Questa casa è una sit-com

“Ma hai notato, sposo, che ormai nei nostri 90 mq è un continuo andare e venire di genti?”
“Direi, Tizianeda”
“Sembrano la location di una sit-com degli anni ’80. Hai presente? Quelle che tutto si svolgeva dentro un appartamento con i protagonisti e poi gli altri personaggi entravano e uscivano dalla porta di ingresso, che non era mai chiusa e io, quando le guardavo, mi dicevo che era un tantino irreale”
(sospiro rassegnato dello sposo)”
Ci sono giorni in cui i 90 mq della famigliola sono più trafficati della tangenziale nell’ora di punta, del Corso Garibaldi il sabato sera, del Bar di Guerre Stellari anche di notte. E Tizianeda, a volte, viene risucchiata nella realtà virtuale di una sit-com, tipo Matrix, però un Matrix del sud suddissimo. Questo pensiero le sovviene, tutte le volte che, tra i deliri della giornata, cerca uno spazio solitario tutto per sé per scrivere. Quando invoca la benedizione di Virginia Woolf che di questa ricerca è diventata vessillo e martire e Alice Munro che ha raccontato la difficoltà di una donna di chiudere la porta dimenticando il mondo fuori, con grazia, ironia e una cerca distaccata rassegnazione. E proprio nel momento in cui arrivano le parole sullo schermo del pc, la sit-com dei 90 mq inizia. Puntuale come una trasmissione televisiva. E così giunge la mamma vecchietta, detta anche la nonna sul pianerottolo, che fa domande, racconta le vicende dei suoi interni con padre, dice a Tizianeda che fa troppe cose e che è sciupata. Poi esce la mamma vecchietta, ed entra la cugina coetanea dell’undicenne, poi entra il cugino più piccolo e mattissimo. Ed è un proliferare di minori in giro per i 90 mq. Poi arriva la quindicenne che chiede se può venire la sua amica. Poi arriva la zia Dada, che Tizianeda, non c’ha mai tempo per lei, e forse, la zia Dada, ha ragione. Poi esce la zia Dada, ma ritorna la nonna vecchietta. Poi arriva l’undicenne che deve stampare una ricerca. Poi arriva lo zio Peppino, una telefonata, l’amica della quindicenne, la nonna vecchietta, padre che ti chiede cosa mangi, l’amministratore del condominio, il postino, i Testimoni di Geova, i rappresentanti di un aspirapolvere che non hai mai avuto, dei tipi che dicono di essere dell’Enel, la nonna vecchietta. Intanto Virginia non è più alla destra di Tizianeda e Alice se la ride alla sua sinistra. Tizianeda continua a specializzarsi in scrittura estrema, viste le condizioni ambientali dei suoi 90 mq. Forse riuscirà a finire quello che ha iniziato, oppure scriverà la sceneggiatura di una sit-com del sud suddissimo, che tanto non deve inventare niente.

Tizianeda

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