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La raccolta fondi, la Donna Dolce e il Signor Maschione Alfa

Sabato, ore 15,00 circa, Tizianeda e la tredicenne insieme. In una piazzetta della via principale della città sbilenca, un piccolo chiosco. Alcune donne raccolgono fondi per un’opera benefica.
“Signora, scusi, vuole dare il suo contributo per il nostro progetto?”
“Ehm…cos’è? State costruendo un palazzo…ah…ok…ecco. Metto in questo salvadanaio? Posso sapere qualcosa in più. Anche chi c’è dietro questa opera e la vostra comunità’”
“Certo. Il fondatore della nostra comunità è Tizio Caio (nome fittizio), l’opera è continuata da Tal dei Tali (altro nome fittizio)”
“Signora che Raccoglie Fondi, lei ha un viso così bello e pulito e sereno …ma, ecco, ora le devo chiedere una cosa che non ho mai fatto in vita mia … le devo richiedere indietro i soldi. Non riesco proprio a dare a Tal dei Tali il mio contributo economico, per quanto piccolo. Ecco vede, ho una visione del mondo e della vita opposta a quella della vostra guida spirituale. Tal dei Tali fa dei discorsi terribilmente omofobi e osteggia tutto quello per cui mi batto e non mi piace proprio. Le ripeto mi spiace per lei che ha un viso e dei modi così dolci…ma di questo signore…ecco, non mi fido, mi spiace”
“Non ci sono problemi signora, glieli restituisco, ma vorrei spiegarle che…”
Così Tizianeda e la Signora Dolce che Raccoglie Fondi hanno iniziato a parlare, con calma, ognuna a spiegare i propri punti di vista. Hanno parlato di famiglia, matrimonio, figli, diritti, rivendicazioni, omofobia e tutte quelle cose per cui Tizianeda si batte perché ci crede. Poi, mentre le due donne parlavano e si confrontavano, all’improvviso è intervenuto un signore, seduto su una panchina vicina, anche lui parte dell’entourage raccolta fondi. Il signore fino a quel momento silenzioso e stravaccato sul sedile, si è risvegliato dal torpore pomeridiano e ha tenuto una lectio magistralis da maschione alfa. Ha parlato di famiglia naturale, di ciò che è normale e ciò che invece non lo è. Che il fine dell’essere umano è la procreazione, che lui non ha nulla contro i gay ma, però e che se ne stiano a casa e tutte quelle amenità che ormai Tizianeda ha sentito più volte raccontare, come un disco rotto e bloccato sempre allo stesso punto. Da par suo, Tizianeda sa che smontare da un punto di vista anche solamente logico il pensiero espresso dal Signor Maschione Alfa è gioco da ragazzi, ma sa che le probabilità di convincerlo, sono pari a quelle che lei cresca all’improvviso di 20 cm. Così dopo aver parlato, ha augurato a lui di far l’amore con sua moglie solo per procreare, di avere centinaia di figli, ma soprattutto che nessuno di loro sia omosessuale (statisticamente difficile). Per il figlio ovviamente e non certo per i possibili turbamenti del Signor Maschione Alfa. Poi ha salutato la Signora Dolce che Raccoglie Fondi, si sono strette le mani e ognuna è ritornata alle proprie vite e ai propri percorsi.
“Tredicenne cosa c’è? Non hai detto una parola per tutto il tempo…cosa fai piangi?”
“Mamma non posso credere che quel signore abbia detto quelle cose terribili, ho una tale rabbia …”
“Amore mio, per questo mamma si batte tanto. E nessuna rabbia ché non serve a nulla. Le parole e la gentilezza arrivano ovunque invece. Hai visto  come è stato bello confrontarsi con la donna, anche se abbiamo posizioni differenti? Quanto al Signor Maschione Alfa non possiamo far nulla, è proprio irrecuperabile, speriamo bene…dai torniamo a casa, il mondo cambierà tesoro, lo sta già facendo”.

