Posts Tagged ‘anniversario’

Otto

Ciao Blog, che oggi sono otto, otto anni che stiamo insieme. Otto che è il numero perfetto in questo tempo così palindromo. Che è uno sforzo di sguardo in più e altrove, verso un infinito che i giorni richiamano. Otto a ricordarmi che si può fare, che si può deviare dalle strade sicure, sapendo che c’è anche pazzia e disperazione nelle scelte di tragitti sconosciuti, come una voce irresistibile. E forse lo era un po’ disperato, anche il Dio in cui non credo,  per volerci così presenti e impacciati nella vita, per crearci, pur così deformi e orribili a tratti. Ma non deviamo Blog, che su certi terreni, di questi tempi arrabbiati è bene non sostare. Oggi è giorno di festa. È la festa dell’osare, ché senza di te molto meno sarebbe accaduto. Meno storie, meno ricordi da conservare, meno incontri, meno stupore e sguardi, e sempre meno, meno porte da aprire e stanze in cui sostare, meno scrittura da sperimentare. Rinchiusa a domandarmi cosa mi mancasse. E nella vita a furia di chiedersi cosa, finisce che ti perdi il molto che potrebbe accadere. E scusa se c’è stato un tempo che avrei voluto smettere con te, come si fa con un amante che ti ha deluso,  ché mi sembravi non più vero, non più me. Era il tempo della scoperta di altre identità, meno morbide meno rassicuranti, e di nuove parole. Poi mi sono arresa alla consapevolezza che in ognuno c’è un condominio e amen. Ed è come dare un party, con quelli che bevono e quelli che invece prendono il succo d’arancia perchè poi devono guidare per riportare tutti a casa sani e salvi. E tra levate di cuore e anima, tra il precipizio e l’ostinazione di un passo davanti all’altro, nel tentativo a volte maldestro e inutile di trovare un ordine nel casino cosmico delle cose, volevo dirti che non smetterò di raccontare la meraviglia che mi cade addosso. Resta sobrio, però, ché poi dopo il party, sarai tu a dover guidare per riportarmi a casa.

Auguri Blog e auguri a me e alla ostinazione e alle passioni che si nutrono di ossessioni e che ci fanno dire fare e baciare e abbracciare (gli ultimi due spero presto prestissimo).

Tizianeda

Ogni rovescio ha la sua medaglia

“Ogni rovescio ha la sua medaglia”, così ha scritto un giorno quella meraviglia piena di parole di Marcello Marchesi. Era il periodo in cui con la famigliola ci scervellavamo per trovare il nome del blog. Correva l’anno 2012. Poi la folgorazione. Quale modo migliore per raccontare la terra capovolta partendo da un nome che evoca possibilità. Il 12 maggio “La medaglia del rovescio” è entrata in punta di piedi nella rete e si è accomodato guardando intorno un universo immenso, fatto di parole, suoni, immagini. Avevo un blog, ero una blogger, raccontavo i fatti miei e di chi aveva la ventura di attraversare la mia vita rendendola unica, almeno per me. Ho chiesto alla Tizianeda che ancora oggi (per fortuna) mi abita – anche se ogni tanto ha rischiato di essere sfrattata da un’inquieta Tiziana, con cui ha ritrovato e con fatica un nuovo legame amoroso – di guardare, osservare, sentire e raccontare. La maggior parte dei blog, dicono, non durano più di un anno. A volte subentra lo scoraggiamento, l’incostanza, il disamore. Se mai dovesse succedermi, so che sentirei un certo dolore, una sensazione di perdita. Perché per questo blog che il 12 maggio compie 4 anni, io sento un affetto profondo che mi scalda. Perché le parole si possono amare, perché in quelle parole ci sono pezzi di vita e di vite, le parole sono cuori che battono. C’è la famigliola che mi sorregge come un’amaca gentile, non sempre facile da gestire, ma da cui non posso prescindere. Ci sono i 90 mq e il mondo fuori i 90 mq. C’è il tempo che scorre e va via e quello placido dei ricordi che a tratti si ferma e sosta. Ci sono il luoghi del mio sud suddissimo e i luoghi altri che meritano di essere raccontati. Ci sono i volti e i passaggi di chi ha un peso e una consistenza nella mia vita. Ci sono pensieri che mi fanno accartocciare su me stessa.C’è la leggerezza innata, che mi rende una persona migliore. Il linguaggio è cambiato in questi anni, perché parti di me sono cambiate. E le parole assomigliano a chi le scrive. C’è la scelta di raccontare alcune cose e altre invece di tacerle. Non si può mica dire tutto tutto di sé in un blog. Ci sono pezzi di noi che custodiamo sempre da qualche parte, ma quanto nel blog è scritto è sempre vero e sincero. In un blog si può tacere, filtrare, non dire, scegliere cosa di sé mostrare, ma mai mentire. C’è Tiziana a volte, o forse sempre di più, ma è Tizianeda a condurla per mano dentro le pagine. Non so cosa sarei diventata senza questo blog. Forse un po’ più grigia, un po’ rancorosa verso me stessa per le passioni non ascoltate. La Medaglia del Rovescio mi ha regalato il coraggio di dire e di guardarmi dentro, mi ha amplificato lo sguardo che spesso è un privilegio e a volte un peso. E poi ci siete voi che mi leggete. Il blog è niente, niente, senza i passaggi affettuosi di chi decide di renderlo parte delle sue giornate. Ho ricevuto molto di più, in questi quattro anni, di quanto io abbia potuto regalarvi con le mie parole. Questo post è per tutti voi. Questa donna imperfetta che funambola tra parole e amori, ora vi manda tanti baci.

