Appuntamento al Buio

“Ciao, allora ci vediamo? Sono in giro con la macchina. Dimmi tu dove.”
“Non so… Piazza Castello va bene? Davanti all’edicola?”
“Ok. Tra dieci minuti sarò lì”.
Porca miseria dieci minuti. Devo prepararmi. Come mi vesto? Non ci siamo mai visti.
Non troppo elegante altrimenti appaio come una fighetta senza cervello. Con le scarpe da tennis!… E se poi non mi fila nella mia sciatteria? La gonna o i pantaloni? Il tacco un po’ più alto o quello un po’ più basso? Il cappotto o il piumino? E se non mi convince? E se è un mezzo matto? E se sto sbagliando? E se mi sto incaponendo con qualcosa di cui non sono all’altezza? Mi vesto accidenti. Gonna nera, scarpe nere, calze nere, piumino nero. Mi metto il foulard colorato che è meglio.
“Ciao a tutti. Io vado!”.
Non vi disturbate a rispondermi!!!!
Cammino veloce. Sono quasi arrivata. Eccolo, lo intravedo davanti all’edicola…. Oh Madonna! E’ un ventenne tamarro. Ha uno sguardo assente che naviga tra due sopracciglia sottilissime. Si gratta vistosamente come un gorilla annoiato. Ora scappo, lo chiamo al cellulare e mi invento una scusa.
“Ciao, sei tu ?”.
Una voce calma fluttua da dietro.
Mi giro, voltando le spalle al primate pulcioso. Non era lui l’Uomo X, il Contatto, ma quest’altro. Sorridente e alto, dall’età indefinita in bilico tra i quattordici ed i sessant’anni. E’ vestito come un dandy moderno, una sciarpa indiana colorata intorno al collo, gli occhiali da sole cerchiati di giallo. Che educatamente si toglie subito. Perché quando non ci si conosce, bisogna guardarsi negli occhi per potersi scrutare un po’ prima di parlarsi. Ci stringiamo la mano, facendo a gara a chi lo fa di più, come due uomini duri. Ci sediamo su una panchina. Dispiego il foglietto con sopra i miei appunti disordinati, per riempirlo di domande. Comincio incerta …….e ……..……..
Questa storia, non è stata vissuta da un’ adolescente sprovveduta e sconsiderata al suo primo appuntamento con uno sconosciuto, ma da una quarantenne nevrotica e dissociata, al suo primo incontro con l’Uomo del Blog,con il creativo supercinetico che ha arredato questa stanza virtuale, consigliato dalla vicina di casa artista e folle. Il tutto si è concluso qualche tempo dopo, in un pomeriggio tiepido, quando nella sua casamuseostudio , nel suo onirico paese delle meraviglie dai soffitti alti, ancora odoroso di vite antiche, gli ho consegnato gli ultimi disegni della ragazzina decenne e del piccoletto di sei anni per completare l’arredo.
E i due minori quel giorno erano lì con me.
Mentre lei, la non più bambina, si aggirava per la casa stupita e con la voglia in corpo di toccare tutto, lui, il seienne strambo, è stato assalito dalla solita indifferenza logorroica, attratto dall’unico oggetto non artistico della casa: un telecomando.
I due tipi poco raccomandabili, sono riusciti ad estorcere succhi di frutta e gelati all’Uomo del Blog, che serafico li ha lasciati scorazzare liberi nella sua casa, affatto consapevole di quanto possano essere pericolosi per la tappezzeria due minori con un gelato in mano.
Quanto a me sarei voluta sprofondare nel più nascosto degli abissi immaginandomi scenari pediatrico-apocalittici…Ma per fortuna quel giorno la sorte mi ha miracolosamente graziato.

Tizianeda