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Il signore del secondo piano è sordo. Si capisce dal volume della radio. Lui ascolta spesso musica. Non ha preferenze di orario. L’ascolta al mattino, il pomeriggio, la sera, alle tre, alle quattro, anche alle cinque. Ritengo che il signore del secondo piano non dorma. Ascolta musica italiana. Guccini, De Andrè, Ferretti. Anche mia madre è sorda. Mia madre abita nell’appartamento accanto al mio. Lei non ascolta Guccini e neanche De Andrè o Ferretti. I suoi gusti musicali sono fermi a Julio Iglesias e a canzoni come Ti ringrazio mio Signore e Eccomi Eccomi Signore vengo. Mia madre mette a tutto volume, come il signore del secondo piano, le messe, i rosari, Padre Pio, discorsi ecclesiali e cose così. Le piace anche vedere i funerali in televisione. Credo ami la folla, la commozione collettiva, la sfilata del carro e la solennità che fa apparire la morte un fatto straordinario.
Il signore del secondo piano vive da solo, è vecchio e sembra malato. Anche mia madre è vecchia, la sua mente è in un vortice, forse un precipizio, ma non è sola.
Penso spesso alla vecchiaia ultimamente, ai nostri corpi fragili che si dimenticano di sé e, per una dilatazione di immagini, penso a tutto ciò che ho perso o si è rovinato. È un parto di tenerezza e paura. Mi chiedo se è dentro questa crepa che ci rivela, che ci cerchiamo, se è esattamente in questa solitudine che ci rende simili e più vicini all’innocenza che alla dannazione, a un’essenza metafisica che alla materia. Anche quando il volume della radio del signore del secondo piano è troppo alto e le onde sonore attraversano i tetti delle stanze e ci dicono qualcosa della sua vita e forse anche della nostra.