Tizianeda

Con i fiori tra i capelli

“Ciao mamma vecchietta, lì al mare dove tu e papà siete fuggiti tutto bene?”
“Sì Tizianeda, ma sabato vieni trovarci?”
“No, sabato vado al Gay Pride”
“Dove vai?”
“Al Gay Pride. La manifestazione di rivendicazione dei diritti dei gay e del diritto alla felicità e…”
“Non ho capito Tizianeda, ma non importa…”
“Ok mamma vecchietta un bacio”
“Ciao Tizianeda”.

Tizianeda sabato 19 luglio, parteciperà al Gay Pride, la manifestazione/passeggiata che per la prima volta si terrà nella sua città sbilenca del sud suddissimo. Lo farà con l’allegria che le riempirà il respiro e i battiti, lo farà per sé, per i suoi figli e per tutte le persone che ama. Lo farà perché sente l’urgenza di consegnare a chi verrà dopo di lei, un luogo dove abitare che sia meno ottuso e spaventato. Ma soprattutto lo farà con i fiori tra i capelli.
Poi alla sua mamma vecchietta racconterà tutto.

p.s.: sempre sabato, ma la mattina alle 9.30 circa, Tizianeda torna in radio. Se volete sapere perché, collegatevi sulle frequenze di Radio Antenna Febea (FM 100.3, 100.6 e 107.0).

Un saluto allegro a tutti voi!

Tizianeda

Esserci

 

E’ arrivata in tempo, appena in tempo con   passo veloce, di chi è abituata a corse funamboliche come le donne, come le mamme come chi lavora, come chi crede che a quella festa lì per strada non puoi mica non esserci. Chè non si può dire di credere in qualcosa e di crederci proprio tanto se poi non partecipi, se non porti la tua anima e il tuo corpo, se manca il tuo  sorriso e la tua forza. Non poteva non esserci lei,  che quando vede quei film di diritti negati di libertà soffocate di discriminazioni e prepotenze,  si commuove e indigna, come se quelle cose brutte le si insinuassero dentro. Che guarda quei film e spera che i malvagi perdano e male, e poi  impreca ad alta voce e gesticola,  disturbando la visione di chi le sta accanto (solitamente lo Sposo Errante  sostenitore  semi rassegnato del silenzio tombale durante la visione casalinga). Non poteva non esserci lei, con quei ragazzi e ragazze coraggiosi, che nella sua  piccola città sbilenca, si sono radunati sulla via principale, proprio  sulle scale del Teatro che guarda le stanze dei potenti nel palazzo di fronte. Lei che è arrivata e lì ha incontrato le facce di chi c’è sempre, ha visto qualche mamma vicina ai propri figli, ha visto  Eleonora l’amica con gli occhi da aliena e i capelli colore della terra, ha visto bambini e facce sorridenti.  E poi ha incontrato loro i ragazzi e le ragazze  che volevano  raccontare con un gesto lieve e delicato la normalità dell’amore. Raccontarla ai riottosi, a chi ha   paura, perché da sempre gli è stato insegnato altro, alle persone che non si sono mai soffermate pensando “tanto a me che importa”. Ha incontrato i ragazzi e le ragazze che su quelle scale si sono baciati per dire che l’amore è amore e basta.  Si sono baciati per dire che se un diritto viene violato o non riconosciuto tutti finiamo per implodere. Si sono baciati per chiedere di non avere paura, chè si ha paura di quello che non si vede e non si conosce. Si sono baciati per dire che l’omosessualità non è una malattia, si sono baciati perché sanno che la lotta per i propri diritti vuole gesti, coraggio, visibilità e un po’ di sfrontatezza. Si sono baciati perché vogliono poterlo continuare a fare ma non sulle scale del Teatro Comunale. Si sono baciati  perché l’omofobia quella sì,  è spaventosa come una malattia mortale.

 

Tizianeda