Come un fuoco primitivo

Ciao ragazza. Si accomoda bene la parola “ragazza” nei tuoi diciassette anni. Stamattina hai aperto le braccia, con il sorriso che è già donna, per raccogliere i nostri baci, miei e di tuo padre. E hai chiuso gli occhi, mentre ci stringevi alle tue morbidezze, regalandoci un frammento di perfezione. Ciao ragazza, che vorrei dirti tante cose, ma davvero, non so da dove cominciare. Se non da te. Dall’attimo del tuo approdo qui e ora, che mi ha cucito, come una tasca nascosta nel petto, una fragilità nuova. Nessuna raccomandazione, oggi. Nessun consiglio mirabolante per il futuro, nessuna rivelazione pretenziosa da madre saggia e imparata. Sono io a guardarti di nascosto, e fare dei tuoi occhi, un approdo magnetico.
Il tuo compleanno lo vivi con la felicità di esserci. Ti sei truccata per andare a scuola. Vibravi. L’ho sentito. Hai lasciato nelle stanze una certa felicità silenziosa. Come silenziosa sei tu e ti riveli solo a tratti, mentre immagino il mare che hai dentro, pieno di abitanti sommersi. Sento la tua forza e la tua fragilità, compagne sicure di viaggio. Da proteggere, come un fuoco primitivo.
Auguri mia ragazza bella. Auguri, Agnese.

Tizianeda

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