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Quattordici

Ciao ragazzo, che mi piace guardarti di nascosto, un passo indietro, quando non sai, ché certi amori vanno annusati così, dentro una tana, dietro una tenda, da sotto un tavolo, dall’alto di un dirupo, dalle viscere e dal cuore, dal principio del ventre. Ciao regalo di carne, amore taciuto dentro l’espandersi del petto, nel mio respiro pieno, quando ti guarda e impallidisce la vita come fiato sul vetro, che sparisco davanti al tuo naso e alle orecchie e agli occhi. Occhi che non so le profondità nascoste e non le oso. Ed ecco che la inscatolo questa commozione così assurda e la vorrei stracciare ma poi lei resta, da qualche parte resta.

Marchio di madre che ha dimenticato il prima, quando il tempo era lento e tu e tua sorella, non eravate misura del passare. Ciao che ho quattordici tacche incise, che sono stipite, muro scarabocchiato, diario segreto, alfabeto decifrato. Ciao ragazzo che a volte arrivi e mi sorridi, così con noncuranza e mi artigli alla vita e si dilata il cuore. Ciao, che mi innamori, da quattordici anni ormai, tu sei qui che mi innamori.

Auguri Domenico. Auguri bel ragazzo.

Tizianeda