luglio 2017 archive

La tonsillite perfetta e le punture

“Eh, ma, stai messa proprio male. L’hai presa potente!”
Così ha sentenziato il dottore vecchio vecchio e bravo, dove Tizianeda si reca quando perde fiducia nella scienza medica. Cioè quando dopo l’assunzione di svariati prodotti chimici che solitamente lei aborrisce, non si riprende di una cippa. Così è successo con la sua tonsillite perfetta, che ha avuto l’oscuro potere di fermarla, chiuderla in casa, trasformarla in Gollum, con un incarnato paludoso, un talento oscuro per il delirio e con i peli superflui da corpo abbandonato al suo destino moribondo (che poi se sono superflui, perché questi maledetti crescono con così tanta ostinazione).
E il dottore vecchio vecchio, che si muove lento e ha il sorriso rassicurante di chi vive la vita con pacato distacco, dopo aver ammirato la gola di Tizianeda come si fa con una visione mistica, ha sentenziato: punture. Sorridendo però.
E lei le punture se le è fatte. Con la rassegnazione dei martiri. Come quando era bambina e non si sottraeva all’amaro destino. Non come sua sorella, solitamente molto più coraggiosa di lei in tutto. Ma la casa, alla visione dell’ago, si trasformava nel set di Kubrick, con suo padre e la siringa in mano a invitare poco amichevolmente la figlia maggiore, a uscire dal bagno. Ma niente, lei, non apriva, mentre il padre quella porta l’avrebbe sfondata anche a craniate.
Tizianeda invece usava un metodo infallibile per affrontare il martirio. Pregava. Se le diceva tutte le preghiere, anche il SalveoRegina e l’Attodidolore per sicurezza. Il l’Eternoriposo no, però, che le sembrava definitivo.
Oggi le preghiere non le dice più da un pezzo, anche se suo padre, con i suoi pericolosi 86 anni, continua a preparare le pozioni malefiche e dispensarle ai bisognosi.
Tizianeda pensa, che quindici giorni di permanenza nei 90 mq siano troppi per una tonsillite, per quanto perfetta sia. E dovrebbe uscire dal Triangolo delle Bermude poltrona/sedia/letto, prima di scomparire nel centro, anche se ha la forza di Superman con la kriptonite iniettata per endovena. Confida, tuttavia, prima o poi, nella sparizione dell’incarnato verde palude e del malumore. Intanto, visto che si diventa saggi ed essenziali, meditativi e profondi quando si sta come d’autunno sugli alberi le foglie, ha deciso di eliminare tutto ciò che è superfluo in lei. Quindi si recherà dalla sua maestra zen mettilaceratoglilacera, che è certa appena ispezionerà il suo corpo, avrà una visione mistica.

Tizianeda

La gatta Tàlia e i suoi insegnamenti

Cosa mi sta insegnando la gatta Tàlia, che da circa un mese abita i 90 mq:
1. che rilassati è meglio, distaccati anche, incazzati poco ché ci si stanca
2. che il parkour casalingo, dal comodino alla sedia, dal divano al tavolo e così via, è una figata pazzesca
3. che fissare i punti nel vuoto per minuti e minuti è un ottimo metodo per non essere disturbati
4. che le unghie affilate incutono terrore
5. che si possono richiedere coccole, attenzioni, cibo senza dare nulla in cambio
6. che si può fare a meno delle cose di cui al punto 5 (tranne il cibo), purché ci sia un posto dove sonnecchiare in santa pace
7. che la notte è bello dedicarsi al nomadismo sui letti.
8. che il silenzio è la vera forza
9. che scomparire è la vera forza
10. che scodinzolare non è necessario per essere amati
11. che l’obbedienza è un dettaglio
12. che l’indipendenza è un particolare
13. che non si hanno padroni tranne che se stessi
14. che l’amore può manifestarsi dentro la forza oscura delle fusa. Inquietanti, ipnotiche, figlie degli abissi
15. che se lo chiami non viene da te, sempre se non smuovi il pacco dei croccantini
16. che se lo sgridi ti obbedisce fino a che non ti distrai
17. che saper sorprendere è la vera forza
18. che se ti lecca forse ti ama oppure ti sta pulendo
19. che in una casa è presenza e consolazione misteriosa
20. che gli animali sono maestri, perché insegnano il rispetto e non sanno l’offesa

Gatta Tàlia con libro di Fabio Procopio in attesa che lo legga e lo ripeta alla famigliola

Tizianeda