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Filastrocca delle parole che non trovo

Dentro di me ci sono parole
Lettere arrese e lettere al sole
Una carezza, un bacio furtivo
Questi miei occhi che guardo e che scrivo
Dentro di me c’è fegato e cuore
Ci sono polmoni c’è a tratti rumore
C’è un silenzio cercato
Un altro che è andato
Che a volte anche questo bisogna lasciare
Per fare poi spazio
Per potere più dare
Dentro di me c’è un campo minato
In ogni involucro un respiro di fiato
Nessun fragore nessun boato
Che a urlare c’è il fuori, improvviso, infuriato
Dentro di me ricerco parole
Perché c’è un tempo, un posto, un dolore
Ma ora non so dove andare a cercare
E allora sto ferma ed è meglio aspettare
Stringo negli occhi questo tempo affannato
La solitudine è un lavoro di fiato.
Fuori di me c’è un mistero di specchi
E se devo trovare le benedette parole
Per potermi guardare per potermi salvare
Perché la vita è soltanto un pretesto
Cerco nel pozzo la mia parte fragrante
Ché lì trovo amore, e mi faccio guidare.

Tizianeda

Filastrocca di San Valentino

Se San Valentino tu vuoi festeggiare
Non farti domande ma lasciati andare
Se un fiore ti arriva, un bacio, o un sorriso
Una torta, un biglietto, un bicchiere di vino
Una telefonata, un messaggio improvviso
Abbandona il cinismo e rallegra il tuo viso
Che poi sull’amore se ti vuoi soffermare
C’è tanto, ma tanto e tanto da dare
Ma anche da dire in questo mondo arrabbiato
Dove l’odio riesce a trovare assai fiato
L’amore non è solo questione di cuori
Di frasi d’effetto, di donne e motori
Di panchine lasciate per innamorati
Abbracciati e dal mondo dimenticati
Che se arriva così, questo amore di fuoco
Siamo molto felici e non è certo poco
Ma c’è ancora altro amore di cui abbiamo bisogno
In un mondo che è piatto e dimentica il tondo
Ci son cuori che sono intossicati
Da paura, ignoranza, desideri frustrati
Che han bisogno di odiare, perché altro non sanno
Che han perduto il linguaggio, han subito un gran danno
Io non so, per esempio, cosa induce a odiare
Un fratello affamato che viene dal mare
A insultare chi ama chi è del proprio sesso
A non capir che l’amore è sempre lo stesso
A disprezzare una donna che non crede agli schemi
Che la vita la vive senza troppi problemi
La paura è nemica dell’amore profondo
L’ignoranza una freccia che scocca l’odio nel mondo
E sapete che penso in questo giorno perfetto
Per voi tutti che odiate e che non sentite
Quanto è bello l’amore che viene dal petto?
Che vi amo lo stesso e lo dico davvero
E pazienza se poi vi arrabbiate sul serio
Ché se infine anche odiate tutto quello che ho detto
Son contenta che almeno, vi faccio un dispetto.

Foto presa dal web

Tizianeda

Filastrocca di pan d’ora

Un ferro da stiro mi puoi regalare,
mi stiro le lacrime per poi consolare.
Ti abbraccio nel letto con un nuovo pigiama,
mi avvolgo mi scaldo con la sciarpa di lana.
Ti porto con me, così riposiamo
e non ho più paura di dirti ti amo.
Un grembiule fiorito lo lego sui fianchi,
mi asciugo le mani, ti passo davanti.
Così poi balliamo tra letti e divani,
ti rido sul collo, non penso a domani.
E quando la notte si va approssimando
cucino cantando, tu assaggi guardando.
Una donna è di più di una scritta sul muro,
di un regalo non chiesto, di un oggetto dorato,
di un’idea assai irritante di un creativo sbagliato.
Non trattateci sempre come brave bambine,
da tenere ammansite, da vedere asservite.
Siamo pane che cresce sotto teli di lino,
siamo vento e tempesta che si placa al mattino
siamo mosto che bolle nel silenzio di un tino.
Siamo d’ora e di ieri siamo quel che vogliamo
siamo le trasformiste di questo circo assai strano.
Se davvero un regalo ci volete poi fare
cancellate le scritte che ci fanno arrabbiare.
Riscrivete parole che noi porteremo
come acqua da bere nel cammino assolato
come corsa festosa che ti accelera il fiato
come vento che soffia e che ci fa sollevare
come la libertà che conosce il suo andare.
Come un amuleto, come un portafortuna
come un bacio improvviso sotto il vischio o la luna.

Tizianeda

Se la tristezza mi vuole abitare

Ieri Tizianeda è andata al cinema con i suoi fratelli e la prole. Proiettavano un film animato che si intitola “Inside out”, che parla delle emozioni che tutti noi proviamo. Tra queste la tristezza, che nel mondo magico dei cartoni ha la forma di una ragazzina dall’aria sfigata, introversa, timida e ovviamente te ne innamori subito. Non vi parlerà del film che rivaluta questa emozione qui, in una società in cui tutti ci sforziamo di apparire sempre felici e gaudenti. Così in onore della nerdissima tristezza vi lancio una filastrocca. E chiedo perdono a chi le filastrocche le scrive veramente. Questa è solo un gioco.

Se la tristezza mi vuole abitare
Io sarò qui a lasciarla fare
Ché la tristezza la voglio abbracciare
Per imparare a consolare
Se la ricopro di delicatezza
Lieve sarà, una carezza
Lenta cammina nel mondo che va
Lo riconosce, lo sente, lo sa
E se per strada la gioia lei incontra
La prende per mano, le apre una porta
Così la gioia si porta nel cuore
Quel po’ di tristezza che cambia l’umore
Perché la gioia senza tristezza
Non può provare la tenerezza.

Un saluto allegro a tutti voi. E buon inizio settimana!

Tizianeda