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I baci ricevuti nel sonno

Ciao voi due. E’ da un po’ che non vi parlo da qui. Da questo mio cuore matto di mamma, da questa composizione di pezzi presi da mille altrove.

Ciao ragazzina. Che quando ti avvicini a me per farti abbracciare, quando l’adolescenza che è distanze ci dà un po’ di tregua, mi avvolgi tutta con quel corpo tuo morbido e bello, e io mi vedo piccola e scompaio e mi fondo e mi immergo con te nel liquido amniotico che ci ha generato. Lo so a volte mi faccio pretesa di mille fare. Studia, obbedisci, lavati, vestiti, sbrigati, chiudi il cellulare, apri i libri, non ti distrarre mentre studi, non mangiare porcherie, vai a letto, lavati i denti, pettinati, il deodorante, non rispondere, rispondi per favore, quelle scarpe no, apparecchia, sistema i tuoi vestiti nell’armadio, non essere superficiale e cose così. E più spesso forse dovrei dirti semplicemente, ti voglio bene e mi piaci un casino. Più spesso dovrei lasciarti essere, piuttosto che chiederti di fare.

Ciao ragazzino, che hai quasi dieci anni. Tu che tieni stretta la tua infanzia per non disperderla nel mondo degli adulti e io so che devo aiutarti invece a lasciarla andare. E’ difficile con te che mi assomigli tanto e ti porti addosso tutta la tenerezza spiazzante degli uomini. E devo trovare la misura giusta tra gli abbracci e le distanze che ti fanno respirare e allargare i polmoni. L’indipendenza nasce dai gesti fatti in solitudine, come un primo volo. Muoversi nello spazio è importante come la conoscenza delle parole. E’ a te, che chiedo sempre più di fare. Perché ogni gesto imparato prende la misura delle nostre possibilità, facendoci diventare grandi.

Ecco è tutto, miei tutti belli, almeno per ora. Portate dentro di voi la memoria dei baci ricevuti nel sonno. Quelli sono i più teneri e preziosi.

Tizianeda

Un bacio

Lui, l’ottenne, alla bambina M. – quella che con le ciglia lunghe lunghe che sembrano truccate, e che con un modo lieve di sorridere e muoversi ha conquistato il suo sguardo meravigliato – regalerà un lecca lecca a forma di cuore. Alle sue amiche scriverà una lettera, una per ciascuna, così come al suo amico G.

Lei, la quasi dodicenne, mostrerà tranquilla noncuranza, come se certe stupiderie leziose non la riguardassero. Come se l’esplosione della pre-adolescenza con i suoi effetti collaterali le conferissero una forza indifferente, una barriera magnetica, una strafottenza rassicurante. Come se, appunto.

Lo Sposo Errante, terrà tra le braccia il suo fidanzato basso elettrico supersonico, guarderà estasiato il complesso albero genealogico che ha ricostruito con cura e amore, ascolterà su vinile Joni Mitchel e altre meraviglie musicali, con cui in questi anni ha cercato di educare le orecchie analfabete e grezze dei tre quarti della famigliola. Dirà qualcosa di carino a Tizianeda, che forse lei dissacrerà perché in certi momenti le scatta in automatico, come l’ora legale, la cretineria adolescenziale. O forse no, lei non dirà nulla e sorriderà felice, perché quest’anno si sente più ispirata, romantica, fragile, forte, accogliente, divertita e cresciuta, libera e liberata e non avrà bisogno di scudi protettivi della sua vulnerabilità.

E Tizianeda, insomma io, che mi sento così, quest’anno, manderò baci e pensieri alle persone che – ognuno con il suo modo speciale di stare ed essere – hanno riempito di bellezza e gratitudine la mia vita. E continuerò a farlo anche quando il giorno di San Valentino sarà stato soppiantato dai minuti le ore e i giorni che seguiranno. Perché è bello trovare nelle persone che ami un motivo in più per proseguire.

Un bel bacio a tutti voi.

Tizianeda

Come nei film

“Settenne che ti prende. Perchè ti contorci e ridi in quel modo lì”
“Mamma non ci posso credere, è successa una cosa incredibile”
“…”
“Ho visto due seduti sull’autobus che si baciavano, ma non in modo normale…si baciavano come nei film in quel modo sdolcinato”
“Perché scusa, come sarebbe il bacio normale?”
“Quello dura un secondo, invece nei film almeno cinque minuti ”
“Ma guarda che gli adulti a volte si baciano un po’ come nei film”
“No mamma quelli erano esagerati. Proprio impressionanti guarda non si staccavano mai …facevano così…”
“Va be’, ho capito settenne, sei stato molto chiaro”.
Tizianeda travolta dall’eloquenza verbale e fisica del settenne, ha preferito lasciar perdere.
Ma poiché dovrà essere preparata, quando il prossimo bacio cinematografico si mostrerà ai minori in tutto il suo lumacoso fulgore, si è prospettata una serie di possibili comportamenti da tenere: 1. cambiare canale, usando le mirabolanti doti di prontezza di riflessi, tipica del genitore imbarazzato 2. intavolare una conversazione seria, chiedendo loro cosa pensano della critica della ragion pura di Kant o della rivoluzione francese. I due i chiederanno se gli alieni hanno lobotomizzato la loro mamma, ma almeno si perderanno la scena del bacio 3. Mostrarsi rilassata deglutendo in silenzio, fingendo di essere una svedese progressista e non una povera bacchettona.
Insomma. Vi farò sapere.

Tizianeda