Posts Tagged ‘sonno’

Sonno

Tizianeda ha sonno. Un sonno che il letto e il cuscino le sembrano i suoi più intimi amici del cuore. Un sonno che vorrebbe dormire per ore e ore come quella gran fortunata nullafacente della Bella Addormentata. Un sonno che la mattina si sveglia che ha sonno e la sera dice : “scusate ho tanto sonno vado”.
La mamma vecchietta le ricorda che fa troppe cose, lo sposo le suggerisce di assecondare le richieste del suo corpo e di dormire, ignorando le conseguenze devastanti e l’effetto caos di una scelta del genere sulla famigliola. Lei è certa che se si dovesse assecondare si sveglierebbe nel 3014 e poi per lo shock si riaddormenterebbe. I minori le rispondono che anche loro hanno sonno e che non si sentono di fare niente, neanche di andare a scuola. Le amiche di farsi ogni controllo clinico, nel frattempo diagnosticandole possibili morbi. Tutti, per fortuna, risolvibili. In alternativa la esortano a rinchiudersi per un tempo indeterminato in un centro benessere con loro.
Tizianeda pensa che in questi mesi le è sembrato di aver vissuto anni e che non si è mai riposata e che hanno ragione un po’ tutti (tranne i due minori). Ma per ora non può fermarsi, anche perché un’altra avventura sorprendente sta per iniziare. Nel frattempo cerca di andare presto a letto la sera, bere acqua e limone la mattina, mangiare frutta e le bacche di goji che non hanno alcun sapore e si attaccano ai denti, ma pare facciano bene all’esistenza e la mattina, per 40 minuti, passeggia davanti al mare che le pacifica i pensieri. Si dedica anche a ludiche attività anti stress, ogni volta che le condizioni spazio temporali dei 90 mq lo consentono. Quindi ora, non le resta che aspettare che questo stato di letargia passi e magari, nel frattempo, dormirci sopra.

Un saluto allegro a voi belli. E dedicatevi ad attività anti-stress molto ludiche per tutta la settimana.

Tizianeda

Finiti da un pezzo

“Tizianeda, la partenza è a mezzanotte”
“A mezzanotte?! Santo cielo! Ma perché … non ho più l’età per uscire a mezzanotte. Gli anni ’90 mi sono finiti da un pezzo”
“Dicono che è un orario strategico, così a Torino arrivano per l’ora di cena”
“Fantastico, che fortuna, viva le strategie!”
E’ tempo di viaggi di istruzione, i ragazzi partono per località Italiane o estere. Salgono su pullman, treni o aerei. Arrivano nelle città di destinazione per assorbirne le bellezze, l’arte, la cultura. Almeno lo crede e spera un certo ottimismo irrazionale.
Quanto ai genitori l’ingrato compito di riempirli di raccomandazioni, mentre ai ragazzini l’ingrato compito di annuire tele trasportando altrove la mente, ché certe strategie di sopravvivenza sono innate negli adolescenti.
Così Tizianeda tutta assonnata è uscita da casa con la tredicenne, perché lo Sposo errante con le sue levatacce ha il privilegio di essere risparmiato da certi deliri e spostamenti dei minori : “no no tu dormi, vado io …” “ok bella, grazie allora vado al letto…” “sì, vai tranquillo, ci tengo, non è un problema in fondo è divertente e vintage uscire a quest’ora (sigh!)”
Poi è arrivata nel luogo designato, per il grande incontro. Con ragazzini di terza media in preda all’iper-eccitazione e al desiderio di partire al più presto, con gli insegnanti coraggiosi e sprezzanti del pericolo e con gli altri genitori, per lo più stanchi, per lo più preoccupati, per lo più perplessi, per lo più nostalgici. Fino alla partenza dei pullman, ai saluti con le mani in aria, ai ragazzini girati verso i finestrini. Sorridenti, distratti e con il desiderio di lontananza.
Quanto al rientro è andata molto ma molto meglio, essendo gli adolescenti riapprodati nella città sbilenca in un orario più vicino all’alba che alla notte fonda. Nello slargo illuminato dai lampioni, c’erano gli stessi volti della partenza, in un clima surreale sempre assonnato e sempre perplesso.
Poi sono arrivati, sono scesi dai pullman, hanno risvegliato le strade vuote, hanno recuperato le rispettive valigie e i genitori i rispettivi figli. Erano le tre e mezzo del mattino.
La mente e il corpo di Tizianeda ancora non si sono ripresi.
Del resto gli anni ’90 le sono finiti da un pezzo.

Buon fine settimana a tutti voi. E vedete di recuperare ogni tipo di fatica. Io dormo (forse).

