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Baricco, Proust ed il Manuale delle Giovani Marmotte

Come dentro un uovo caldo che ti ovatta. Per novanta minuti ho riavuto i miei venti anni di quando una volta a settimana, nel pieno dei pruriti della giovinezza lo ascoltavo sbavante, come si fa con un guru, un santone o come con chi, attraverso le parole e la capacità di vedere e scomporre, ti incanta. “Non ci sono per nessuno, arrangiatevi per un’ora e mezza, se mi vogliono dite che sono morta”.
Così, mentre i maschi della casa assistevano, comodamente seduti sul divano, alla lieta e rilassante visione di Titanic in 3D, che lì la gente che muore è tantissima, e lo Sposo Errante ormai è un tutt’uno con i film catastrofici – “ho preso due film, Titanic in 3 D e l’ultimo film su Dracula dicono sia un capolavoro” “non ho parole, ed inizio anche a preoccuparmi per te ” – io, Tizianeda, nella penombra di una stanza, scomodamente seduta su una seggiola, seguivo attraverso internet la lezione di Alessandro Baricco sulla scrittura di Proust, notizia carpita da Twitter e da una tipa bella con la frangia, che parla lieve di libri. Così l’ho ascoltato fino in fondo, con una faccia beata da ebete, dentro la mia bolla felice.
“Ti sei scialata?” (che per chi non fosse del sud sud sarebbe : hai provato quell’immenso piacere che coinvolge tutto l’essere tuo dalle radici e ti scombussola le viscere al punto che ti senti un tutt’uno armonico con il creato?) , mi chiedeva lo Sposo Errante, all’esito delle nostre rispettive visioni. “Sì, è stato bellissimo”.
“Mamma ma tu PrOst lo hai finito di leggere?” “Si dice Proust, settenne, e comunque no, non so se riuscirò mai, sono sette volumi” “Oh! Il Manuale delle Giovani Marmotte ha otto volumi!” “Come Proust” “No mamma, Proust ha scritto solo sette libri. Nel Manuale delle Giovani Marmotte i libri sono O-T-T-O non sette , non è la stessa cosa!”.

Tizianeda