Posts Tagged ‘farfalle’

Noi 4 e le farfalle

Oggi ti ho detto che il post del lunedì forse non lo avrei scritto. Sono sveglia dalle cinque sai, è un po’ che apro gli occhi prima dell’alba e non so perché. Nessun motivo, almeno apparente e questo un po’ mi spaventa, io che devo trovare la spiegazione a tutte le cose, per sistemarmele dentro i pensieri. E insomma mi hai detto che no, il post lo devo scrivere uguale, che lo aspetti. Ma sai, non mi viene nulla da scrivere. Mi appaiono immagini nella testa e niente da dire, se non che oggi sono stata bene con te e con le altre due che insieme ci chiamiamo “Noi 4”. Come “I 4 moschettieri”, come “I Fantastici 4” anche se noi che siamo femmine dovremmo chiamarci “Le Fantastiche 4”, o come “I 4 punti cardinali”, che però dovremmo decidere chi è Nord, chi Sud, chi Est, chi Ovest. Che poi, cosa importa. Noi donne siamo tutti e quattro i punti cardinali, ché dove andiamo, dove il nostro sguardo si posa, diventa quello il nostro posto dove stare, fino a che non sentiamo ancora una volta l’urgenza di rialzarci e cambiare direzione. Divago come sempre. Ecco dicevo che oggi nella casetta montanara, che abbiamo chiacchierato e mangiato e c’erano i figli di tutte noi e anche i mariti, uno a testa, oggi sono stata una meraviglia. Sto sempre una meraviglia con voi. Così diverse che ci siamo notate nella mischia, con calma e pazienza. Da quando i nostri ormai adolescenti dodicenni, hanno iniziato a frequentare la stessa classe elementare. Quattro mocciosi e ora il ragazzo ha una voce che non riconosci più e i piedi lunghi lunghi e le ragazze con quei corpi lievi che fanno prove di femminilità. E hanno tutti lo stesso odore sottotitolato : “in questa casa è passato un adolescente, si prega di arieggiare le stanze”.

E insomma mi è piaciuto quando abbiamo passeggiato e poi ci siamo fatte scattare la foto tutte vicine vicine, con le felci fresche nello sfondo e mi è venuta in mente una fotografia, di quando avevo sette anni e tenevo le mie amiche abbracciate e vicine, proprio come oggi e ho la stessa faccia e lo stesso sorriso felice, anche se con due incisivi superiori in meno. Chè a me piace sapervi presenti – anche se a volte non ci vediamo e sentiamo per un po’ -e cercarvi con urgenza, quando ho bisogno di voci, occhi, sorrisi, mani, abbracci, consolazione femmina .

Oggi, mentre percorrevamo le strade sperdute dell’Aspromonte (ho imboccato con la famigliola, la strada alternativa, quella che a un certo punto vedi la vallata giù e ti sembra che voli), abbiamo visto un campo incolto abitato da centinaia di farfalle. Una roba mai vista, che ho fatto fermare la macchina allo Sposo errante e sono dovuta entrare nel campo per chiamare tutte le farfalle. Si nascondevano nell’erba alta per poi sbucare all’improvviso, come amanti giovani. Sembravano delle ciglia di bambine che sbattono veloci, sembravano dei giochi d’ombra anche se loro erano luminose, sembravano delle risate allegre, sembravano felici e libere, proprio come mi sento io quando sto con voi che sono libera di essere tutto quello che sono e non ho paura di essere interpretata, che vi posso inviare le fotografie mie bruttissime che tanto chi se ne frega.
L’esatto opposto delle farfalle nello stomaco, a pensarci. Quelle fastidiosissime che se ce le hai, ti senti come una tempesta che sta per scoppiare. Con voi invece nessuna tempesta. Ecco, con voi, io mi sento come dentro quel campo incolto, piena di meraviglia e leggerezza e gratitudine.

Tizianeda

Farfalle

La famigliola è andata in un posto bello bellissimo, vicino alla città sbilenca. Ad accoglierli il viola fitto e arruffato dei fiori di cardo, rivolti, come occhi stupiti e increduli, verso il mare che è lontano e giù giù, anche se sembra caderti addosso. Ma non lo fa. E finisce che osservi la bellezza polposa del tuo sud suddissimo dentro un pomeriggio ventoso e assolato. La osservi silenzioso e sorridente, chè la bellezza fa questo effetto, ti rende muto e felice.
Poi la famigliola è entrata dentro una struttura poggiata su questa collina colorata che sembra una fortezza, ma più aperta e accogliente o sembra un castello ma più morbido e meno austero. E tra mura e acqua e cielo e sentieri e distese d’erba e papaveri e cardi e mare, in quest’isola sospesa tra le nuvole e il vento, la famigliola ha camminato.
Così è entrata dentro una stanza, che c’erano fiori, piante, suono di acqua che scorre e di foresta. E dentro la stanza c’era la poesia che volteggiava sulle teste, colorata e lieve, ignara dello stupore gioioso che la osservava dal pavimento. Decine di farfalle tropicali che si appoggiavano fiduciose sui vestiti e le dita delle mani, chè l’ottenne non voleva più andare via rapito da tanta grazia delicata e che ha preferito alla successiva visione di insetti dalle forme incredibili a dai poteri mimetici fantascientifici. E agli scarafaggi puzzolenti del Madacascar che se si arrabbiano fanno “pfu pfu”, suscitando l’entusiasmo ilare della dodicenne. Tutti insetti curati e amati dai due appassionati entomologi che ci hanno spiegato un po’, questo mondo misterioso.
Nell’isola sospesa tra cielo e vento, che si chiama Ecolandia, dentro le mura, c’è anche una mostra fotografica, che Tizianeda era già andata a vedere qualche giorno prima, ma voleva tornarci. Raffigurati bambini con gli occhi a mandorla, dai sorrisi innocenti e la bellezza disarmante, catturati dallo sguardo di fotografi sensibili, che hanno saputo vedere con gli occhi innamorati dei genitori di questi bambini. Delle loro mamme e dei loro papà, che questo amore profondo e coraggioso ce lo hanno restituito con la generosità e la delicatezza che solo chi ama, sa e può. E anche in quel corridoio dove erano esposte le fotografie, Tizianeda ha sentito volteggiare le farfalle, sulla sua testa e nel suo stomaco e nel respiro.

P.s.: Molte fotografie erano accompagnate da frasi significative una di queste è di Charlie Chaplin, la condivido con voi e la leggo pensando a Damiana e Fabio : “E’ buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vivere osando, perché il mondo appartiene a chi osa. La vita è troppo bella per essere insignificante!”.

Un saluto allegro e volteggiante a tutti voi!

Tizianeda