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Scavare

Mi dicono che non scrivo più come un tempo. Che il blog lo aggiorno senza disciplina. E’ vero. Sono passati quasi sette anni da quando ho scritto per la prima volta un post. Esponendomi. Ma poi, in fondo, neanche tanto. Ho soltanto aperto una porta dentro un’altra stanza. La scrittura è questa cosa qui. Ti rassomiglia e cammina dentro di te. Il blog non lo curo come una volta. C’è un sentire mutato che mi ha scavato parole nuove. Non sempre arrivano luminose e lievi. C’è stato l’affondo delle cose e dello sguardo. Non so quanto ancora il blog sarà arredato. Sette anni non sono pochi. Anzi, sono proprio tanti. Ha resistito alle mutazioni. E’ iniziato con uno sposo errante, due figli piccoli, oggi adolescenti. E’ iniziato che un po’ piccola ero anche io. Tizianeda. Ingombrante. Come lo sono i bambini, anche se unici custodi dell’incanto. Così Tiziana, ha solo chiesto a Tizianeda di continuare a proteggerlo questo incanto, questa piccola luce che resiste alle offese, all’incomprensibile, all’osceno di noi umani. Ma volevo aprire nuove porte, per raccontare non solo la quotidianità rassicurante di un interno familiare. E così sono arrivate altre storie. I miei cantieri. Alcuno conclusi, altri ancora aperti. Zuppi di un nuovo furore. Per la vita vissuta in questi sette anni, per le assenze inevitabili, perché ho smesso di essere figlia, per la cura data, per ogni cosa perduta e mai più ritrovata, per ogni cosa vista e ricordata. Per ogni dolore da trasformare. Perché le parole ci accompagnano e ci sanno, e forse, ci salvano.

Tizianeda

La Donna con i Capelli Arancioni, lo Scrittore Alto Alto e Syd

C’è qualcuno tra di voi che si ricorda della Donna con i Capelli Arancioni? Ve ne ho parlato circa un anno fa proprio qui. E’ quella mattissima, che sorride ma ha gli occhi altrove, cha ama leggere, proprio come Tizianeda e che porta nascosto in borsa – sottolineato, usato, consunto, pieno di impronte e segni come le rughe di un volto vissuto – un libro. Anzi portava. Perché è stato sostituito da un altro libro, dopo tanto ballonzolare nella borsa, tra chiavi, penne, portafoglio e miriadi di quisquiglie che risiedono dentro le borse delle donne.

Un giorno lei ha chiesto a Tizianeda di presentare nella città sbilenca una storia scritta da un suo amico scrittore che è Aquilano, ma vive in una città altra, la città delle città, piena di cupole e campanili, che è odorosa di storia ed è ariosa come se ci fosse il mare.
Così Tizianeda che ama la parola “sì” e si fida dello sguardo mattissimo della Donna con i Capelli Arancioni, ha detto appunto “sì” .

Qualche settimana dopo, poche ore prima della presentazione, ha conosciuto l’autore, Antonello, che è un uomo alto alto alto e parla e racconta come se si muovesse dentro un mondo labirintico tutto da esplorare con pudore e gentilezza. E quando ha salutato Tizianeda, che è piccola come una Hobbit, si è dovuto piegare facendosi per un attimo anche lui piccolo piccolo.

Poi nel pomeriggio, in un café, tra tavolini, sedie, rumori di tazze e piattini, bicchieri e risate, ha chiacchierato con lo scrittore alto alto parlando del suo libro e delle mille storie che lì dentro si trovano. E hanno parlato anche dei Pink Floyd, ché il libro, non a caso, si intitola “La favola di Syd”, proprio quel Syd, il genio. E Tizianeda prima ha dovuto studiare un bel po’, perché delle storie dietro tutta quella musica sapeva ben poco. E per settimane ha perseguitato lo Sposo errante, che le ha raccontato, le ha fatto ascoltare i pezzi di Syd Barret e vedere video su youtube.
E lì, nel café, quella sera, c’era tanta gente che Tizianeda ha osservato con immensa gratitudine. Perché lei pensa che non sia così scontato che un venerdì pomeriggio, si decida di vestirsi, uscire, guidare la macchina, affrontare il traffico, cercare un parcheggio e sedersi pazientemente per ascoltare. E invece è stato così e c’erano anche amici e il cuore le si è alleggerito battendole allegro nel petto.

E ora che questa avventure è finita, che ha vissuto grazie alla Donna con il Capelli Arancioni che in un pomeriggio d’inverno ha deciso di fidarsi di lei, affidandole un libro bello da raccontare. Ora che l’autore alto alto è ritornato nella sua città altra, lasciandole storie in più, quelle dentro il libro e quelle fuori, ecco ora si ricomincia con altre storie, pronte per essere accolte, sempre, con le braccia aperte.

Un saluto allegro a tutti voi e se siete arrivati a leggere fino a qui grazie e grazie.

Tizianeda