Posts Tagged ‘leggere’

Per amore solo per amore

Quando Tizianeda era ragazzina e conosceva l’avvicendarsi delle lettere sui fogli, esercitava l’indifferenza ai libri. Mentre la sorella divorava storie con la consapevolezza precoce delle primogenite, lei preferiva l’ozio sciolto dei sogni, le nuvole che cambiano forma, il mento appoggiato sui palmi della mano, i gomiti sui tavoli, il cuscino, il formaggio, l’amica del cuore con cui litigare e fare pace, la cioccolata, David Bowie, Miguel Bosè e Massimo.
La figliola non legge, diceva preoccupata la madre di Tizianeda alla zia Italia, la zia signorina. Leggerà, rassicurava la prozia della figliola e quando inizierà, non smetterà più. La zia Italia, non si era sbagliata.
Tra le mani di Tizianeda un giorno della sua adolescenza, è arrivato, infatti, un libro dal titolo bello: “Per amore solo per amore” di un signore col cognome che le faceva pensare alle nuvole, Pasquale Festa Campanile. E dopo quel libro – che la Tiziana di oggi conserva con la stessa gratitudine che si può sentire per un indimenticabile amore, che ti lascia la nostalgia dell’ancóra e il desiderio di un’altra àncora – non ha più smesso. Ai libri si è aggrappata e ha lasciato che loro facessero. Perché il libri fanno parte di quelle tre L che, come dice a Tiziana un’amica, curano.
Si legge per il sentire del dolore, si legge per le attese, perché si è disperati, perché si è affamati, per il mistero delle parole, perché si è innamorati, perché non si è più amati, perché le storie hanno bisogno di noi, da sempre.
Una volta sola Tiziana ha smesso di leggere, così all’improvviso, per più di un anno, dimenticando i libri sul comodino. In quel tempo segnato dall’assenza di carta, le era arrivata una storia troppo grande. Per le altre non c’era posto. Si chiamava Agnese, una bambina uscita dalla sua pancia tipografia. Quella storia che le cresceva impercettibilmente tra le braccia e dentro gli occhi, le avrebbe insegnato parole nuove. Per amore, solo per amore.
Poi, dopo il tempo giusto dell’attesa, Tiziana ha tolto la polvere dai libri dimenticati sul comodino e come se tutti quei giorni non fossero mai trascorsi, ha ricominciato a leggere.

Tizianeda

La Donna con i Capelli Arancioni, lo Scrittore Alto Alto e Syd

C’è qualcuno tra di voi che si ricorda della Donna con i Capelli Arancioni? Ve ne ho parlato circa un anno fa proprio qui. E’ quella mattissima, che sorride ma ha gli occhi altrove, cha ama leggere, proprio come Tizianeda e che porta nascosto in borsa – sottolineato, usato, consunto, pieno di impronte e segni come le rughe di un volto vissuto – un libro. Anzi portava. Perché è stato sostituito da un altro libro, dopo tanto ballonzolare nella borsa, tra chiavi, penne, portafoglio e miriadi di quisquiglie che risiedono dentro le borse delle donne.

Un giorno lei ha chiesto a Tizianeda di presentare nella città sbilenca una storia scritta da un suo amico scrittore che è Aquilano, ma vive in una città altra, la città delle città, piena di cupole e campanili, che è odorosa di storia ed è ariosa come se ci fosse il mare.
Così Tizianeda che ama la parola “sì” e si fida dello sguardo mattissimo della Donna con i Capelli Arancioni, ha detto appunto “sì” .

Qualche settimana dopo, poche ore prima della presentazione, ha conosciuto l’autore, Antonello, che è un uomo alto alto alto e parla e racconta come se si muovesse dentro un mondo labirintico tutto da esplorare con pudore e gentilezza. E quando ha salutato Tizianeda, che è piccola come una Hobbit, si è dovuto piegare facendosi per un attimo anche lui piccolo piccolo.

Poi nel pomeriggio, in un café, tra tavolini, sedie, rumori di tazze e piattini, bicchieri e risate, ha chiacchierato con lo scrittore alto alto parlando del suo libro e delle mille storie che lì dentro si trovano. E hanno parlato anche dei Pink Floyd, ché il libro, non a caso, si intitola “La favola di Syd”, proprio quel Syd, il genio. E Tizianeda prima ha dovuto studiare un bel po’, perché delle storie dietro tutta quella musica sapeva ben poco. E per settimane ha perseguitato lo Sposo errante, che le ha raccontato, le ha fatto ascoltare i pezzi di Syd Barret e vedere video su youtube.
E lì, nel café, quella sera, c’era tanta gente che Tizianeda ha osservato con immensa gratitudine. Perché lei pensa che non sia così scontato che un venerdì pomeriggio, si decida di vestirsi, uscire, guidare la macchina, affrontare il traffico, cercare un parcheggio e sedersi pazientemente per ascoltare. E invece è stato così e c’erano anche amici e il cuore le si è alleggerito battendole allegro nel petto.

E ora che questa avventure è finita, che ha vissuto grazie alla Donna con il Capelli Arancioni che in un pomeriggio d’inverno ha deciso di fidarsi di lei, affidandole un libro bello da raccontare. Ora che l’autore alto alto è ritornato nella sua città altra, lasciandole storie in più, quelle dentro il libro e quelle fuori, ecco ora si ricomincia con altre storie, pronte per essere accolte, sempre, con le braccia aperte.

Un saluto allegro a tutti voi e se siete arrivati a leggere fino a qui grazie e grazie.

Tizianeda