Posts Tagged ‘San valentino’

Filastrocca di San Valentino

Se San Valentino tu vuoi festeggiare
Non farti domande ma lasciati andare
Se un fiore ti arriva, un bacio, o un sorriso
Una torta, un biglietto, un bicchiere di vino
Una telefonata, un messaggio improvviso
Abbandona il cinismo e rallegra il tuo viso
Che poi sull’amore se ti vuoi soffermare
C’è tanto, ma tanto e tanto da dare
Ma anche da dire in questo mondo arrabbiato
Dove l’odio riesce a trovare assai fiato
L’amore non è solo questione di cuori
Di frasi d’effetto, di donne e motori
Di panchine lasciate per innamorati
Abbracciati e dal mondo dimenticati
Che se arriva così, questo amore di fuoco
Siamo molto felici e non è certo poco
Ma c’è ancora altro amore di cui abbiamo bisogno
In un mondo che è piatto e dimentica il tondo
Ci son cuori che sono intossicati
Da paura, ignoranza, desideri frustrati
Che han bisogno di odiare, perché altro non sanno
Che han perduto il linguaggio, han subito un gran danno
Io non so, per esempio, cosa induce a odiare
Un fratello affamato che viene dal mare
A insultare chi ama chi è del proprio sesso
A non capir che l’amore è sempre lo stesso
A disprezzare una donna che non crede agli schemi
Che la vita la vive senza troppi problemi
La paura è nemica dell’amore profondo
L’ignoranza una freccia che scocca l’odio nel mondo
E sapete che penso in questo giorno perfetto
Per voi tutti che odiate e che non sentite
Quanto è bello l’amore che viene dal petto?
Che vi amo lo stesso e lo dico davvero
E pazienza se poi vi arrabbiate sul serio
Ché se infine anche odiate tutto quello che ho detto
Son contenta che almeno, vi faccio un dispetto.

Foto presa dal web

Tizianeda

Dialoghi d’amore con un undicenne

“Undicenne …”
“Sì mamma”
“Ma tu, ricordi il primo amore?”
“Che domanda, mamma, certo”
“E me lo racconti?”
“Perché, non conosci la storia?”
“Sì, ma mi piace sentirla raccontata da te”
“Ok. All’asilo, c’era la bambina Federica. La più carina. E io la guardavo, la guardavo sempre e lei non mi parlava mai. Poi un giorno, ti ricordi cosa le ho regalato?”
“E certo che lo ricordo…”
“Un diamante dentro la scatola per gioielli! Quella che mi hai dato tu…che poi non era un diamante vero, ma lo abbiamo preso dalla scarpa di mia sorella che tanto a lei, la scarpa, non entrava più”
“Fortuna che ero lì, quando glielo hai portato. C’erano tutte le bambine attorno a voi e dicevano mamma che bello e avevano gli occhi sbarrati dallo stupore e secondo me volevano essere al posto di Federica. E poi?”
“E poi lei ho chiesto se voleva essere la mia fidanzata e lei ha detto sì”
“E poi?”
“E poi niente, gli altri bambini mi guardavano male perché anche loro volevano fidanzarsi con lei”
“Ma tu sei stato più coraggioso e veloce di loro”
“E sì”
“E poi che è successo. Stavate sempre insieme, attaccati?”
“No, certo che no. Mica potevo trascurare i miei amici per la mia fidanzata. Un po’ stavo con lei e un po’ con i miei amici a fare le nostre cose.”
“In effetti. Undicenne…”
“Dimmi, mamma”
“Ma quando hai lasciato l’asilo e siete andati in scuole diverse, tu hai continuato a pensarla?”
“Ovvio mamma, era la mia fidanzata. Ma poi se non vedi e non senti una fidanzata per almeno un anno, a un certo punto smetti di pensarla. E’ ovvio”
“Dici?”
“Sì mamma, fidati. Ora per favore possiamo smettere di parlare di queste cose, ché mi sono annoiato?”
“Sì undicenne, grazie”
“Prego, ciao”
“Undicenne?”
“Mammaaaa”
“Senti, ma a San Valentino ci facciamo gli auguri anche noi?”
“Mamma! Nooo”

