Posts Tagged ‘fumo’

Ma non posso

Peccato! Avrei voluto raccontarvi cosa è successo a Tizianeda mercoledì pomeriggio, ma non posso.
Non posso raccontarvi perché, mentre si trovava in palestra con il novenne per il suo primo giorno di scuola di scherma, lo ha dovuto lasciare lì per correre a casa, dove c’era una tredicenne spaventata e dei nonni nella casa accanto che non sapevano esattamente cosa fare.
Non potrà raccontarvi del perché ha chiamato i Vigili del Fuoco, mentre correva (vabbè si fa per dire) in macchina verso i 90 mq, di quanto è bello ed enorme il camioncino dei vigili tutto rosso con la scala che si allunga verso il cielo mentre lo guardi dall’alto. Non potrà raccontarvi del fumo che proveniva da una abitazione X, del vicino di casa a torso nudo per le scale, di quanto sia figo un Vigile con il respiratore che se chiudi gli occhi ti sembra di avere accanto il cattivone Dart Fener di Guerre Stellari che ti alita vicino e vorresti tanto avere la spada luminosa di Obi-Wan Kenobi.
E’ che a volte i condomini sono luoghi avventurosi e surreali come nei film di Almodovar e i vicini di casa un mondo da osservare, ma se ti intimano di non raccontare casa loro e quello che è successo nei dettagli, non lo puoi proprio fare.
Peccato!

Tizianeda

E insomma la famigliola

E insomma la famigliola, ha deciso di partire, di fuggire per pochi giorni in una città di un’altra nazione. Tizianeda di queste ore ricorda:
– un ottenne logorroico sull’aereo. Ché la paura del decollo, del mal di pancia, del vomito, del bagno nell’acqua gelida in caso di ammaraggio, l’affronta avvolgendo di parole la sua interlocutrice preferita nei momenti di emergenza: Tizianeda. E quando le possibilità catastrofiche lasciano spazio all’ entusiasmo divertito, perché volare su un aereo si trasforma improvvisa in un’esperienza fighissima , lui continua a parlare.
– ll giovane autista dinoccolato del servizio navetta efficiente ed economico, che ha condotto la famigliola in albergo. Tizianeda avrebbe voluto importunarlo, come fa di solito con gli sconosciuti, chiedere informazioni del posto e poi magari farsi raccontare un po’ della sua vita. Ma ogni possibilità di conversazione è stata ostacolata dalla musica romantica e sdolcinata ascoltata dal giovane ad alimentare chissà quale struggimento amoroso.
– il chiosco di hot dog con cipolle e salse con i dispenser lasciati all’uso responsabile degli astanti “Sapete che vi dico…sono contenta di essere qui e ceniamo con questi!” “Dici sul serio mamma?” “Sì ottenne dico sul serio” “Non ci posso credere allora è vero che questa città è magica come dicono”. E pentirsi subito dopo aver visto l’ottenne svuotare per la quarta volta i dispenser del ketchup e della maionese, temendo un sonoro cazziatone dalla signorina venditrice di hot dog, o una lavanda gastrica del minore con annesso sonoro cazziatone, in lingua sconosciuta, dei medici. Eventi poi non verificatisi.
– le donne del luogo bonissime. Tizianeda qui si sente una hobbit nella Terra di mezzo popolata solo da Elfe fighe.
– l’odore acre e intenso trasportato da una nube di fumo che Tizianeda ha inalato fino ai polmoni : “Sposo errante ma questa puzza proviene dalla sigaretta gigante che si sta fumando quel ragazzo?” “Direi proprio di sì Tizianeda” “Santo cielo bambini non respirate tappatevi il naso…me la sono fumata tutta pure io …” .
– e poi insomma quei tre con Tizianeda in questa bella città che il cielo e le nuvole sembrano spuntare improvvisi da dietro i palazzi antichi. E non è il fumo passivo la causa di queste visioni.Almeno spera.

p.s.: dimenticavo la città dove è andata la famigliola si chiama Praga. E un saluto molto molto allegro a tutti voi.

Tizianeda

Ma l’acqua nel radiatore c’è?

“Ah sei qui…ti apro il cancello così entri con la macchina”
“Ehm…a dire il vero sono qui fuori davanti al cancello, ma l’auto non parte più ed esce fumo dal motore. C’è anche un bel po’ di puzza di bruciato…però che fortuna almeno sono arrivata!”.
A volte la domenica pomeriggio, Tizianeda attraversa tutta la città con la vettura che sferraglia e cerca di resistere alle intemperie del tempo e alla distratta gestione della guidatrice, per andare dalla sua amica tutta bella MGL. Lo fa per compiere i suoi esercizi di lontananza di cui forse un giorno vi parlerò, perché avere una meta rassicurante è come un bel premio e perché la sua amica tutta bella MGL, ogni domenica prepara torte e dolcetti, che accompagnati al caffè o al tè sono un toccasana per l’umore, l’anima e il bisogno di affrontare il lunedì con maggiore ottimismo.
E mentre Tizianeda guardava il cofano della macchina sputacchiare fumo, come il vulcano dall’altra parte del mare, il marito di MGL, spostava l’automobile ferma come un monolite molesto, la introduceva al di là del cancello e poneva a Tizianeda una elementare domanda: “Ma c’è l’acqua nel radiatore?”, causando probabilmente nel volto di Tizianeda la stessa espressione di un alunno asino, dinanzi alla scoperta dell’insegnante sulla sua ennesima impreparazione.
Prima di risolvere l’arcano, Tizianeda è entrata in casa di MGL, si è goduta il suo momento di tè e biscotti che nessuna autovettura in crisi di identità aveva il diritto di rovinare, si è riconciliata con l’universo, il suo karma e le avversità quotidiane. Poi è ritornata dall’oggetto sferragliante, il marito della sua amica tutta bella MGM, ha scientificamente accertato che il radiatore era più asciutto di un maratoneta disidratato, e dopo averla dissetata, l’auto è ripartita, come se nulla fosse successo.
Ora può anche arrivare il lunedì.

Tizianeda