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L’invito, la torta e le coppie

Sono stati invitati per la prima volta in casa di una donna gentile e avvolgente, con il sorriso, gli occhiali e i capelli neri neri e tanti. E di suo marito che a parte i capelli è proprio come lei. La sera di San Valentino. Tizianeda insieme allo Sposo Errante, poiché ci teneva proprio a far vedere che donnina compita sia, è arrivata in ritardo, trafelata e con una torta fatta in casa floscia e disadorna, perché per la fretta non aveva acquistato decorazioni e il forno stronzettino dei 90 mq non aveva collaborato. La torta fatta in casa più triste dell’universo interplanetario il cui aspetto ascetico era accentuato dall’estetica succulenta dei dolci portati dagli altri invitati.

“Nascondetela se potete, magari la mangiate inzuppata nel caffè o nel latte, che di sapore sarà buona…spero”.

Poi la serata è proseguita in un grande salone pieno di persone, pieno di coppie. E Tizianeda tra risate, chiacchiere e giochi, ha osservato e osservato (scusatela è più forte di lei, non si rilassa mai in fondo) e ha riflettuto. Perché lì dentro, in quel salone luminoso, erano tutte coppie ultradecennali e c’erano anche rapporti di amicizia trentennali. E come si fa a non osservare fenomeni rari come questi senza stupirsi.
E Tizianeda si è fatta tante domande, su quale sia il segreto e l’alchimia e il desiderio di mantenere i vincoli amorosi, nonostante il delirio della vita e della quotidianità, nonostante noi stessi con le inquietudini, la voglia di essere altrove a volte, i vuoti e la ricerca incessante della felicità.
Si è chiesta quanto sia grande il desiderio di invecchiare con il grande amore della vita, quello con cui decidi di condividere la giovinezza all’inizio e poi gli anni che scorrono e si riempiono di eventi ordinari, incredibili o destabilizzanti.
E niente, Tizianeda le risposte non le ha. Sa quello che vuole per lei, ora, nonostante lei stessa. Sa che quando chiude gli occhi con il tipo che ha sposato molti anni fa, è la ragazza sfrontata con un bicchiere di vino di troppo in corpo, seduta sulle scale di una casa, a mostrare le gambe. Nella stanza c’è un ragazzo bello, che no, non noterà quella sera, ma solo dopo qualche mese, quando sarà perfettamente sobria.

P.S.: la torta non è stata nascosta. E’ stata riposta su un tavolo tondo insieme ai dolci riccamente decorati. Ci sono fotografie a testimoniarlo.

Tizianeda

Un grande appetito. E un invito

“Mamma non ci crederai ma ho un grande appetito…”
“Veramente novenne hai fame…allora il virus sta andando via”
“Mamma non ho detto che ho fame ma che ho un grande appetito”
“E’ la stessa cosa…”
“No mamma avere appetito vuol dire che ho voglia di cose buone…tipo la pasta con il sugo di nonna Gina”
“Novenne lo sai che oggi non posso darti la pasta con il sugo di nonna santa Gina…al massimo pasta con un po’ di olio…”
“Non è la stessa cosa mamma…”

Lo spirito maligno Virus Intestinale ha infestato le stanze dei 90 mq, possedendo i corpi dei suoi abitanti. L’ultimo è stato il novenne, non appena entrato nel 2015. Tizianeda come un santone sgamato, ha rispolverato la ciotolaraccoglivomito e si è rassegnata all’idea di affrontare una notte insonne. La nonna santa Gina, ha inviato, il giorno dopo nella casa infestata, il sugo al pomodoro, sigillato come una reliquia sacra in una ciotola di vetro. La reliquia sacra è stata riposta dentro il frigorifero.

“Mamma non ho più mal di pancia”
“Sì ma fino a cinque minuti fa stavi malissimo…dai il sugo di nonna santa Gina, lo mangi domani…”
“Uffa…”
Tizianeda non sa se il sugo con la pasta sarà mangiato domani dal novenne o verrà riposto nel congelatore. Intanto la reliquia sacra giace nella teca di vetro, a contrastare con la sua femmina energia benevola, gli influssi cattivi dello spirito maligno Virus intestinale.
Nell’attesa che si sciolga l’arcano, vi mando il mio buon 2015, che sia pieno di cose buone come il sugo al pomodoro di nonna santa Gina!

P.S:
Sabato 3 gennaio, alle ore 20,30, presso il Teatro Siracusa della mia città sbilenca Reggio Calabria, si terrà il concerto “Le donne cantate da De Andrè”, promosso dall’associazione Agape per le donne della cooperativa Soleinsieme e inserito nell’ambito del progetto “ReActioncity woman”. Verranno anche recitati dei testi tratti da autori italiani e non. Tra questi testi ce ne sarà uno scritto da me qualche mese fa per la rivista on-line Zoomsud, che chiuderà lo spettacolo. A recitarlo, verrà la donna con la quale ormai faccio coppia fissa quando c’è da tenere un microfono in mano e perché lei è una garanzia. La donna con gli occhi da aliena e i capelli color della terra, la brava, bella e buona Eleonora Uccellini. Se potete venite, è per una giusta causa. E’ per le donne. E poi ho assistito alle prove…venite.