Tizianeda

Fare l’amore

Ne hanno parlato quasi tutti. Ne hanno decantato le meraviglie, lo hanno denigrato, hanno fatto intendere delusioni tramutate in cinismo, gli hanno dato la forma di nostalgie e assenze. E anche chi lo ha taciuto, in fondo, lo ha voluto raccontare, perché il silenzio è un ricamo lieve attorno al suo nome.
Tizianeda, avrebbe voluto condividere sui social, una frase, una canzone, infilare una poesia, una fotografia. Niente di niente. Le è venuto il pudore davanti a un sentimento così potente, come le cose immense a cui non sa dare una definizione, come l’universo, soggetto alle regole della gravità, dove tutti i corpi si attraggono combinando casini cosmici affascinanti. Anche se a lui ha pensato tutto il giorno, anzi dalla sera prima, quando ha poggiato sui piatti ancora vuoti della cena dei tre abitanti dei 90 mq, dei cuori di cioccolato e meringa.
Ha pensato a questa cosa impalpabile che si chiama “Amore”, che è come l’acqua nel corpo umano: occupa buona parte dei nostri pensieri e condiziona i nostri passi e dà a ognuno di noi un differente sguardo sul mondo fuori, spesso incomprensibile agli altri. E non parlo solo dei grandi sistemi dell’amore, quello che i poeti da sempre raccontano come una profezia misteriosa con il loro sguardo da rabdomanti, tramutando questo sentimento sfuggente in immagini, che ci lasciano senza fiato. Parlo anche dell’amore che si insinua di nascosto nella piccola vita minuta. Che è nei gesti, nelle parole, negli sguardi della quotidianità ripetuta. Un sorriso, un ciao, un come stai, la mano su una fronte calda, un pensare senza dire, un gesto che protegge senza sapere. Cose così. Fugaci e immanenti, che lasciano un suono invisibile, come quello delle onde gravitazionali nel cosmo. Oggi provo a starci più attenta. Oggi dell’amore non parlo. Oggi l’amore si ascolta e si fa.

Tizianeda

Un bacio

Lui, l’ottenne, alla bambina M. – quella che con le ciglia lunghe lunghe che sembrano truccate, e che con un modo lieve di sorridere e muoversi ha conquistato il suo sguardo meravigliato – regalerà un lecca lecca a forma di cuore. Alle sue amiche scriverà una lettera, una per ciascuna, così come al suo amico G.

Lei, la quasi dodicenne, mostrerà tranquilla noncuranza, come se certe stupiderie leziose non la riguardassero. Come se l’esplosione della pre-adolescenza con i suoi effetti collaterali le conferissero una forza indifferente, una barriera magnetica, una strafottenza rassicurante. Come se, appunto.

Lo Sposo Errante, terrà tra le braccia il suo fidanzato basso elettrico supersonico, guarderà estasiato il complesso albero genealogico che ha ricostruito con cura e amore, ascolterà su vinile Joni Mitchel e altre meraviglie musicali, con cui in questi anni ha cercato di educare le orecchie analfabete e grezze dei tre quarti della famigliola. Dirà qualcosa di carino a Tizianeda, che forse lei dissacrerà perché in certi momenti le scatta in automatico, come l’ora legale, la cretineria adolescenziale. O forse no, lei non dirà nulla e sorriderà felice, perché quest’anno si sente più ispirata, romantica, fragile, forte, accogliente, divertita e cresciuta, libera e liberata e non avrà bisogno di scudi protettivi della sua vulnerabilità.

E Tizianeda, insomma io, che mi sento così, quest’anno, manderò baci e pensieri alle persone che – ognuno con il suo modo speciale di stare ed essere – hanno riempito di bellezza e gratitudine la mia vita. E continuerò a farlo anche quando il giorno di San Valentino sarà stato soppiantato dai minuti le ore e i giorni che seguiranno. Perché è bello trovare nelle persone che ami un motivo in più per proseguire.

Un bel bacio a tutti voi.

Tizianeda