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L’editto

“Ah, dimenticavo bambini, domani non andrete a scuola… rimarrà chiusa”.
“Ma come chiusa. Ora ce lo dici, che abbiamo fatto tutti i compiti?”
“Certo undicenne. Ho aspettato apposta”
“Crudele”.
Venerdì sera la Protezione civile, ha emesso un’ordinanza, perentoria come un editto imperiale, che i minori hanno recepito così: ” Udite udite cittadini e cittadine, ma soprattutto bambine e bambini, giungerà molto presto un tornado terrificante uno tzunami ciclopico, vento acqua tempesta freddo neve gelo grandine tuoni fulmini e saette. Insomma fenomeni naturali mai visti in questa cittadina sbilenca che conosce solo lo scirocco. Dovete stare in casa, oziare, ciondolare, giocare, mangiare latte, biscotti e cioccolata , infilarvi nel lettone di mamma e papà ed uscire fino a nuovo editto. Firmato: La Signora Reverendissima Protezione civile”.
Ed i due che sono bambini rispettosi delle regole e degli editti imperiali, hanno indossato, come Clark Kent la super calzamaglia che lo trasforma nei momenti di pericolo in Superman, il pigiama, che hanno tolto domenica mattina, previe minacce di Tizianeda, più molesta della kriptonite. Hanno appoggiato naso e polpastrelli ai vetri delle porte finestre ed aspettato che arrivasse l’evento catastrofico dal cielo, come si aspetta Babbo Natale con le renne polverose, ma con animi più eccitati.
“Mamma ma quando la bomba d’acqua arriva, la casa si sfascia?”
“No gioia, non è come la capanna di paglia dei tre porcellini”
“Non vola all’aria in tanti pezzetti?”
“No tesoro, noi siamo molto fortunati. Noi abbiamo una casa sicura e calda e il maltempo lo vediamo da qui e anche il mare quando è cattivo e si infuria lo guardiamo da lontano”.
Così rassicurati dalle parole e protetti dai loro super-pigiami, i due minori di casa hanno felicemente ciondolato nei 90 mq della famigliola, per due giorni, contenti di non dover uscire da casa. E anche Tizianeda è stata felice di chiudersi dentro casa con la famigliola, libera dai sensi di colpa, grazie all’editto imperiale della Signora Reverendissima Protezione Civile.
Poi la bomba d’acqua non è arrivata. Non nella città sbilenca. È arrivata in altre città sbilenche del suo sud suddissimo, che si sono trasformate in canali veneziani, solo che sotto l’acqua torbida ci sono strade e porte e scale e stanze e sedie, tavoli, vasi e chissà cosa altro. E sopra l’acqua un bel po’ di rabbia e isolamento.
Oggi i minori della famigliola e tutti gli altri sono tornati a scuola, qui da noi. Mentre in molte cittadine l’editto permane e vigila. Lo Sposo Errante ha ugualmente preso i treni sbrindellati e percorso le strade malferme per andare dove l’emergenza c’è ancora. E Tizianeda, sapendolo non nel sicuro dei 90 mq, ha un bel po’ di paura.

Tizianeda