Tizianeda tra i grattacieli di parole è stata disegnata dalla mano di  Domneico Bafometto Loddo

Tizianeda tra i grattacieli di parole è stata disegnata dalla mano di Domneico Bafometto Loddo

Tizianeda

Risvegli creativi e un p.s. per tutti voi

La mattina risvegliare i minori è arduo, specie se i soggetti in questione hanno da sempre l’orologio biologico invertito, ché la sera sono affetti da logorrea compulsiva e la mattina da letargia semi-irreversibile. Così succede nei 90 mq con il novenne. Lo spirito di sopravvivenza ha sviluppato pertanto in Tizianeda metodi di risveglio creativi. Tutti ugualmente inefficaci.
Risveglio poetico:
“Novenne sveglia, su che è tardi … ok se non ti alzi ti declamo le poesie d’amore di Rilke e poi passo a Lorenzo Calogero …ve bene lo hai voluto tu …”
Risveglio del cantautore:
“Novenne sveglia, è tardissimo … ok se non ti alzi ti canto tutto il repertorio delle canzoni d’amore dei cantautori italiani … va bene lo hai voluto tu… inizio con De Andrè e “La canzone dell’amore perduto””
Risveglio ottimista:
“Novenne sveglia è tardissimo … dai fuori il sole splende nel cielo, gli uccellini cinguettano ed è una giornata bellissima, su su ché alla tua età devi essere felice agile e scattante, guarda che bella luce che entra … novenne cosa fai …non coprirti gli occhi con il cuscino …”
Risveglio lumacoso:
“Novenne sveglia è tardissimo … non smetto di sbaciucchiarti finché non mi dai un segno di vita … muovi almeno un piede… bravo ora la mano…”
Risveglio Disperate Housewife:
“Novenne ora basta è la tremilionesima volta che ti chiamo inizio a innervosirmi, è tardissimo …conto fino a tre, se poi non ti alzi ti sequestro tutti i giochi i giocattoli l’orologio i giornalini i libri …1, 2, 2 e ¼, 2 e 2/4 , 2 e ¾ , 2 e ¾ e mezzo …oh bravo ora da seduto devi metterti in piedi ma prima apri gli occhi…”
Risveglio karma contro:
“Novenne cosa fai lì in piedi vicino alla mia faccia…stavo dormendo…”
“Non ho sonno mamma”
“Ma oggi è domenica ed è prestissimo, torna nel tuo letto…”
“Lo sai mamma che la mattina per colpa della scuola ormai mi sveglio a quest’ora…”.

P.S.: Oggi il blog compie tre anni. Un bloghettino come dice qualcuno con affetto nei miei confronti e credo anche nei confronti del blog. Quando ho cliccato per la prima volta per postare, non sapevo se stavo facendo la cosa giusta e se questo gesto piccino piccino, mi avrebbe portato da qualche parte. Oggi posso dire che quel piccolo clic mandato in rete insieme al mio sostenitore nr. 1, ha messo i miei passi su una strada che mi piace ogni giorno di più. Fino alla realizzazione di uno spettacolo tratto dalle parole che galleggiano qui dal 12 maggio di tre anni fa.
Ma il blog è molto di più. E’ un’esperienza umana di sensazioni e sentimenti. Ho conosciuto molti di voi grazie ai racconti intimi di vita minuta. Mi avete tutti arricchita con il vostro affetto. A voi rimando il mio di affetto. E lo mando ai lettori sconosciuti e a chi passando lieve con fugaci messaggi mi regala pezzi della sua vita, superando pudori e barriere.
Un saluto allegrissimo a tutti!
P.p.s.: Se volete sapere di più dello spettacolo che si è tenuto per la prima volta sabato 9 maggio,qua il bellissimo articolo di Antonio, il ferroviere fuggito da Macondo.

