteraria che approfondisce i meandri dell’animo umano fino ai suoi recessi più torbidi e al limite del male assoluto, che narra la condizione universale dell’uomo sempre in bilico tra gli estremi in cui tutto è incomprensibile caduco e non so cosa, insomma in questo casino cosmico si potrebbe ritenere che l’autrice, impegnata attivista e raffinata intellettuale, abbia voluto lanciare un appello a favore di categorie da secoli discriminate, come le sorellastre racchie. Magari verrà proiettato nei circoli del cinema d’essai e sarà oggetto di complessi e arricchenti dibattiti. Cos’è che faceva la tipa con il tipo? Pratiche cosa? Pratiche BDSM? Cosa voglia dire ”SM ” lo intuisco… forse. Quanto alle altre due lettere, boh che sono? Non lo voglio sapere, preferisco restare nel mistero, preferisco l’immaginazione all’esplicito che è senza sensualità…no che non lo voglio vedere lo sai che il mio animo oscilla tra il profondamente romantico e l’irrimediabilmente bacchettone e poi il grigio non mi piace lo trovo brutto anche se gli trovano 50 o 5 milioni di sfumature, sempre grigio rimane… triste triste…”

Tizianeda

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