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Auguri mia ragazza

Ridi spesso, ti tocchi i capelli, vesti di nero, a volte ti concedi un colore, hai un odore inconfondibile, sei spiritosa e sarcastica. Sei bella e non lo sai. Osservi il mondo senza fartelo sfuggire troppo. Hai morbidezze e un sorriso lieve. I tuoi occhi di quel colore che non ha nome, che sono mare e cielo e nuvole e acciaio, a volte hanno nel fondo la tristezza, o forse è la malinconia delle donne che ci avvolge così all’improvviso. Sei un mondo che scruto, sapendo di non poterlo conoscere fino in fondo. Ti fai abbracciare e io mi perdo perché sei più possente di me e mi piace in quegli attimi clementi sentirmi madre e figlia. Devo stare attenta a distribuire equamente baci e abbracci tra te e tuo fratello. E aspetti e osservi per evidenziare le dimenticanze. Sei acuta e non dici. Sogni di prendere un giorno una valigia e partire per luoghi lontani. Perché tu sei indipendente e solitaria. Tu che oggi hai quattordici anni, mia tutta bella, mia ragazza, mia non più ragazzina. Non sempre so come starti vicina in questa tua terra di mezzo. L’adolescenza è il luogo delle possibilità, dei sogni e delle scelte. E’ il luogo in cui tutto è assoluto, in cui tutto è qui e ora. Non ci sono grigi, non ci sono sfumature, si è inclementi e puri, perché la purezza è estrema, come i vostri umori oscillanti e repentini. Sei una terra affascinante che si forma e si sposta e vibra, si innalza, si espande, muta ogni secondo impercettibilmente. Sei donna, amore mio, ogni giorno di più. Sei donna quando abbracci dentro quel movimento che riconosco, quando ridi, quando mostri l’amore per tuo padre, quando proteggi tuo fratello, quando ti scontri con me, quando ci cerchiamo sapendo di essere entrambe parte di un universo circolare e ciclico e intimo, sapendo di essere fatte della stessa essenza.

Auguri mia ragazza, mia bella, auguri unica A.

Tizianeda

Con tutte le donne, ma anche con gli uomini

“Buongiorno, che ne dici di autocelebrarci in quanto “Wonder-women” con una cena a casa mia per l’8 marzo? Ovviamente compresi i mariti e la prole!”.
L’amica di Tizianeda, A., con un vintage sms, ha invitato lei con annessa famigliola nella sua casa che ha una parete fighissima color rosso pompeiano, la possibilità di vedere il mare lontano e la fila di monti bitorzoluti da una posizione privilegiata, e i profumi accoglienti e materni di una giornata passata a cucinare per gli ospiti.
Ovviamente Tizianeda, ha detto sì. E avrebbe dato il suo pieno assenso anche se l’invito fosse stato per Il Giorno della Liberazione, per La Festa della Repubblica, La Festa del Lavoro, Ognissanti, l’Epifania, Santo Stefano, La Giornata Nazionale del Sollievo, l’OKtoberfest, La Festa della Primavera.
Nella casa accogliente dell’amica A., con la sua voce calma e la risata che ti avvolge, per autocelebrarsi ci saranno anche l’amica tutta ma proprio tutta bella MGL e l’amica M. che abbraccia con gli occhi e che maneggia motori e motociclette con la naturalezza di una Etoil alla prima della Carmen. Anche loro con prole e mariti.
Sono le amiche di oggi, con cui Tizianeda ha iniziato il viaggio affascinante della conoscenza prima e della calma empatia dopo e a poco a poco, quando i loro figli si sono tutti incontrati nella stessa classe della scuola elementare, sette anni fa. E se l’amicizia è come l’amore in cui bisogna riconoscersi e ritrovarsi e avere la voglia la volontà il desiderio di abitarlo, ecco allora loro sono per Tizianeda la “stanza tutta per sè”, con cui condividere il pentagramma di emozioni, la gioia, l’allegria, i momenti di sconforto femmina, il dolore, la paura e il coraggio. Sisters, mothers e daughters.