Tizianeda

Affinità elettive

Sabato sera la famigliola è stata invitata tutta al completo da G. moglie di C., cugino dello Sposo Errante. Così, per stare in casa loro in compagnia di altri amici, della pizza cucinata dalle mani gentili di lei, in compagnia di chiacchiere, vino, birra e risate rilassate.
G., che a Tizianeda piace moltissimo, per la forza calda che le comunica, per il modo diretto e garbato con cui dice quello che pensa, per i capelli neri e gli occhi azzurri, è la mamma di due bambini e C., il cugino dello Sposo Errante, è il papà.
Con loro, con i due bambini, l’ottenne per tutta la serata, ha viaggiato in mondi altri e visionari, dove tutto è possibile, il tempo si ferma, dove puoi volare senza soffrire di vertigini, sconfiggere draghi e mostri rivoltanti senza essere sbranato, salire su torri impervie senza cadere nel vuoto, navigare in mezzo alla tempesta senza annegare, fingere di essere un’altra persona senza mai smettere di essere te stesso, fare pace senza avere mai litigato veramente, correre senza stancarti.
Dei due fratelli l’ottenne ha trovato una maggiore affinità con G, il più piccolo. Tizianeda si è chiesta perché. Poi ha capito, anche grazie ai racconti della sua mamma, che le ha detto che G., le fa sempre domande filosofiche dalle risposte difficilissime.
“Cosa stai disegnando con il dito nell’aria, G.?”
“I miei pensieri…”
“Lo sai che anche l’ottenne disegna bambini volanti tra le stelle?”
“Mamma non è la stessa cosa, i suoi disegni sono astratti, i miei no!”
“Hai ragione ottenne, non ci avevo pensato…”
Sì Tizianeda non aveva pensato che le anime affini, comunque esse siano, finiscono sempre per trovarsi e capirsi con la naturalezza di chi parla lo stesso linguaggio, incomprensibile o comprensibile solo in parte agli altri che non hanno il privilegio e i talenti per muoversi nel loro mondo che si offre improvviso e rigoglioso lasciandoci stupiti.

P.s.: Lunedì pomeriggio Tizianeda, con sua somma gioia torna in radio. Si porterà con lei Lamedagliadelrovescio. Se vi va potete sintonizzarvi sulle frequenze di Febea Radio (FM 100.3, 100.6, 107.0) dalle 17.00 in poi. Parlerà di quello che è successo dall’ultimo incontro e dell’articolo pubblicato domenica su Socialsud che è questo : http://www.socialsud.it/socialsud/domeniche-in-famiglia/

Un saluto allegro e astratto a tutti voi.

Tizianeda

Il magico mondo dei bikers

“Ciao Tizianeda, oggi pomeriggio siamo in negozio. Festeggiamo l’Epifania. Vuoi venire anche tu? Non sei una motociclista ma…”
“Ok…ma mi devo vestire di pelle nera e tutta borchiata?”
“Siiii! Ora voglio vedere che ti metti…”.
Lunedì pomeriggio, Tizianeda è stata invitata dalla sua amica M., l’amica che l’abbraccia con gli occhi, nel suo negozio pieno di moto grandi e lucide, aperto nell’ultimo giorno di festa, ad un raduno di motociclisti.
Tizianeda, ha detto subito sì, e avrebbe voluto vestirsi da dura con un look degno del più sgamato centauro. Poi, ha dovuto trovare il giusto compromesso con la sua natura di bacchettona timida e con l’armadio carente di pelle e borchie. Così ha indossato una camicetta a pois e si è fatta scortare dai due tipi più duri che conosce: l’ottenne e la undicenne.
Lì si è aggirata, come un elemento dissonante in mezzo a giubbotti portati in trionfo da decine di stemmi cuciti sopra, fazzolettoni al collo, fazzolettoni in testa, fazzolettoni sia in testa che intorno al collo, frange lungo le maniche, frange nei sellini della moto, frange sui manubri, scarponi resistenti a temperature da glaciazione o a climi torridi e tropicali, ai monsoni indiani ed alla siccità africana. Si è aggirata tra barbe, baffi, facce ispide, mani in tasca, risate grasse e cavernose, bicchieri di vino, e la familiarità di chi condivide la stessa passione. Si è aggirata scattando decine di foto, ed osservando tutto quel concentrato di testosterone in tenuta “Easy Rider” subendone l’innata fascinazione, non senza timore di improvvise inaspettate reazioni davanti a tanta invadenza – “Amica M., sei sicura che i signori motociclisti non si infastidiscano…mi sembra che mi guardano torvo…fanno un po’ paura…”, “Ma no Tizianeda, tranquilla, fai tutte le foto che vuoi”, “Se lo dici tu che li conosci…”
E così Tizianeda ha osservato e fotografato i signori motociclisti senza essere malmenata o mandata a quel paese. Li ha fotografati con quei loro vestiti da uomini duri, che forse hanno lo stesso effetto dei guanti in lattice bianchi dell’ottenne, che quando li indossa viene teletrasportato in un’altra dimensione.
E così anche loro, i signori motociclisti, con i loro giubbotti indistruttibili, le mani sul manubrio che li fa vibrare, i piedi sulle pedane e quel rumore continuo che sembra provenire dalla pancia di un drago, smettono di essere quello che sono per gli altri, e diventano centauri fighissimi che corrono liberi per le strade della California. E anche le rotondità addominali, i capelli bianchi e i dolori alle articolazioni non più giovani, miracolosamente scompaiono.

Tizianeda