Sui treni sbrindellati

Questa volta sui treni sbrindellati è salita lei. Un regionale di quelli del sud suddissimo un po’ vecchiotti. Che il riscaldamento d’inverno funziona male e d’estate o schiatti dal caldo o rischi ibernazioni imperiture. Che invece di dismetterli, mandarli in pensione, far finire la corsa in un bel deposito, regalano loro ancora qualche anno tra lande assolate, salsedine, azzurro, rocce, sabbia, vegetazione rigogliosa o popolata da enormi piante grasse. Non c’è che dire. Treni fortunati. E Tizianeda, questa volta, ha abitato lei uno di questi treni. Per andare un po’ più in là della sua città capovolta. Per stare due giorni con la sua cugina tacco 12 che da tanto la reclamava, per godere di silenzi e lontananze, per non farsi assalire dalla sindrome nel nido vuoto perché i due minori sono entrambi altrove e questo nei 90 mq non era mai successo.
Aveva intenzione di scrivere sul treno, Tizianeda. Ma niente non c’è riuscita. Ha prima chiacchierato con una donna che veniva dalle Filippine, che le ha fatto tantissime domande e ha voluto sapere della famigliola di Tizianeda. Forse perché la donna una famigliola qui non ce l’ha e ascoltare le vite degli altri non fa pensare alla tua. Ha osservato una coppia di due ragazzi dalla pelle del colore antico della terra. Lui faceva roteare un fazzoletto davanti al volto per produrre un po’ di frescura che a tratti arrivava anche a Tizianeda sedutagli accanto. I capelli di lei, sistemati in fitte treccioline a milioni, le davano un tono regale e distante. I suoi occhi erano mobili e altrove e imperscrutabili come una pozza nera, di una splendore altero e doloroso. Poi è arrivato il controllore, un uomo non più giovane di una bellezza rassegnata, una dolcezza sbiadita da un lavoro intasato di varia umanità da gestire. Un uomo in bilico tra gli schemi rigorosi di un ruolo e la percezione che sul quel treno sono tutti di passaggio, tranne lui inchiodato da quella divisa. Poi la coppia di prima è stata sostituita da un’altra coppia. Due ragazzi biondi, di un qualche paese del nord Europa indefinito. Si sono seduti l’uno di fronte all’altra. Parlavano a voce bassa, sfornando parole e baci, mentre fuori scorreva la bellezza dell’estate rigogliosa del sud suddissimo che sembrava guardarli. Tizianeda ha pensato che uno spettacolo così perfetto, lo spettacolo dei venti anni e della felicità inconsapevole, non dovrebbe essere disturbato da niente e nessuno. Però è arrivato il momento per Tizianeda di prendere la valigia riposta sopra la sua testa Hobbit. E lei ha provato, arrampicandosi, a farla scivolare per terra. Ma il rischio di ferire gravemente gli altri passeggeri era elevato. Così si è girata verso la persona più alta e vicina. Il ragazzo ha capito, si è alzato rassegnato, spostando i piedi nudi della fidanzata che erano poggiati sulle sue gambe, non ha sorriso a Tizianeda, ma con la facilità degli alti le ha preso la valigia irraggiungibile. Poi lui si è seduto, ha afferrato con delicatezza i piedi di lei per sistemarli ancora sulle sue gambe e ha ripreso a sorridere.
Intanto Tizianeda era già altrove.

Tizianeda

2 thoughts on “Sui treni sbrindellati”

  1. Camilla ha detto:

    Godetevi questi giorni bellissimi tra donne :*

    1. tizianeda ha detto:

      Sicuramente…con l’allegra compagnia della cuginanza femmina!! 😊

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *