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La mamma vecchietta (o nonna sul pianerottolo), Tizianeda e la quindicenne

– Sai Tizianeda, sto invecchiando. Faccio brutte figure con le persone che incontro, perché mi salutano affettuosamente e non le riconosco.
– Ma no, mamma vecchietta. Sei sempre stata così. E anche io ho lo stesso problema. E’ colpa dei geni. Abbiamo quelli rimbambiti.
– Dici?
– Certo. E poi a ottantacinque anni, scusa, che ti importa. Ma lo sai che sei in un’età in cui godi della massima libertà?
– In che senso, Tizianeda?
– Nel senso che puoi fare e dire tutto quello che vuoi, anche le parolacce e mandare a quel paese le genti. Al massimo pensano che sei vecchietta, che hai l’arteriosclerosi e non ti dicono niente.
– Sei proprio pessima, tu…
– Nonna, sei ancora qui?
– Sì nipote.
– Mamma hai notato come la nonna si è ripresa, fino a un mese fa era a letto piena di dolori, poverina.
– E’ vero quindicenne. Mamma ma che sostanze ti ha prescritto il medico, così le prendo anche io…
– Prendo …. e poi … e poi … e poi … e comunque è vero mi sento meglio. Per esempio salgo sulla scala fino in alto e mentre salgo intanto recito l’avemaria.
– Mamma vecchietta, sei matta, è pericoloso! Poi voglio vedere quante avemarie recitiamo noi, se cadi.
– Va bene ho capito me ne vado! E ora tu, nipote, perché ridi?
– Niente nonna, è che sono già quattro volte che dici che vai via e invece sei ancora qui…
– Me ne vado

– Quindicenne?
– Sì mamma?
– Ma la nonna è andata via? Non ho sentito la porta di ingresso aprirsi.
– Neanche io mamma. Vado a vedere…
– Nonna!
– Sì?
– Che fai?
– Guardo tra i libri di tua madre se ce ne è qualcuno che posso prendere per leggerlo.
– Mamma che genere vuoi? Introspezione, cerebrale, erotico,sesso, amore, avventura, minimalista, surrealista, intimista, fantasy, horror …
– Dammi un bel libro d’amore, ché gli ultimi che ho letto erano cupi.
– L’amore al tempo del colera?
– Quello è mio e dovresti restituirmelo.
– Non credo che lo farò, mamma vecchietta. Va bene, prendi questo. E’ leggero e frivolo, così ti diverti e non sali sulla scala.
– Va bene. Ora vado via.
– Ciao nonna, fra un poco vengo da te così studiamo il greco.
– Ciao mamma vecchietta. Poi fammi sapere se ti piace e non sostare sul pianerottolo.
– …

Tizianeda

La movidagiustoognitanto

Il corpo danza e si innamora. La musica avvolge il corpo, entra nei tessuti, supera le resistenze dell’anima, la consistenza densa dei pensieri. Il corpo danza, abbandona il mondo fuori, si trasforma, scioglie il tempo e lo spazio. Racconta parole senza peso. Vibra con millemila battiti del cuore, con il sangue che diventa torrente. Lascia scivolare le energie represse, disegna attimi di felicità su ogni pezzo di pelle, come un tatuaggio totemico.

Tutto questo per dirvi che sabato sera Tizianeda, insieme ad altri entusiasti della movidagiustoognitanto – che è quella di chi ormai non è proprio giovanissimo, ha figli, si deve organizzare e deve interfacciarsi con un fisico con capacità di ripresa un po’ più lenti rispetto a qualche anno fa – ha ballato fino a tardi. C’era anche lo Sposo Errante. Anche lui ha danzato molto più dei suoi tempi standard, che si aggirano a circa 10 minuti totali.
Si è divertita. Tantissimo. Perché ballare, mangiare, bere in compagnia le fa venire la ridarola, come quando era ragazza.
Oggi, invece si è interfacciata con il suo fisico che le ha chiesto cosa diavolo ha combinato per ridurlo così.
Tizianeda, ha omesso qualche dettaglio e gli ha detto di portarle pazienza, che ha riso tanto dentro e fuori ed è stato bello vedere che non era la sola a farlo.

E quindi un buon inizio settimana a tutti voi e ballate con chi vi va. Anche da soli.

Tizianeda

Starsky & Hutch

E’ salita su un treno che dovrebbe andare veloce come una freccia, ma non lo fa. Ha pagato una somma spropositata, perché il biglietto ridotto lo avrebbe dovuto acquistare il giorno prima. Ha un po’ imprecato, ma silenziosamente, non potendo prendersela con il signore dei biglietti dietro lo sportello, che la guardava come una sprovveduta senza possibilità di redenzione.
Si è sistemata nel suo posto e ha acceso il pc, con l’intenzione di approfittare di quel tempo di tranquillità e solitudine per scrivere qualcosa. Ha scritto pochissimo perché si è fatta distrarre dal sud suddissimo che scorreva dall’altra parte del finestrino. Ha lasciato che la incantassero il mare, la luce intorno, le rocce, la Sicilia alla fine di tutto, la vegetazione, la lontananza dell’orizzonte e un vagone vuoto. Poi è arrivata dove doveva arrivare, è scesa dal treno e ha aspettato. Dopo venti minuti sono venuti loro, i suoi colleghi, che per rispetto della privacy chiameremo sobriamente Starsky & Hutch. Uno bruno, riccio, scuro di pelle e con un cappello in testa, l’altro biondo, gli occhi chiari e gli occhiali da sole. Fumavano. Sono giunti su una macchina piccola, bassa, capace di andare velocissimo e con una striscia nera che la attraversava tutta. Tizianeda, che è piccola pure lei, si è seduta sul sedile posteriore, stando comodissima. Ma questo Starsky & Hutch, lo avevano previsto. Poi hanno iniziato a chiacchierare. E Tizianeda, abituata ormai da tempo alla complessità ossimora delle conversazioni femmine, ha provato un piacere leggero nell’interagire con maschi adulti e single, che ha osservato come un fenomeno al quale non è più avvezza. Starsky le ha mostrato la fotografia della nuova versione di un automobile che usavano i nostri padri, esaltandone la bellezza estetico-vintage. Tizianeda l’ha guardata rimanendo indifferente. Hanno parlato di donne e di calcio, i cui dettagli vi verranno risparmiati. Tiziana ha raccontato la sua vita di donna multitasking con figli, e non sa se Starsky & Hutch si sposeranno mai più. Si sono lasciati andare a ragionamenti sulle differenze di genere, hanno usato metafore matematiche, sono giunti alle medesime conclusioni. Gli esperti di genere, più avvezzi ad analisi complesse, forse scuoterebbero la testa inorriditi. O forse no e ne trarrebbero, invece, ispirazione. Ma che importa, loro si sono divertiti. Almeno così è stato per Tizianeda. Poi Starsky & Hutch, giunti nella città di destinazione, hanno acceso il navigatore satellitare, e come due rigorosi asceti dediti alla contemplazione, si sono dimenticati della collega seduta sul sedile posteriore. Tizianeda, in barba a tutti gli stereotipi, ha pensato che se al posto di Starsky & Hutch, ci fossero state Telma e Luise, lei avrebbe continuato a chiacchierare con loro, vista l’attitudine naturale delle donne a svolgere più azioni contemporaneamente. Anche se con Telma e Luise il finale sarebbe stato diverso.

Tizianeda

Conversazioni poetiche

Il luogo in cui avvengono le più importanti conversazioni dei 90 mq: la cucina. I quattro seduti attorno alla tavola imbandita. Ora di cena.

“Per me papà è l’uomo più bello, il numero uno”
“Grazie dodicenne…. dici sul serio?”
“Certo papà”
“Per me invece la femmina più bella è la bambina M., anche se lei ormai quando mi vede fa così con la testa…guardate…e così con gli occhi …”
Santo cielo…come la bambina dell’esorcista …noooo
“E tu non darle retta, guardati intorno, ci saranno altre bambine…”
“No papà mi spiace io non ne vedo altre…”
E’ la fine…
“Cielo è come quella Fanny con Leopardi, che lui le dedicava le sue poesie, vi rendete conto le poesie di L-E-O-P-A-R-D-I… anche lei secondo me faceva in quel modo con gli occhi…vi rendete conto…”
“Sì mamma ci rendiamo conto…possiamo alzarci ora …”
“Sì andate bambini…senti Sposo Errante…”
“Cosa…”
“Non mi hai mai scritto una poesia …ok puoi recuperare…componimi una poesia”
“Quando?”
“Ora”
“Ma lo sai che non sono capace…e poi sono stanchissimo…non è cosa mia, no…”
“Va bene sposo …mi è venuta l’ispirazione…ti dedico io una poesia che ho creato or ora per te…”
“Oh mio caro Sposo —————————————————————————“
No, Tizianeda non vi rivelerà il seguito dei versi declamati, degni più di una bettola fumosa e alcolica, che di un’antologia letteraria. Però lo Sposo errante al ricordo di quelle rime improvvise, pronunciate con allegra impudicizia, ancora ride, dimenticando, per un po’, stanchezza, treni sbrindellati e strade malferme.

P.S.: Giacomo perdonami.

Un saluto allegro a tutti voi e declamate poesie a chi volete bene.

Tizianeda

Molto bene, molto bene yeah!

“Vengo a prenderti io nel pomeriggio…alle cinque meno un quarto”
“Sì, ma come mi devo vestire?”
“Comoda, in tuta, o metti i leggins. Ovviamente scarpe da ginnastica. E’ una palestra”
“Ok”
Tizianeda, che per stare comoda ha indossato un paio di jeans e delle ballerine color verde pantofola, è stata prelevata nei suoi 90 mq, dalla sua amica M. L’amica che sa guidare le moto, ama viaggiare sola, è capace di cambiare una ruota e aggiustare il motore della macchina come fosse il meccanico personale di Alonso. Che ti abbraccia ogni volta che ti vede, anche se non lo sa, perché lo fa con gli occhi. E tutto questo a Tizianeda piace.
Poi insieme a S., l’amica di M, sono arrivate in una palestra grande grande. Nella palestra c’è uno stanzone immenso, pieno di attrezzi per il fitness, il pavimento scuro, molti bicipiti, tanto sudore, un numero rilevante di canottiere, signore truccate, ed una luce soffusa, come in quei bar fighissimi dei film americani, dove c’è un lui una lei e dialoghi improbabili. Ma non era lì che dovevano entrare. Così ha seguito la sua amica M., e sono approdate in un altro stanzone, pieno di luce. Grande come un hangar.
“Vengono due signori che educano al sorriso. Insegneranno probabilmente delle tecniche per lasciarsi andare ma nell’ambito della disciplina Yoga.”
Così le aveva detto l’amica M. E Tizianeda, anche se pensa di non avere bisogno di guru del sorriso, con la sua amica M, ci è andata. Così. Perché è curiosa e voleva incontrare maestri di vita, spiritualità ed empatia.
E da questi maestri di vita, spiritualità ed empatia, per i trenta minuti in cui lei e le sue compagne di avventura, sono riuscite a stare dentro l’hangar, prima di fuggire, sono state invitate ad emettere versi tipo “ohoh ahah”, come Babbo Natale con le renne. A esprime la propria contentezza per essere lì in quel folto consesso agitato gridando con le braccia in alto “molto bene molto bene Yeahhh!!!!”. Hanno dovuto simulare risate rumorose da rivolgere agli sconosciuti presenti e sono state cazziate quando, invece di obbedire, ridevano tra di loro veramente. Poi qualcuno ha acceso la musica, e come per incanto la palestra si è trasformata in un gaudente villaggio turistico, con immancabile trenino umano.
“No guarda il trenino proprio no, che anche alle feste mi mette tristezza…dai ora sono tutti distratti, scappiamo prima che ci fanno di nuovo qualche cazziatone”
“Sì andiamo via”.
E così le tre donne sono fuggite, lasciando la folla e la festa di capodanno.
“Mi aspettavo qualcosa di diverso”
“Anche io”
“Sì anche io”
“Comunque il prossimo sabato se vi interesse c’è una lezione di danza del ventre…”.

