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Dal 1985

Pensieri sparsi al termine delle vacanze e prese di coscienza:

Ricordi che esistono entità temporali convenzionalmente chiamate settimane. La settimana è composta da giorni suddivisi in: mattina, pomeriggio e sera. I giorni che compongono la settimana sono evidentemente sette ed evidentemente troppi.

La parola “mamma” , dimenticata da tempo, rientra nel vocabolari pediatrico e pronunciata una quantità di volte più vicina all’infinito che allo zero. Le frasi nel 99,99% dei casi terminano con un punto interrogativo.

Prima di godere degli spazi boscosi attorno alla casetta montanara e vacanzola, i 90 mq in cui i 4 vivono sembravano una discreta superficie in cui sostare. Ora invece ti senti Indiana Jones intrappolato nella stanza che si restringe. Però nessuno verrà a salvarti, realizzando di non essere un fighissimo archeologo con la maglia sbottonata fino agli addominali scolpiti.

Le tue difese immunitarie manifestano platealmente il loro dissenso da rientro in città. Mentre attraversi la strada che ti separa dal palazzo in cui vivi, inizi a tossire, starnutire, avere male a un orecchio e sentirti uno straccio. Per uno oscuro rapporto simbiotico che da anni Tizianeda ha con lo Sposo errante, o per una coalizione segreta tra le loro difese immunitarie, anche lui inizia ad avere sintomi influenzali.

Come ogni estate, ti assale la sindrome “Fratelli Righeira”, la stessa dal 1985. I due che nel tempo delle spalline, dei capelli cotonati e dei colori sgargianti, hanno iniziato a cantare nella spensieratezza di giugno “L’estate sta finendo”. La canzone che ha attraversato allegra luglio fino a terminare nella malinconia struggente di fine agosto, lasciandoti la percezione che le cose finiscono, che la giovinezza prima o poi lascia il posto a nuovi assetti estetici e non solo, che le ore scorrono senza lasciare traccia. La canzone che fa “l’estate sta finendo e un anno se ne va sto diventando grande lo sai che non mi va. In spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più è il solito rituale ma ora manchi tu”.

Sarà per questo che con lo Sposo errante, in estate, Tizianeda va in montagna?

Tizianeda

Buoni motivi

Motivi per cui anche quest’anno hai deciso di festeggiare il compleanno di tuo figlio ottenne dentro i 90 mq di casa tua:
. Perché a chiedertelo è stato un bambino ossuto con due occhi neri e grandi ed un incisivo sghembo e penzolante (sì ancora penzola!), che gli regala un sorriso da pazzo.
. Perché sei una romantica senza possibilità di redenzione, e la richiesta del minore, ti riporta, come la zuppetta dei biscotti di Proust, al tempo in cui tu, piccola e semi sdentata festeggiavi il tuo compleanno dentro casa. Anche se la casa della tua infanzia non era di 90 mq, e le stanze fruibili dai minori erano due: il soggiorno e il bagno. Nella casa 2013 della famigliola, la distribuzione degli spazi è da comunità hippie e le chiavi sono oggetti metallici infilati inutilmente dentro una toppa.
. Perché, a causa di quel processo naturale di autoconservazione in cui la mente tende a censurare i cattivi ricordi, tu hai già dimenticato la festa dell’anno precedente e il solenne giuramento fatto con tuo marito, marchiato con il sangue e uno sputo sul palmo della mano, che mai nella tua casa sarebbero entrati più di due minori alla volta.
. Perché sei un po’ snob e radical chic e pensi che festeggiare in casa- anziché in un locale in cui non devi fare niente se non aspettare che la festa finisca – fa di te una brava mamma che cura con l’intelligenza di un pedagogista e la psicologia di una educatrice i primari interessi dell’infanzia apportando un valore aggiunto al processo di crescita dei figli che diventeranno degli adulti non assoggettati a logiche consumiste. Poi mentre sei dentro il delirio pediatrico festaiolo, tu brava mamma, ti domandi chi cacchio ti ha messo in testa certi pensieri deliranti.
. Perché l’ottenne ha invitato tantissime bambine. E le bambine inondano di complimenti la mamma del festeggiato: “ma che belle scarpe che hai Tizianeda” “Dici?” “Sì, i tacchi sono molto belli” “ Ma davvero ragazze?” “Assolutamente, sono molto eleganti” “Oh accidenti grazie” “Ma lo sai che hai una bella voce?” “E’ vero leggi le storie in modo molto chiaro…si capisce quando leggi tu” “Ma siete gentili…stiamo un po’ insieme a chiacchierare…”
. Perché ogni anno sei mossa da un coinvolgente ottimismo : “ci distruggeranno la casa” “no Sposo Errante quest’anno sono più grandi e poi sono quasi tutte bambine, cosa può succedere…” . E succede che sul divano nuovo, trovi stampati come tatuaggi totemici, le impronta unte di molteplici falangi carpi e metacarpi. Durature come i fossili incastrati nella roccia.
. Perché quando la festa finisce, nel momento delle confidenze e coccole, vieni avvolta dalla felicità del festeggiato che ti dice, con al polso il suo nuovo orologio rosso, che si illumina ed ogni ora fa BIIIP : “Mamma questa festa è stata incredibile…grazie!”.

Tizianeda

Piccoli piaceri della vita

Piccoli piaceri della vita :

–       il profumo delle pesche

–       la cesta del bucato da lavare. Quando è vuota

–       il venerdì sera

–       il rumore del vino versato nel bicchiere

–       l’odore antico della credenza della nonna

–       i due minori addormentati nel lettone che si girano contemporaneamente su un fianco

–       le polpette al sugo di nonna santa Gina

–       i libri sul comodino

–       trovare in casa un oggetto che credevi perduto   mentre stai cercando altro

–        le parolacce

–       camminare

–       ballare sola in casa

–       pronunciare le parole “a muzzo” “stortia” “scialare”

–       il caffè delle 11,00 in compagnia

–       la mia pianta di orchidee, quando si deciderà di fare almeno un fiore (anche smunto)

–       scrivere

–        gli occhi che si chiudono dal sonno, mentre la sera leggi un libro a letto

–       impastare acqua farina e lievito

–       la telefonata del sabato pomeriggio: “fai la pizza stasera?”

–       un film che parla di diritti violati, che ti arrabbi per tutto il tempo, ma poi i malvagi perdono

–       le scarpe con il tacco alto, però comode che ci sai camminare anche tu

–       un bacio sulla guancia con lo schiocco

–       le battute da collegiali pudibonde scambiate con le amiche davanti ad un bicchiere di birra

–       sorridere, chè tanto non costa niente

… e potrei  continuare per giorni e giorni, ma mi fermo qui. Se vi va continuate voi…

Tizianeda