Tizianeda

14 gradini

Il primo gradino, un bicchiere di vino di troppo per lei. Poi lui che le parla, attratto dalle gambe nude – “non solo le gambe ti ho guardato” “sicuro?-. Lei con i ricordi annebbiati e vaghi, che si deve fidare delle sue parole. E lei si fida.

Il secondo gradino, un’audacia sfrontata, a planare su un sorriso timido. Quello di lui. Non c’era vino quella sera a confondere la memoria. E lei ricorda. Ricorda un vestito sottile e giovane, ricorda terrazze e musica, ricorda che ballava -“eri smorfiosa come sempre”-. Ricorda il punto esatto del parapetto su cui erano poggiati, e lei flertava incurante, con lui, carino e imbarazzato.

Il terzo gradino, il panico e la voglia di fuggire, di non impegnarsi. E’ lei con le sue inquietudini. Poi un bacio e poi un altro e un altro ancora e poi sposiamoci e poi lui che non ha paura e poi, poi sei sul gradino successivo e a guardare dietro è stato facile, è stato bello.

Il quarto gradino la prima figlia. Che è un delirio, che è una vita nuova, che è reinventarsi tutto, che è tre e non più due. E quell’uno in più è un’operazione che l’aritmetica non c’entra, è un troppo che è lì e non puoi spiegare. Non è matematica, è un gioco di prestigio.

Il quinto gradino il secondo figlio. E’ l’apoteosi, ma è anche famigliola. Un po’ di più, che nei 90 mq ci si stringe tutti un tanto così, per fare spazio.

Il sesto gradino, è una promozione, sono treni sbrindellati e strade malferma. E’ uno sposo che diventa errante e ci si deve organizzare. E’ lei che pensa di non farcela e invece ce la fa. Ce la fa sempre lei, in qualche modo.

E poi ci sono gli altri gradini, il settimo l’ottavo e via più su fino al quattordicesimo. Che ogni gradino è un farcela, è un traguardo è un aggiungere qualche cosa è un superare piccole tempeste, è resistere al vento che improvviso arriva e scompiglia e tu lì a rimettere a posto o a dare un nuovo assetto che combaci con quello che si è, con quello che si diventa. E’ realizzare sogni, è inseguire passioni, è ritornare, è crescere, è cambiare, è aggiungere. E’ non dimenticare la ragazza sfrontata e allegra con un bicchiere di vino di troppo e il ragazzo carino e imbarazzato che non ha avuto paura.

Tizianeda

Descrivi la tua mamma. E un post scriptum speciale.

TESTO DESCRITTIVO
Descrivi la tua mamma.
La mia mamma si chiama T.C., ha quasi 44 anni e fa l’avvocato.
Mia mamma è un po’ bassa e grassoccia .
Mia mamma è molto simpatica ma quando si arrabbia diventa serissima.
L’abbigliamento di mia madre, a casa, non è molto curato, ma quando va alle feste con le sue amiche è molto elegante .
Mia mamma, a me, ispira molta fiducia.
Io voglio tantissimo bene a mia mamma e posso dire che è una mamma fantastica”.

Un ottenne

P.S.: Il 12 maggio, lunedì, saranno due anni che questo sito fluttua in rete. Gli anniversari mi piacciono molto. Perché servono a ricordare, a guardare il percorso tracciato, a sentirsi più coraggiosi e forti e convinti che le scelte fatte – quelle che ti sembra che stai osando, che stai aggiungendo alla tua vita qualcosa di sorprendentemente nuovo, che non sai come andrà a finire – ecco, sono state quelle giuste. Gli anniversari sono anche un’occasione per dire grazie. A chi in questo percorso ha creduto, prima ancora di vederne le tracce. Così, per affetto che sempre mi cade addosso inaspettato, come una fresca pioggia estiva. A chi se ne è innamorato subito e non lo ha lasciato più. A chi si è aggiunto strada facendo, mentre il blog cresceva con me e con i pensieri e la vita. A chi lo ha condiviso con generosità, a chi mi ha dato consigli linguistici o stilistici, a chi mi dice di non smettere mai, a chi è stato occasione e spunto per raccontare storie. A chi mi ha ospitato con il blog nel suo giornale on line e in radio, a chi grazie al blog mi ha dato la gioia di scrivere su un altro giornale on line con il mio nome “vero”, e questa è un’altra storia sorprendente. E io continuo in questo gioco serissimo e trasparente, grazie a voi, che ci siete e che vi sento, come un’emozione forte che non sai bene.
E poi grazie a quei tre, che vagolano nei 90 mq e nei miei pensieri. Chè senza di loro il blog non ci sarebbe.

Un’ultima cosa. Non sono grassoccia come ha scritto l’ottenne nel suo componimento. Ho la taglia 42. Solo che il mio fisico è fermo agli anni ’50.

Un grazie allegro a tutti voi. E auguri a tutte le donne e gli uomini che amano come una mamma.

Tizianeda