Insieme

L’otto marzo non è una festa. E’ un rinnovo di memoria. E’ ritrovarsi. E’ possibilità di parole. E’ piazza, insieme. Che poi in piazza, anche nella mia città, ci siamo incontrate e incontrati. Gli uomini erano tanti, a ribadire che la battaglia per i diritti, il desiderio di allargare sguardi e orizzonti, non appartiene a una categoria, ma sempre, a chi naviga su questo mare, con una visione e una rotta. Con noi le donne del passato. Di loro, portiamo la storia e il peso per tutto quello che non sono potute essere. Per ricordare, oggi, le donne che avrebbero voluto studiare, viaggiare, amare liberamente, non sposarsi o sposarsi con chi sceglieva il loro cuore, dipingere, danzare, lavorare, scrivere, sfuggire dai ruoli imposti. Esprimere le multiformi energie interiori. Le donne a cui hanno detto, streghe, pazze, strane, isteriche, esaurite, puttane. Proprietà privata, o di Stato. Le donne mai libere, perchè il loro sentire veniva trattato come uno stigma. Con noi anche le donne di questo tempo, le sedie vuote, divenute letteratura da obitorio.
Se vi va di fermarmi qualche minuto sulle parole, qui troverete il racconto che io ed Eleonora Scrivo abbiamo scritto e letto in Piazza, l’otto marzo. Sarà dentro un libro di storie, che insieme stiamo scrivendo. Ma oggi, avevamo il desiderio di condividerlo insieme a voi.

Tizianeda

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