Per questo l’8 marzo Tizianeda lo festeggerà con loro. Per sentirsi avvolta e protetta quel giorno, al sicuro.
E stando nelle loro stanze, tra i loro sorrisi placidi, l’8 marzo, dentro di sè lo festeggerà con tutte le donne. Lo festeggerà con la zia Dada, la sua sister di sangue, la prima da sempre. Con la dodicenne, già orgogliosamente femmina. Lo festeggerà con tutte le donne che conosce e che ama e con cui c’è affinità elettiva, anche con le donne con cui si frequenta poco o con cui comunica tramite la rete. Quelle che l’hanno aiutata a capire guardandosi in profondità. Con le sue nonne, le femmine della sua stirpe, le sue prozie di Melicuccà, la mamma vecchietta. Lo festeggerà con le donne che non festeggeranno e con le donne che andranno nei locali affollati, con entusiasmo e leggerezza. Lo festeggerà con le amiche con cui non si frequenta più, perché a volte succede e lo farà per quel tratto di strada prezioso che conserva dentro. Lo festeggerà con le donne che dedicano la loro vita per l’affermazione dei diritti delle donne o per qualsiasi altra causa in cui credono fino al midollo.
E lo festeggerà con gli uomini, i due con cui condivide i 90 mq e la sua vita chè senza di loro si sentirebbe persa e tutti gli altri quelli che hanno attraversato la sua storia e quelli che l’attraversano con la loro forza gentile.

Un saluto femmina a tutti.

Tizianeda

Una donna

Ha i capelli lunghi e biondi, cadono uguali sulle guance e le spalle. Li sposta distrattamente con un gesto veloce della mano, lato destro, lato sinistro e così via, eco di un vezzo antico da ragazza. Ha il sorriso aperto e gli occhi di chi ha il peso di tante vite da gestire, perché tutto fili in qualche modo. Sono occhi che guardano dall’alba. Vorrebbe essere a casa, nel silenzio della notte, i bambini a letto, il respiro lento e caldo, il tavolo in cucina già pronto di tazze per il latte, zucchero e biscotti, mentre la moka sul fornello ti rimanda al profumo del caffè che domani ti consolerà da un risveglio inopportuno.
Ed invece è lì, seduta ad un tavolo con me accanto e tanta gente intorno. Non ci vediamo spesso. Sempre alla festa di compleanno di qualcuno. Anche io sono stanca. Penso al mio letto e alle lenzuola fresche, al momento in cui il corpo si rilassa ed i pensieri lentamente sfumano.
Parliamo e mi racconta quello che già so, perché è una storia che mi ripete quando ci vediamo. Ed io l’ascolto ogni volta come fosse la prima.
“Non mi aiuta in niente. Ho tutto sulle mie spalle, lavoro, figli, scuola, cucina, casa, spesa…. Se gli chiedo il favore di fare una cosa mi dice sempre che è stanco……”
“ E tu non gli parlare più se non ti rispetta, non gli preparare i pasti caldi, non fare l’amore, non gli comprare i suoi cibi preferiti, non lavargli le camicie e se proprio lo devi fare lavale a 100 gradi ed infila un capo rosso fuoco possibilmente suo in lavatrice, così rovini pure quello, tagliati i capelli fatteli folli o sbarazzini, guardati allo specchio e ripeti mille volte che sei magnifica ed importante, accendi ogni tanto la musica a tutto volume ed invece di passare l’aspirapolvere balla e canta a squarciagola. Prendi i tuoi figli ed uscite, camminate piano e ridete insieme….”
Avrei voluto dirle tutto questo, ma no, non l’ho fatto. Per mancanza di coraggio, per il pudore che ti impedisce di invadere con le tue parole le storie altrui. Perché a volte la vita raccontata ha un peso diverso per chi la racconta rispetto a chi invece la riceve. Per il suo sorriso buono, perché lei sa come la penso, perché non ho mai dispensato suo marito dalle mie dispettose battute piene di rivendicazioni femministe.
“Io non credo che se collabora in casa faccia un favore a te, perché in famiglia tutti aiutano tutti , ci si viene incontro, è un rapporto di solidarietà, ognuno dà il proprio contributo”.
Questo soltanto le ho detto.
Così la sera ha proseguito lenta con la nostra voglia di andare via da lì, fino agli auguri al festeggiato ed ai saluti di commiato e poi finalmente casa a farci consolare dal sonno dentro lenzuola fresche e spiegazzate.

Tizianeda