Bellissima e inutile

E poi?
E poi è successo che l’ho vista.
Cosa? Hai visto cosa?
Come cosa. Ho visto la poesia.
Ma che dici!
Sì, era sistemata dentro una gruccia che oscillava da un ferro che sporgeva da un balcone.
Non ho capito niente.
Ti spiego. Io stamattina stavo seduta dentro i 90 mq. Esattamente sulla poltrona dove mi posiziono per scrivere. Da lì posso guardare fuori attraverso la porta finestra. E’ un vizio che c’ho, quello di guardare fuori, da quando ero bambina. Guardo il cielo, le nuvole, il mare, le montagne sull’acqua. I palazzi no, perché sono brutti assai, con le antenne, le asimmetrie, le disarmonie, tipo il Castello Errante di Howl ma brutto.
Continuo a non capire. Come fa la poesia a essere dentro una gruccia.
Ti spiego. Insomma ero lì che dovevo scrivere, che lo sai che ho poco tempo, e mi sforzavo ma poi pensavo ad altro ché in questo periodo c’ho sempre altro tra testa e cuore e insomma è un periodo … vabbè lasciamo perdere. Ritorniamo alla gruccia. Ero lì seduta con lo schermo del pc tutto bianco senza una parola e all’improvviso ho alzato gli occhi e ho guardato attraverso la porta finestra.
E…
E l’ho visto bellissimo che oscillava.
Cosa, santo cielo hai visto!
Il k-way verde appeso, tipo la poesia.
Mi stai prendendo in giro?
Ti spiego. In un brutto palazzo con i balconi arrugginiti, le antenne e cavi che scendono dalle terrazze per arrivare non so dove, c’era questa gruccia. La gruccia era fissata a una bacchetta di ferro che sporgeva da una ringhiera di un balcone.
Continua.
Alla gruccia era appeso un K-way verde. Sai quei giubbotti impermeabili che sembrano di plastica. Che addosso sono tristissimi.
Sì, brutti ma pratici.
Ecco lì il K-way verde appeso era bellissimo come le cose inutili, come è la poesia. Bellissima e inutile.
Inutile?
Certo, mica è come il K-way che se lo indossi nei giorni di pioggia non ti fa bagnare, anche se sei brutto come un Teletubbies.
E come sarebbe, invece, questa poesia?
E’ come il K-way verde appeso. Ti spiego. In quella sua indifferente inutilità, mentre il vento lo faceva muovere, tipo burattinaio e le maniche facevano giravolte, inchini e piroette, insomma il K-way verde in tutto quel grigio triste dei palazzi, mi ha fatto vedere tanta bellezza e grazia. Danzava, capisci, il K-way danzava, e a guardarlo mi sentivo così … oh insomma, a guardarlo, hai capito…
E quindi?
E quindi niente, i palazzi brutti sono scomparsi e anche le antenne foruncolose, i cavi, il grigio e i pensieri uggiosi.
E poi?
E poi, siccome di poesia non si campa e si era fatto tardi, ho salutato il K-way verde, l’ho ringraziato per gli attimi di prodigio e sono andata tra le mie tristi carte.
Non è una storia a lieto fine.
Ma quale fine. E’ la vita. E’ tutto qui, è sempre tutto qui, bella mia.

(Questo dialogo è stato tratto dai discorsi inutili di #iomelacantoeiomelasuono)

Tizianeda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *