Posts Tagged ‘emozioni’

Senza misura

Maria Teresa ha gli occhi verdi, le gambe lunghe e sottili, le mani che stringono e accarezzano, il sorriso che riconosce. Maria Teresa profuma di menta e limoni, profuma d’estate. La trovo nella casa dei miei genitori, mio padre seduto in poltrona, lei accanto, protesa. Mia madre una gardenia tra le dita. Maria Teresa è luglio, il caldo africano della Jonica, una casa dipinta di bianco e il tetto spiovente arancione, quella dei suoi genitori, la spiaggia che non finisce mai, i giochi di bambina, le passeggiate sul lungomare. Non la vedo da quando avevo dodici, forse tredici anni. E ora è lì nella stanza. Il tempo si annulla. Si alza e mi abbraccia. Semplice. Poi ritorna tra i miei genitori, che invece, in questi ultimi anni, avevano ripreso a vederla d’estate. E’ qui per loro. Stringe e accarezza. E’ un movimento che ha riempito la stanza e noi. Lei dice con la voce che vibra. Noi altri siamo in silenzio. Non serve parlare. Guardiamo e sentiamo lo spazio come in una protezione senza misura, che non so dire. Prima di andare via, esita ancora all’ingresso della casa. L’abbiamo seguita tutti. Mio padre no, lui è rimasto seduto in poltrona. Maria Teresa ci abbraccia ancora, ci riempie, ci dice con le mani. Strizzo gli occhi, catturo l’immagine di questa donna che avvolge. Poi va via. Per le stanze resta il profumo di menta e limoni.

Tizianeda

Se la tristezza mi vuole abitare

Ieri Tizianeda è andata al cinema con i suoi fratelli e la prole. Proiettavano un film animato che si intitola “Inside out”, che parla delle emozioni che tutti noi proviamo. Tra queste la tristezza, che nel mondo magico dei cartoni ha la forma di una ragazzina dall’aria sfigata, introversa, timida e ovviamente te ne innamori subito. Non vi parlerà del film che rivaluta questa emozione qui, in una società in cui tutti ci sforziamo di apparire sempre felici e gaudenti. Così in onore della nerdissima tristezza vi lancio una filastrocca. E chiedo perdono a chi le filastrocche le scrive veramente. Questa è solo un gioco.

Se la tristezza mi vuole abitare
Io sarò qui a lasciarla fare
Ché la tristezza la voglio abbracciare
Per imparare a consolare
Se la ricopro di delicatezza
Lieve sarà, una carezza
Lenta cammina nel mondo che va
Lo riconosce, lo sente, lo sa
E se per strada la gioia lei incontra
La prende per mano, le apre una porta
Così la gioia si porta nel cuore
Quel po’ di tristezza che cambia l’umore
Perché la gioia senza tristezza
Non può provare la tenerezza.

Un saluto allegro a tutti voi. E buon inizio settimana!

Tizianeda

L’amore è all’improvviso

Ma lo sai cosa è successo oggi? No, non lo sai. Tu, sempre altrove e sorridente. Chè poi, quando è successo mi sono ritratta. Il pudore. Quello che si aziona quando il sentire è troppo e ti senti nudo.
E’ che si smuove il mare dentro. A volte. E tu sei stato il vento. L’ho studiato con te il vento, ottenne: soffia inquietudine al mare, lo risveglia, gli cambia la voce e il colore e il sentire e il vedere. E succede che questo vento fortissimo, entra dentro all’improvviso, che mica chiede il permesso. E poi, il mare da qualche parte deve uscire, no? E non c’è pudore e non c’è ritrarsi. Ed è successo domenica pomeriggio, accidenti. Quando ti ho visto con il Kimono bianco che era di tua sorella. Ti guardavo che eri sulla via che si tocca con il mare, quella dove quasi tutte le mattine cammino veloce e sola e libera e felice. Eravamo lì con tuo padre, e c’erano i genitori dei bambini e dei ragazzini che come te frequentano la scuola di Taekwondo, quella che insegna le arti marziali e con loro un bel modo di stare al mondo. Quella che ti piace frequentare perché c’è lo spogliatoio per gli “atleti”, quella che si dovrebbe stare scalzi, ma tu ti ostini a tenere le calze lunghe e colorate. E poi sotto il cielo chiaro e davanti al mare, davanti a tutti noi, davanti ai maestri a un certo punto ti sei dovuto esibire solo, il primo. Le chiamano “Le quattro direzioni”, sono movimenti con le braccia e le gambe che hai eseguito con il tuo sorriso, ad attraversare l’aria. Una poesia lieve e decisa in movimento. Ecco è stato in quel momento lì, che il vento è arrivato. Chè ci sono dei momenti che l’amore arriva forte, attimi che non sai perché. La tempesta che non puoi farci niente. Attimi che il vento entra prepotente.
Come quando il mondo fuori ha la forma di un bambino di otto anni con un Kimono bianco addosso che ti sorride mentre solo fa segni nell’aria. Perché l’amore è così. L’amore è all’improvviso.

Tizianeda

Farfalle

La famigliola è andata in un posto bello bellissimo, vicino alla città sbilenca. Ad accoglierli il viola fitto e arruffato dei fiori di cardo, rivolti, come occhi stupiti e increduli, verso il mare che è lontano e giù giù, anche se sembra caderti addosso. Ma non lo fa. E finisce che osservi la bellezza polposa del tuo sud suddissimo dentro un pomeriggio ventoso e assolato. La osservi silenzioso e sorridente, chè la bellezza fa questo effetto, ti rende muto e felice.
Poi la famigliola è entrata dentro una struttura poggiata su questa collina colorata che sembra una fortezza, ma più aperta e accogliente o sembra un castello ma più morbido e meno austero. E tra mura e acqua e cielo e sentieri e distese d’erba e papaveri e cardi e mare, in quest’isola sospesa tra le nuvole e il vento, la famigliola ha camminato.
Così è entrata dentro una stanza, che c’erano fiori, piante, suono di acqua che scorre e di foresta. E dentro la stanza c’era la poesia che volteggiava sulle teste, colorata e lieve, ignara dello stupore gioioso che la osservava dal pavimento. Decine di farfalle tropicali che si appoggiavano fiduciose sui vestiti e le dita delle mani, chè l’ottenne non voleva più andare via rapito da tanta grazia delicata e che ha preferito alla successiva visione di insetti dalle forme incredibili a dai poteri mimetici fantascientifici. E agli scarafaggi puzzolenti del Madacascar che se si arrabbiano fanno “pfu pfu”, suscitando l’entusiasmo ilare della dodicenne. Tutti insetti curati e amati dai due appassionati entomologi che ci hanno spiegato un po’, questo mondo misterioso.
Nell’isola sospesa tra cielo e vento, che si chiama Ecolandia, dentro le mura, c’è anche una mostra fotografica, che Tizianeda era già andata a vedere qualche giorno prima, ma voleva tornarci. Raffigurati bambini con gli occhi a mandorla, dai sorrisi innocenti e la bellezza disarmante, catturati dallo sguardo di fotografi sensibili, che hanno saputo vedere con gli occhi innamorati dei genitori di questi bambini. Delle loro mamme e dei loro papà, che questo amore profondo e coraggioso ce lo hanno restituito con la generosità e la delicatezza che solo chi ama, sa e può. E anche in quel corridoio dove erano esposte le fotografie, Tizianeda ha sentito volteggiare le farfalle, sulla sua testa e nel suo stomaco e nel respiro.

P.s.: Molte fotografie erano accompagnate da frasi significative una di queste è di Charlie Chaplin, la condivido con voi e la leggo pensando a Damiana e Fabio : “E’ buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vivere osando, perché il mondo appartiene a chi osa. La vita è troppo bella per essere insignificante!”.

Un saluto allegro e volteggiante a tutti voi!

Tizianeda