Solo non si vede padre Amorth…

“L’avete fatta?”
“No sposo presente, ti aspettiamo”
“E perché?”
“Perché voglio che condividi anche tu questo momento”
“Sgrunt!”
“Stai con me e insieme le teniamo la mano”
“No! Io me ne vado in un’altra stanza e ascolto la musica a tutto volume … e smetti di ridere”
“Ma non sto ridendo … ok sto ridendo, ti aspetto”.
Poi lo sposo presente è giunto nei 90 mq.
“Ciao caro, sei arrivato … ma dove vai?”
“Chi fa la puntura alla quattordicenne?”
“La nonna”
“Chi gliel’ha prepara?”
“Il nonno. Tu che fai?”
“Sgrunt!”.
Poi nei 90 mq, ognuno ha svolto il proprio compito. Il nonno ottantacinquenne ha preparato il medicinale. Tizianeda osservava per imparare. La nonna ottantaquattrenne si faceva consegnare la siringa. Lo sposo si rinchiudeva torvo in una stanza. Il decenne risultava non pervenuto. Poi Tizianeda si posizionava vicino a nonna e nipote. Perché a fare le punture bisogna pur imparare. La nonna mentre eseguiva con precisione infermieristica il suo lavoro, invocava Santi, Madonne e Gesù, la quattordicenne per accompagnare la nonna intonava un canto di chiesa misto a risate. Se ci fosse stato anche padre Amorth, avrebbero composto indubbiamente un’allegra comitiva.
Poi tutto è ritornato ala normalità. Le nubi si sono diradate, lo sposo ha ripreso a sorridere, il decenne è riapparso dall’oblio, Tizianeda ha pensato che sua figlia ha già capito come affrontare le insidie della vita tra canti e risate. Le punture da fare sono cinque. La nonna vecchietta possiede un vasto archivio di preghiere.

Tizianeda

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