Tizianeda

Tante cose

Tranquilli Tizianeda c’è e vi pensa, anche quando non scrive nulla o qui arriva in ritardo, ché ormai il blog è la sua ossessione amorosa. Questi sono giorni densi come la melassa, la crema pasticcera, i fanghi guam. Giorni in cui sta lavorando una cifra nello studio di avvocata, in cui ha acquisito nozioni varie di storia, geografia, antologia, scienze, geometria e matematica (queste ultime senza capirci granché), coprendo un arco culturale dalla quarta elementare alla terza media. Giorni in cui le sono state regalate storie femmine, così senza un motivo preciso, per una generosità al racconto che appartiene al genere. Storie che l’hanno divertita, stupita, commossa. Storie di leggerezza, apertura mentale, tenerezza, sfrontatezza, alcune dolorose. Storie zeppe di forza liberatoria, per chi le ha raccontate e per chi le ha ricevute.
Ha anche ascritto, in questi giorni, un articolo per Zoomsud, la rivista on line con la quale collabora. Lì c’è una storia, anche questa regalatole da una donna. E scriverla non è stato facile. E se vi va di leggerla la troverete  qui:http://www.zoomsud.it/index.php/cronaca/74047-reggio-hospice-con-le-stelle-fin-sulla-soglia-del-buio-calabro.html.
Sono anche giorni in cui si sveglia molto prima dell’alba, quando ancora non è chiaro fuori e la notte sembra resistere. E se non è il suo bioritmo scombinato a farlo, ci pensano i minori, con qualche pretesto onirico. Come l’ottenne che ride e chiacchiera tra cuscini e lenzuola, come fosse comodamente seduto al tavolino di un bar, con il sole sulla testa.
Oggi invece, alle ore 18,00, sarà a Melito P.S., vicino la sua città sbilenca, presso il “Circolo Culturale Meli”, a presentare, come ha fatto qualche settimana fa a Catania al “Buk – Festival della piccola e media editoria”, un libro, che parla di poesia araba in Sicilia in un tempo lontano lontano. Se vi va di saperne di più potete leggere qui: http://www.circolomeli.it/poesia-e-cultura-araba-nella-sicilia-medievale/.
Poi nel fine settimana spera di fermarsi un po’ e abbandonarsi al sonno compulsivo. Bio-ritmi dissociati e minori chiacchieroni permettendo.
Un saluto allegro a tutti voi.

Tizianeda

Narcolessia

“Guarda, già è a letto…”
“Schh ottenne, non vedi che dorme…”
“Mamma dormi, sei viva?”
“Sì è viva, respira, se metti il dito sotto le sue narici lo senti pure tu”
“Ha il libro aperto sulla pancia”
“Ora glielo poso…ma che fai ottenne non prendermi il posto mi sono messa prima io vicino a lei”
“No, voglio stare io spostati…uffa…”
“Bambini cosa combinate…”
“Mamma pensavamo che eri morta”
“No ottenne, me ne guardo bene, sono solo stanca…”
“Ti ho posato il libro ti sei addormentata mentre leggevi, mamma. Non ti preoccupare non ti ho perso il segno…ti abbiamo dato tanti baci e carezze…”
“Grazie dodicenne, ora però andate a dormire anche voi nei vostri letti, fate i bravi, chè mamma ha sonno”
“Non vieni anche tu con noi?”
“No, stasera no, ottenne”
“Mamma non ti preoccupare, ci penso io a lui. Vieni, andiamo a dormire…”
“Grazie amore mio. Datemi un bacio”
“Buonanotte mamma”
“Buonanotte belli miei”.

A volte succede, che Tizianeda abbia attacchi improvvisi di narcolessia. Approfitta della presenza più o meno attenta dello Sposo errante nei 90 mq, confida nella buona sorte, e in gran segreto dopo cena, si rintana nel suo letto, in orari da prima infanzia. Come ieri sera, che dentro gli intrecci caraibici di amori e colera, si è addormentata, abbandonando sulla sua pancia i desideri romantici e malinconici di Florentino Ariza. Poi dal piacevole e rilassante stato di primo sonno, le sono giunte le voci della dodicenne e dell’ottenne. I due hanno accertato, con metodi scientifici inconfutabili, che la loro mamma respirava, le hanno dato baci e carezze come si fa con i bambini inermi, si sono spintonati nel letto accanto al corpo di Tizianeda incapace di reagire, e poi muovendosi a compassione dinanzi alla derelitta che gli stava davanti, dopo aver riempito le sue guance del loro amore umido, come due adulti responsabili sono andati nella loro stanza per dormire, camminando placidi mano nella mano.

Tizianeda