Tizianeda, che ha dato risposte incerte, ancora non sa se andrà alla lezione di danza del ventre che non ci si vede proprio, o se preferirà accompagnare la undicenne in piscina al posto dello Sposo Errante…

Un sorriso yeah a tutti voi!

Tizianeda

Come nei film

“Settenne che ti prende. Perchè ti contorci e ridi in quel modo lì”
“Mamma non ci posso credere, è successa una cosa incredibile”
“…”
“Ho visto due seduti sull’autobus che si baciavano, ma non in modo normale…si baciavano come nei film in quel modo sdolcinato”
“Perché scusa, come sarebbe il bacio normale?”
“Quello dura un secondo, invece nei film almeno cinque minuti ”
“Ma guarda che gli adulti a volte si baciano un po’ come nei film”
“No mamma quelli erano esagerati. Proprio impressionanti guarda non si staccavano mai …facevano così…”
“Va be’, ho capito settenne, sei stato molto chiaro”.
Tizianeda travolta dall’eloquenza verbale e fisica del settenne, ha preferito lasciar perdere.
Ma poiché dovrà essere preparata, quando il prossimo bacio cinematografico si mostrerà ai minori in tutto il suo lumacoso fulgore, si è prospettata una serie di possibili comportamenti da tenere: 1. cambiare canale, usando le mirabolanti doti di prontezza di riflessi, tipica del genitore imbarazzato 2. intavolare una conversazione seria, chiedendo loro cosa pensano della critica della ragion pura di Kant o della rivoluzione francese. I due i chiederanno se gli alieni hanno lobotomizzato la loro mamma, ma almeno si perderanno la scena del bacio 3. Mostrarsi rilassata deglutendo in silenzio, fingendo di essere una svedese progressista e non una povera bacchettona.
Insomma. Vi farò sapere.

Tizianeda

Buon Muolk a tutti

“Ciao Sposo Errante, stasera ho fatto un po’ tardi allo studio di avvocatessa…come stai?”

“Sono stravolto”

“Hai ragione, anche io…dai che siamo  a casa sani e salvi…preparo la cena”

“Mamma come cammini?”

“Come Michael  Jackson ,  all’indietro…dai  facciamo la serata moonwalk. Fallo anche tu Sposo Errante”

“Mamma papà è più bravo di te”

“Che dici undicenne, è terrificante e poi è serio anche quando fa il deficiente, non è corretto”

“Mamma guarda anche io so fare il muolk”

“Il moonwalk settenne…dio sei terribile”…

Tizianeda, quando la situazione si fa dura, quando la stanchezza è una massa densa, quando troppo  attrattiva è la tentazione di abbandonarsi ai lamenti,  si aggrappa alla stortia (perdonate il termine indigeno che usa spesso, ma le piace troppo), travolgendo i due minori debosciati, cosa alquanto facile, ma anche il serissimo di casa, che paziente e divertito si sottopone alla follia compulsiva. Per questo prima di sedersi a tavola per la cena i quattro della famigliola hanno camminato all’indietro come zombie disorientati, con buona pace di MJ. Tizianeda a dire il vero ha proseguito anche dopo cena e la mattina quando ha svegliato i minori, e quando ha preparato la colazione, e poi lo ha fatto fare anche a suo fratello, lo zio Peppino, che accidenti è stato bravino, e ha deciso che lo farà tutte le volte che si sentirà triste o stanca o con il desiderio di fuga incorporato.  E forse lo farà fare anche ai nonni ottantenni, alle sue amiche, a sua sorella Dada che è un’altra serissima, alle sue cognate a ai suoi nipoti, alle maestre del settenne e alle professoresse della undicenne, ai suoi vicini di casa che sorridono poco e alle mamme che incontra all’uscita della scuola.

Così alla fine si sentiranno in armonia con l’universo e consolati per ogni attimo della giornata  senza leggerezza.

Buon “muolk” a tutti.

 

 

Tizianeda