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L’amore è all’improvviso

Ma lo sai cosa è successo oggi? No, non lo sai. Tu, sempre altrove e sorridente. Chè poi, quando è successo mi sono ritratta. Il pudore. Quello che si aziona quando il sentire è troppo e ti senti nudo.
E’ che si smuove il mare dentro. A volte. E tu sei stato il vento. L’ho studiato con te il vento, ottenne: soffia inquietudine al mare, lo risveglia, gli cambia la voce e il colore e il sentire e il vedere. E succede che questo vento fortissimo, entra dentro all’improvviso, che mica chiede il permesso. E poi, il mare da qualche parte deve uscire, no? E non c’è pudore e non c’è ritrarsi. Ed è successo domenica pomeriggio, accidenti. Quando ti ho visto con il Kimono bianco che era di tua sorella. Ti guardavo che eri sulla via che si tocca con il mare, quella dove quasi tutte le mattine cammino veloce e sola e libera e felice. Eravamo lì con tuo padre, e c’erano i genitori dei bambini e dei ragazzini che come te frequentano la scuola di Taekwondo, quella che insegna le arti marziali e con loro un bel modo di stare al mondo. Quella che ti piace frequentare perché c’è lo spogliatoio per gli “atleti”, quella che si dovrebbe stare scalzi, ma tu ti ostini a tenere le calze lunghe e colorate. E poi sotto il cielo chiaro e davanti al mare, davanti a tutti noi, davanti ai maestri a un certo punto ti sei dovuto esibire solo, il primo. Le chiamano “Le quattro direzioni”, sono movimenti con le braccia e le gambe che hai eseguito con il tuo sorriso, ad attraversare l’aria. Una poesia lieve e decisa in movimento. Ecco è stato in quel momento lì, che il vento è arrivato. Chè ci sono dei momenti che l’amore arriva forte, attimi che non sai perché. La tempesta che non puoi farci niente. Attimi che il vento entra prepotente.
Come quando il mondo fuori ha la forma di un bambino di otto anni con un Kimono bianco addosso che ti sorride mentre solo fa segni nell’aria. Perché l’amore è così. L’amore è all’improvviso.

Tizianeda

Momenti irripetibili di fugace felicità

“Mamma guarda è divertentissimo…prima vado verso giù e poi all’improvviso risalgo…guarda…”
“Ottenne hai ragione!!!”
Da una settimana, l’ottenne frequenta una scuola di taekwondo, un’arte marziale coreana, dove tutti adulti e piccini vagano per le grandi stanze con infradito e Kimono bianchi. Tutti tranne l’ottenne, il ragazzino di casa, il cui status di neofita gli consente ancora l’uso di una divisa sciatta, arruffata e colorata. Come piace a lui. Frequenta la scuola con entusiasmo e zelo perché lì c’è una stanza che suscita il suo stupore – “mamma tu non puoi entrare, nel cartello c’è scritto che possono entrare solo gli ATLETI e ci sono pure i grandi…dai sbrighiamoci altrimenti se arrivo tardi non posso stare con gli altri atleti nello spogliatoio”- e perché all’ingresso della struttura c’è un marciapiede lungo lungo che prima scende verso giù e poi sale verso su. E percorrerlo velocemente è un esercizio fighissimo, molto più dei calci e pugni, che lui dà con decisa gentilezza. E poiché l’ottenne ha capito che la bellezza e la gioia e i momenti di felicità diventano ancora più intensi se condivisi, ieri sera dopo la lezione ha coinvolto tre piccoli atleti e la sua mamma, tutti a correre su e giù sul marciapiede con il dosso e a ridere e a esclamare.
Poi è arrivato il padre di un bambino, uno dei tre, il giubbotto aperto e il passo altrove. E’ stato invitato dal figlio a giocare a quel gioco fantastico scoperto dall’ottenne. Non lo ha fatto, ha farfugliato qualcosa ed è scomparso dentro la struttura. Tizianeda ha guardato la faccia delusa del bambino e lo sguardo chiuso di quel padre distratto, che lei no non giudica, perché ognuno sa il peso delle proprie giornate e i percorsi di una vita, e nessuno, nessuno ha il diritto di sentirsi migliore degli altri per la propria diversità o per la capacità di godere di attimi di leggerezza indulgente. Però pensa che avrebbe potuto chiamarlo, fermarlo, sorridergli, invitarlo anche lei a correre sul marciapiede, superare il suo pudore e le strutture da adulto. Perché quel padre dal passo frettoloso e distratto, si è fatto sfuggire un momento irripetibile di fugace felicità, la possibilità di una pausa disinvolta, la condivisione di una ilarità affettuosa.

Tizianeda